Il 31 dicembre sono stati depositati i risultati del lavoro che ha visto impegnata la Commissione per il livellamento retributivo guidata dal Presidente dell'Istat Enrico Giovannini.
Tra le tante anomalie riscontrate nell'analisi di 7 paesi ( Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Austria, Spagna, Belgio) prima tra tutte quella che riguarda gli stipendi dei parlamentari italiani: piu' di 16 mila euro lordi al mese in tasca, contro i 13.500 di un deputato francese, i 12.600 di uno tedesco, i 9.200 di un deputato belga, gli 8.650 di un austriaco fino ai ''miseri'' 4.630 euro di un deputato spagnolo.
''La Commissione considera i dati contenuti del tutto provvisori e di qualita' insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge – si legge nella relazione della Commissione Giovannini – nonostante l'impegno profuso e tenendo conto dell'estrema delicatezza del compito ad essa affidato, nonche' delle attese dell'opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non e' in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l'accuratezza richiesta dalla normativa''.
Fare una media risulta imposiibile perche' ad esempio paesi come Francia e Germania hanno stipendi piu' bassi ma spendono di piu', ad esempio, per i portaborse.
Nel caso delle spese per i collaboratori l'Italia non detiene il record: circa 4000 euro e' la cifra forfettaria che spetta a deputati e senatori per le ''spese di segreteria'', meno che in altri paesi. La differenza e' che pero' nel caso italiano non vi è obbligo di rendicontazione cioe' non c'e'bisogno ddi dimostrare se poi effettivamente i collaboratori vengono pagati oppure no.
La diaria, ovvero le spese per il mantenimento del parlamentare fuori sede, vede l'Italia attestarsi al secondo posto dopo la Germania con i suoi 3.984 euro.
Mentre per quanto riguarda i benefit, gli italiani se la fanno da padroni. La "libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima e aerea" consentita al parlamentare, in Italia, non ha corrispettivi.















