Alla fine il via libera e' arrivato, le liberalizzazioni del governo Monti sono state approvate oggi durante il Consiglio dei Ministri. Una riunione-fiume che vale la delicatezza dell'argomento in discussione all'interno del palazzo e le proteste che intanto si scatenano al di fuori. Il primo a uscire e' stato il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, ma la soddisfazione che trapela e' evidente: la bozza presentata ieri e' stata sostanzialmente confermata, tranne per le misure sul settore taxi.  

Il premier Monti apre la conferenza stampa definendo i provvedimenti "un pacchetto di riforme strutturali, una grande azione economica, ma anche sociale". Sono tre secondo il professore le domande a cui cerca di dare risposta questa azione di governo: "L'insufficiente concorrenza nei mercati", l'inadeguatezza delle infrastrutture e "la complicazione delle procedure amministrative in tutti i campi". E alla fine conclude cosi': "Credo che nessuno possa dire che ce la siamo presa con i piccoli e con i poteri deboli e che abbiamo lasciato tranquilli i grandi e i poteri forti".

CAPITOLO TAXI - Dello scottante tema delle liberalizzazioni sulle licenze dei taxi nessun ministro ha fatto parola, fino alla domanda di un giornalista a cui risponde il sottosegretario Catricala': "Abbiamo valutato attentamente le ragioni della protesta e su un punto abbiamo convenuto con loro: la concentrazione delle licenze in mano a un singolo puo' portare a dominanza". In sostanza, il governo affidera' la decisione all'Autorita' dei trasporti che sara' creata ad hoc.