Posto fisso in cambio dell'articolo 18. Sembra questo, ormai, il solco nel quale il Governo Monti sta portando avanti la riforma del lavoro. Per i giovani che firmano un contratto a tempo indeterminato non varrebbe piu' la tutela dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Al posto del reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa, al dipendente spetterebbe un risarcimento, variabile in base all’anzianita' di servizio. e' la linea suggerita dalla Banca centrale europea la scorsa estate. Ed e' la linea che l’esecutivo sta seguendo con sempre maggior certezza.
LAVORO STABILE – Senza articolo 18 per i nuovi assunti verrebbe cosi' a cadere il paravento dietro il quale molte aziende si nascondevano: non assumiamo in modo stabile perche' poi e' impossibile mandare via chi non lavora bene. Il reintegro garantito dall’articolo 18, infatti, in tutta Europa viene visto come anomalia italiana. E il lavoro precario dovrebbe, a conti fatti, costare di piu' e quindi risultare economicamente non piu' conveniente anche per le imprese.

CHI GIA’ LAVORA – Per chi e' gia' assunto, pero', non cambia nulla: la validita' dell’articolo 18 rimane, anche perche' i sindacati farebbero guerra a chi volesse levare ai propri iscritti una tutela che hanno sempre avuto.
LE PROSSIME MOSSE – Parlando alla tavola rotonda "Future of Italy" a Davos, lo scorso giovedi', il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha detto: “Affronteremo tutti i problemi. Anche quello della flessibilita' in uscita. E vi sorprenderemo". Adesso pero' bisognera' attendere una eventuale mossa anche dei partiti politici, che certo, vista la delicatezza dell’argomento in ballo, vorranno dire ciascuno la propria.