La mozione di sfiducia al ministro della Cultura Sandro Bondi, presentata a dicembre da Pd e Idv dopo il crollo della Casa dei gladiatori a Pompei 1, sarà esaminata e votata dall'Aula della Camera nell'ultima settimana di gennaio.
Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo.
La mozione di sfiducia è stata presentata dai partiti d'opposizione nonostante Bondi avesse chiesto al Pd di non farlo 2, sostenendo che i crolli di Pompei non costituivano una ragione sufficiente e che invece si trattasse di un'acrimonia personale nei suoi confronti, un "clima pregiudizialmente ostile alla mia persona", aveva scritto il ministro a metà dicembre.
Ma la mozione non è mai stata ritirata, tanto più che al gravissimo crollo della Casa dei gladiatori, definito dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "una vergogna per l'Italia", è seguito pochi giorni più tardi quello della Casa del Moralista 3,in questo caso però senza alcun danno per gli affreschi interni. Per i crolli di Pompei è in corso un'indagine della magistratura, che ha già emesso nove avvisi di garanzia 4.
La mozione di sfiducia è stata presentata dai partiti d'opposizione nonostante Bondi avesse chiesto al Pd di non farlo 2, sostenendo che i crolli di Pompei non costituivano una ragione sufficiente e che invece si trattasse di un'acrimonia personale nei suoi confronti, un "clima pregiudizialmente ostile alla mia persona", aveva scritto il ministro a metà dicembre.
Ma la mozione non è mai stata ritirata, tanto più che al gravissimo crollo della Casa dei gladiatori, definito dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "una vergogna per l'Italia", è seguito pochi giorni più tardi quello della Casa del Moralista 3,in questo caso però senza alcun danno per gli affreschi interni. Per i crolli di Pompei è in corso un'indagine della magistratura, che ha già emesso nove avvisi di garanzia 4.















