ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA': 1 LAVORATORE SU 2 E' PRECARIO
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23 giu. - All'Istituto superiore di sanità un lavoratore
su due è precario. E' la denuncia dei ricercatori dell'Ente, che hanno
condotto una ricerca interna per verificare la situazione. Secondo la
loro indagine, su 2.730 lavoratori, a gennaio 2009, solo 1.528, pari
poco più della metà (56%), risultano assunti a tempo indeterminato.
Tutti gli altri sono precari.
Una parte, 383, pari al 14%, ha un contratto a tempo determinato, mentre gli altri, poco più di 800, lavorano per l'Istituto come collaboratori: il 12% è assunto con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.co.co), il 7,l5% risulta collaboratore esterno, mentre il 10,5% è composto di tesisti, borsisti e dottorandi.
Per discutere della situazione e tornare a chiedere al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, una stabilizzazione, domani i lavoratori si riuniranno alle 9 nella sede dell'Istituto, a Roma, in aula Pocchiari, e presentaranno la propria ricerca interna alla stampa.
"Nell'Istituto svolgo la mia attività da più di 10 anni", racconta una ricercatrice. "Qui si fa ricerca di base ma anche ricerca di servizio a diversi enti pubblici, soprattutto quelli afferenti al Sistema sanitario nazionale. Mi è capitato di lavorare al servizio di Comuni, Asl, Regioni, ministeri e, non di rado, di contribuire a rispondere ad interrogazioni parlamentari. Ho svolto la mia attività di ricerca per 8 anni come co.co.co. ed ultimamente con contratti a tempo determinato. Nonostante la mia esperienza precedente, ho dovuto partecipare ad una selezione pubblica, vincendola, per iniziare il mio primo contratto di un anno come dipendente a tempo determinato su un progetto che avevo contribuito a produrre e a far finanziare".
"Dopo dieci anni è tempo di consuntivi - prosegue - e, mi sono detta più volte, è il caso di provare ad andare fuori, all'estero. A 40 anni, con una famiglia avviata e due bambini in età scolare, non è una decisione facile, ma forse sarò costretta a questo passo dai provvedimenti governativi previsti per il prossimo futuro, da quel governo che proprio nei giorni scorsi mi ha convocato per risolvere scottanti questioni ambientali. Undici anni di scrupoloso lavoro, decine di pubblicazioni su riviste indicizzate, parerei a ministeri, Regioni, Comuni, enti del Servizio sanitario nazionale, magistratura, qualità di lavoro quotidiano testimoniata dai diretti dirigenti di ricerca, non sono sufficienti per un'assunzione? No. Meglio - conclude amaramente - contrarre le spese".
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