Al via il Giro d'Italia. La tappa è Venaria-Torino e gli occhi sono puntati su Contador e Nibali. Il fuoriclasse spagnolo, considerato da anni il più forte corridore a tappe del mondo, contro la grande speranza del ciclismo italiano.
Da una parte il superprofessionista che guadagna 9 milioni di euro all'anno, dall'altra il ragazzo con la valigia di cartone che ha un ingaggio dieci volte inferiore. Una sfida impari: la stella che ha corso e fatto quattrini nelle più grandi squadre in giro per il pianeta (le spagnole Once e Liberty, l'americana Discovery, la kazaka Astana dove fu capitano anche di Armstrong, adesso la danese Saxo) e il picciotto di Messina con la faccia da eterno emigrante. Sono loro, Alberto Contador e Vincenzo Nibali, le due facce della medaglia del 94º Giro d'Italia che parte oggi con una cronosquadre da Venaria a Torino.
Contador è abituato a vincere.
Contador è abituato a vincere.
Nelle ultime cinque grandi corse a tappe alle quali ha partecipato ha sempre centrato il bersaglio: tre Tour de France, una Vuelta di Spagna e un Giro d'Italia, nel 2008. Proprio in quell'occasione fu convocato solo in extremis per la Corsa Rosa.
Dicevano che era gia' al mare, a prendere il sole con la fidanzata, e per questo al suo arrivo in gruppo gli avversari lo soprannominarono "il bagnino". Ma lui fece spallucce e sbaraglio' il campo, lasciando solo le briciole ai vari Ricco' Bruseghin, Pellizotti e Menchov, finitigli nell'ordine alle spalle.
"Non dimentichero' mai l'affetto con cui mi accolsero i tifosi italiani, che sono i piu' competenti del mondo – ha ricordato ieri con studiata ruffianeria -. E' il motivo principale per cui sono tornato al Giro»"..















