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22 gen. - Al momento 400 mila persone sono senz'acqua nella
Striscia di Gaza. Mentre i profughi, successivi all'offensiva
israeliana, sono stimati in 70-100 mila. Lo rende noto il commissario
straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, che si trova
sul luogo in missione umanitaria, riferendo le ultime cifre
dell'emergenza palestinese.
In queste ore gli organismi umanitari stanno facendo le valutazioni delle emergenze a spiegato Rocca per mettere a punto un piano coordinato. Ad esempio, per quanto riguarda profughi, c'é da capire se si tratta di persone che sono fuggite per paura oppure se hanno le abitazioni distrutte. La mancanza d'acqua, rilevata su un'area a macchia di leopardo nei territori palestinesi - ha aggiunto - apre problemi igienico sanitari non indifferenti.
Ciò che è chiaro è che "c'é bisogno di intervenire senza perdere un minuto ma con razionalità". Non è escluso che la Cri invii potabilizzatori d'acqua e cucine da campo nei prossimi giorni. La decisione sarà presa solo su richiesta della Mezzaluna Rossa Palestinese e consorella israeliana, la Magen David Adom, che a breve faranno il punto sugli aiuti in un incontro con le agenzie umanitarie dell'Onu.
Rocca - che rientra oggi in Italia, ed ha incontrato in questi giorni i responsabili delle consorelle israeliano-palestinesi per dar vita ad una collaborazione più intensa nella Striscia di Gaza - ha precisato che un punto sugli aiuti "é necessario proprio per evitare che si facciano sforzi inutili. Qui la crisi è severa e le risorse vanno raccordate. Ho dato la mia disponibilità per i potabilizzatori e le cucine da campo sui quali abbiamo un'importante esperienza e che riteniamo particolarmente utili".
DOPO GUERRA, ISRAELE APRE A NEGOZIATO SU SHALIT
CODE DI SCONTRI DAL MARE - MONITO LIVNI SUI TUNNEL DELLE ARMI - Segnali di trattativa sulla prigionia del soldato Gilad Shalit ed echi di guerra si incrociano oggi sul fronte israelo-palestinese all'indomani del completamento del ritiro delle forze d'Israele dalla Striscia di Gaza dopo oltre tre settimane di bombardamenti, incursioni e scontri con le milizie di Hamas. Una guerra che che ha provocato 1330 morti e 5450 feriti solo tra i palestinesi, secondo l'odierno bilancio aggiornato di fonti mediche locali che attende ancora una certificazione internazionale.
Gli echi di guerra risuonano dal mare, dove ieri unità della marina americana avrebbero sbarrato il passo a una nave iraniana sospetta in rotta verso la Striscia. E stamattina la marina israeliana ha aperto il fuoco contro pescherecci di Gaza spintisi al largo (cinque palestinesi feriti).
Gli spunti negoziali riguardano invece la sorte di Shalit - prigioniero di Hamas da due anni e mezzo - riguardo alla quale fonti del governo israeliano hanno evocato nelle ultime ore la possibilità di concessioni inedite. L'argomento è nell'agenda dei colloqui del negoziatore Amos Gilad, tornato oggi al Cairo per discutere con i mediatori egiziani impegnati a stabilizzare il cessate il fuoco nella Striscia (limitato per ora a una settimana dalle milizie islamiche palestinesi) e in contatto parallelo con rappresentanti di Hamas.
Alcuni ministri israeliani, citati in forma anonima dal sito del giornale 'Haaretz', hanno d'altronde anticipato che in seno al governo di Gerusalemme sta maturando la disponibilità a "pagare un prezzo terribile": fino a includere in un possibile 'baratto' (Shalit in cambio di centinaia di detenuti palestinesi custoditi nelle carceri d'Israele) personaggi accusati di reati gravi rispetto ai quali il premier Ehud Olmert aveva sempre opposto un secco 'no'. Un ammorbidimento che non si estende tuttavia ad altri dossier.
E in particolare alla riapertura dei varchi di confine con Gaza - sollecitata ieri dall'Ue e oggi, di nuovo, da funzionari dell'Onu attivi nella Striscia -, ma che per il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, reduce da un franco scambio di opinioni a Bruxelles, potrà avvenire solo in presenza di garanzie ferree sui punti di passaggio (via mare e via terra) dai quali Israele teme la ripresa del riarmo di Hamas. A cominciare dai tunnel alla frontiera fra Egitto e Striscia di Gaza, contro cui Israele "si riserva il diritto di tornare ad agire militarmente" in caso di necessità, ha avvertito seccamente Livni, senza delegare la sua difesa "agli egiziani, né agli europei, né agli americani".
GAZA: FERITI DUE PALESTINESI DA FUOCO ISRAELIANO - Due palestinesi sono stati feriti stamani dal fuoco di un'unità della marina militare israeliana sulla costa di Gaza. Secondo il dottor Muawiya Hassanein, responsabile dei servizi di pronto soccorso nella striscia di Gaza, i due sono stati feriti nello scoppio di un proiettile sparato da una nave della marina israeliana mentre camminavano lungo una strada costiera. Un portavoce militare israeliano ha detto che una nave ha aperto il fuoco a scopo di intimidazione contro battelli di pescatori che non si trovavano nell' area di pesca a loro permessa.
LIVNI, ISRAELE HA DIRITTO DI ATTACCARE ANCORA I TUNNEL
GERUSALEMME - Pur essendosi ritirata dalla Striscia di Gaza, Israele si riserverà comunque il diritto di attaccare di nuovo i tunnel sotterranei che collegano il territorio palestinese all'Egitto e utilizzati da Hamas anche per contrabbandare armi nella Striscia: lo ha dichiarato stamani alla radio militare il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni.
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