Oggi Domenica delle Palme ha visto la piazza San Pietro gremita di persone. Oltre cinquantamila per la messa delle Palme che apre i riti della Settimana santa celebrati dal Papa. La processione ricorda l'ingresso in Gerusalemme di Gesù acclamato dalla folla.
Durante l’omelia della messa il Papa Benedetto XVI ha affermato che il progresso scientifico e tecnologico non è riuscito a salvarci dalle “tempeste minacciose†che ancora gravano “sopra la storia†ed ha aggiunto. “Insieme con le nostre capacità – ha osservato – non è cresciuto soltanto il bene. Anche le possibilità del male ono aumentate e si pongono come. Anche i nostri limiti sono rimasti: basti pensare alle catastrofi che in questi mesi hanno afflitto e continuano ad affliggere l'umanità â€.
Durante l’omelia della messa il Papa Benedetto XVI ha affermato che il progresso scientifico e tecnologico non è riuscito a salvarci dalle “tempeste minacciose†che ancora gravano “sopra la storia†ed ha aggiunto. “Insieme con le nostre capacità – ha osservato – non è cresciuto soltanto il bene. Anche le possibilità del male ono aumentate e si pongono come. Anche i nostri limiti sono rimasti: basti pensare alle catastrofi che in questi mesi hanno afflitto e continuano ad affliggere l'umanità â€.
E ancora il Papa Ratzinger ha aggiunto che “da sempre gli uomini sono stati ricolmi, e oggi lo sono quanto mai, del desiderio di 'essere come Dio', di raggiungere essi stessi l'altezza di Dioâ€. Infatti, “i tutte le invenzioni dello spirito umano si cerca, in ultima analisi, di ottenere delle ali, per potersi elevare, per diventare indipendenti, totalmente liberi, come lo è Dio. Tante cose l'umanità ha potuto realizzare: siamo in grado di volare. Possiamo vederci, ascoltarci e parlarci da un capo all'altro del mondo. E tuttavia – ha rilevato il Pontefice – la forza di gravità che ci tira in basso è potenteâ€.
Ha contnuato ancora il Papa :“Le grandi conquiste della tecnica – ha scandito il Pontefice – ci rendono liberi e sono elementi del progresso dell'umanità soltanto se le nostre mani diventano innocenti e il nostro cuore puro, se siamo in ricerca della verità , in ricerca di Dio stesso, e ci lasciamo toccare ed interpellare dal suo amoreâ€. In definitiva, dunque, “se in umiltà riconosciamo che dobbiamo essere attirati verso l'alto; se abbandoniamo la superbia di volere noi stessi farci Dioâ€. “Abbiamo bisogno di Lui – ha concluso – nell'essere sorretti dalle sue mani, cioè nella fede, Dio ci dà il giusto orientamento e la forza interiore che ci solleva in alto. Abbiamo bisogno dell'umiltà della fede che cerca il volto di Dio e si affida alla verità del suo amoreâ€.















