La tanto attesa riduzione e' arrivata: dopo mesi di lavori della commissione Giovannini che a inizio gennaio ha presentato i risultati delle sue indagini sui compensi dei parlamentari , dalla Camera e' arrivata la decisione definitiva: e' stato l'ufficio di presidenza a comunicare il taglio di 1300 euro lordi mensili dagli stipensi degli onorevoli. 700 euro netti in meno al mese dunque, ai quali si sommera' un ulteriore taglio del 10% per quei deputati che svolgono anche altri incarichi (ad esempio i presidenti di commissione).
Decisioni prese anche per quel che riguarda i compensi dei collaboratori: il 50% dovra' essere pagato su base di uno standard forfettario; il restante 50% dovra' invece essere documentato o con il dettaglio delle spese sostenute o con l'assunzione del collaboratore. Lo scopo di quest aoperazione e' quello di regolamentare la materia per legge.
Passaggio al contributivo poi sia per il pagamento dei vitalizi dei deputati che per le rendite dei dipendenti della Camera.
IL SENATO - Anche l'altro ramo del Parlamento si adatta ai tempi della crisi, cosi' il Senato ha avviato l'esame di alcune proposte di modifica al trattamento economico dei parlamentari. "Tra queste c'e' la decisione di decurtare le
indennita' di base dei parlamentari del 13%, pari a circa 1.300
euro mensili, per evitare che il passaggio del trattamento
previdenziale dal vitalizio al sistema contributivo possa
determinare un aumento del netto in busta paga a causa del
diverso trattamento fiscale di cui godono i due regimi". Lo stipendio base medio dei parlamentari, senatori e deputati,
restera' quindi di circa 5 mila euro netti, come ha confermato
il questore leghista, Paolo Franco, senza subire aumenti.
indennita' di base dei parlamentari del 13%, pari a circa 1.300
euro mensili, per evitare che il passaggio del trattamento
previdenziale dal vitalizio al sistema contributivo possa
determinare un aumento del netto in busta paga a causa del
diverso trattamento fiscale di cui godono i due regimi". Lo stipendio base medio dei parlamentari, senatori e deputati,
restera' quindi di circa 5 mila euro netti, come ha confermato
il questore leghista, Paolo Franco, senza subire aumenti.
TETTO MASSIMO PER I MANAGER -
Accelerati i tempi anche per quel che riguarda la trasmissione del nuovo schema riguardante il limite degli stipendi per i manager della Pa. Il governo ha infatti inviato ai presidneti di Camera e Senato "In tempi considerevolmente inferiori a quelli indicati dal decreto-legge approvato dal Parlamento lo scorso dicembre, e fissati in novanta giorni" proprio "lo schema di provvedimento concernente il limite massimo retributivo dei dipendenti pubblici, previsto nel "Salva Italia"". Come si legge nella nota di Palazzo Chigi: "Dal buon esito dell'operazione dipendono sia il successo dei programmi di risanamento dell'economia, sia quello degli stimoli alla crescita e competitivita'. Il contenimento dei costi della burocrazia contribuira' cosi a rafforzare il credito di fiducia che i Paesi dell'Eurozona e gli investitori internazionali decideranno di accordare all'Italia nei mesi a venire. Per questo motivo, in tempi considerevolmente inferiori a quelli indicati dal decreto-legge approvato dal Parlamento lo scorso dicembre".
Accelerati i tempi anche per quel che riguarda la trasmissione del nuovo schema riguardante il limite degli stipendi per i manager della Pa. Il governo ha infatti inviato ai presidneti di Camera e Senato "In tempi considerevolmente inferiori a quelli indicati dal decreto-legge approvato dal Parlamento lo scorso dicembre, e fissati in novanta giorni" proprio "lo schema di provvedimento concernente il limite massimo retributivo dei dipendenti pubblici, previsto nel "Salva Italia"". Come si legge nella nota di Palazzo Chigi: "Dal buon esito dell'operazione dipendono sia il successo dei programmi di risanamento dell'economia, sia quello degli stimoli alla crescita e competitivita'. Il contenimento dei costi della burocrazia contribuira' cosi a rafforzare il credito di fiducia che i Paesi dell'Eurozona e gli investitori internazionali decideranno di accordare all'Italia nei mesi a venire. Per questo motivo, in tempi considerevolmente inferiori a quelli indicati dal decreto-legge approvato dal Parlamento lo scorso dicembre".















