Dopo i disordini di mercoledi' al senato e la bagarre di giovedi' alla Camera , con tanto di insulti dei leghisti a Gianfranco Fini, quello di oggi dovrebbero essere una giornata campale per il testo della manovra che, a meno di sorprese, dovrebbe essere votato alle 19:30 di questa sera.
Ma il governo non ha intenzione di passare per conservatore e vuole riprendere in mano l'argomento liberalizzazioni che ha subito una brusca battuta d'arresto dopo lo stop intimato dalle lobby.
"Per me le resistenze non sono una novita'", ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti , riferendosi al suo vecchio ruolo di commissario europeo alla libera concorrenza nel mercato. "Spesso pero' – continua – vengono superate non al primo colpo ma con una determinazione tenace".

"Si capisce che finora abbia inciso piu' il rigore che l'equita' e la crescita – ha ammesso, forse anche per smorzare gli animi in attesa del voto di fiducia sulla sua manovra correttiva – ma vorrei osservare che ci sono provvedimenti che vanno nella direzione della crescita".
Il premier, in questo caso, fa esplicito riferimento agli interventi sul "cuneo fiscale tra lavoratori e imprese", al fatto che non siano state "toccate le aliquote Irpef" e le misure "sull'Irap per rendere piu' conveniente l'assunzione di donne e giovani".
Gia' nella giornata di ieri, comunque, le dichiarazioni rilasciate dal ministro allo Sviluppo Passera avevano ben reso l'idea. "In quasi tutti i casi – ha affermato – quello che avevamo in mente lo porteremo in fondo. Questo e' un mondo difficilissimo dove le resistenze sono pazzesche".