29 ago.  – Walter Veltroni candidato alle primarie? ''E' in nome di che? Di una linea con la quale abbiamo gia' perso, in un sol colpo, governo, alleanze ed elezioni?''. E' netta Rosy Bindi, presidente dell'Assemblea nazionale del Pd, che in un'intervista a 'la Stampa' dice la sua sulle questioni primarie e candidatura alla premiership. ''Alle primarie -spiega- per quanto ci riguarda il candidato del Pd e' il segretario, cioe' Bersani. Dopodiche', visto che si trattera', credo, di primarie di coalizione, se ci sono candidati di altri partiti, si facciano avanti. E' nel loro diritto, non c'e' problema''.
Quanto a Sergio Chiamparino, ''per ora -rimarca Bindi- ha annunciato la sua disponibilita'. Vedremo. Ma quel che vorrei dire e' che qualunque democratico, in presenza della candidatura di Bersani, dovrebbe pensare molto seriamente a se e' il caso di scendere in pista. Personalmente la considererei una scelta discutibile''. E a chi le chiede quale impressione le hanno fatto le due lettere di Veltroni e Pier Luigi Bersani, Bindi osserva che la prima ''e' una lettera, e racconta di un'isola ideale che purtroppo non c'e', indicando una prospettiva che non esiste e in nome della quale abbiamo gia' pagato prezzi pesanti''. L'altra, quella del segretario, invece, ''e' una proposta politica solida e, secondo me, convincente. Diciamola cosi': Bersani ha indicato quale deve essere la linea per un partito realmente e concretamente riformista''.

Per quanto riguarda invece la candidatura di Nichi Vendola, Bindi sottolinea: ''E' in campo. A mio giudizio con una scelta quanto mai intempestiva. Detto questo, Vendola e' una ricchezza. Sta facendo un gran lavoro nell'area della sinistra ed e' un bene, perche' noi dobbiamo vincere le elezioni e per farlo abbiamo bisogno di recuperare un dialogo con tutte le aree e le fasce di elettorato di centrosnistra''. Ma, avverte, il presidente dell'Assemblea nazionale del Pd, '''c'e' bisogno di una riflessione seria da parte di tutti. Anche di Nichi. Di fronte ala prospettiva politica di un nuovo Ulivo, motore di una piu' ampia alleanza democratica, abbiamo bisogno di candidati-premier capaci della piu' larga interlocuzione possibile. Insomma, non mi pare il momento di rincorrere parzialita'…''. Il Pd, mette quindi in chiaro Bindi, ''non ha paura delle elezioni. Noi abbiamo solo proposto che prima di andare al voto si riformi la legge elettorale, ridando ai cittadini la possibilita' di scegliere chi mandare in Parlamento. Per il resto -conclude- siamo pronti alla sfida, che credo non sia comunque lontana''. (Adnkronos).