Adesso anche i finiani chiedono a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro e di dimettersi martedì mattina prima di arrivare al voto della Camera e dopo avere incassato la fiducia al Senato, un esisto scontato quest'ultimo ma che sarebbe rafforzato dall'astensione (e non dal voto contrario) dei senatori di Futuro e Liberta'.
Questo consentirebbe poi l'avvio di una nuova fase politica nel centrodestra, scongiurando il rischio di una rottura definitiva. Il documento conterrebbe anche l'impegno ad un eventuale rieincarico per un Berlusconi bis e la parola di Fli sul fato che il partito non sosterrà alcun governo diverso da uno che sia guidato da una personalità del centrodestra.
Questo estremo tentativo è arrivato dopo ore di fibrillazioni in Futuro e Libertà ed un confronto serrato tra Gianfranco Fini e le colombe futuriste capeggiate da Silvano Moffa. Una soluzione, quella individuata, che potrebbe consentire di tenere insieme le diverse posizioni del partito dopo il discorso di Silvio Berlusconi al Senato. E' stato proprio Silvano Moffa, una delle «colombe» finiane, assieme al coordinatore Adolfo Urso ad incontrare il premier ed il sottosegretario Gianni Letta nella sala del governo a Montecitorio per presentare la nuova posizione emersa in seno alle file finiane. Berlusconi, lasciando poco più tardi il palazzo della Camera, non si è intrattenuto come suo solito con i cronisti e si è limitato a rispondere con un «tutto bene» alla domanda su come fosse andato il faccia a faccia.
"No alla proposta di Fli, Berlusconi non si dimette". Lo afferma Paolo Bonaiuti.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi respinge al mittente la poposta contenuta nel documento dei finiani consegnato a Montecitorio prima dell'inizio del dibattito. Il presidente del Consiglio avrebbe infatti ribadito la propria intenzione ad andare avanti senza dimettersi, secondo quanto ha riferito ai cronisti il sottosegretario Paolo Bonaiuti al termine dell'incontro dei vertici del Pdl, tenutosi nell'aula del governo di Montecitorio.
La proposta unitaria di Fli, alla quale si è giunti dopo una lunga mediazione condotta dal presidente della Camera, choedeva al premier di dimettersi dopo il voto del Senato e prima di quello della Camera. "Non c'è niente di nuovo – ha affermato Bonaiuti – nella proposta avanzata da Futuro e libertà. La sua proposta politica è emersa chiara e senza ombre nell'intervento di oggi al Senato".Â