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19 gen. - Nella striscia di Gaza si sta oggi stabilizzando il cessate il fuoco fra Israele e Hamas. Se non ci saranno nuovi incidenti, l'esercito israeliano prevede di completare il proprio ritiro entro domani pomeriggio, prima dell'inizio della cerimonia di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
I valichi fra Israele e Gaza sono stati oggi aperti per consentire l'ingresso nella Striscia di convogli di aiuti umanitari. Israele sta anche inoltrando combustibile destinato alla centrale elettrica e agli ospedali di Gaza.
A Gaza City stanno tornando alla luce del sole - dopo settimane di clandestinita' - i dirigenti di Hamas. Affermano a gran voce di essere usciti vincenti dalla prova militare con Israele.
In una spavalda conferenza stampa, il portavoce del braccio armato di Hamas, Abu Odbeida, ha sostenuto che la sua formazione ha avuto 48 vittime e che ha inflitto ingenti perdite all'esercito israeliano. Abu Obeida ha ribadito che anche in futuro Hamas tornera' ad amarsi e sara' in grado di colpire in profondita' il territorio israeliano.
Da parte sua il ministro israeliano degli esteri Tzipi Livni ha espresso oggi compiacimento per il vasto sostegno internazionale - confermato ieri alla Conferenza di Sharm el-Sheikh (Egitto) - alla lotta contro il traffico di armi destinate a Hamas. Ma se anche esso non avesse effetti pratici, ha avvertito, Israele si sentirebbe in diritto di tornare a colpire militarmente l'asse Filadelfi: ossia il confine fra Egitto e Gaza, da dove secondo lo stato ebraico negli anni passati sono state contrabbandate ingenti quantita' di armi.
Sul piano politico palestinese intanto, una prima apertura e' giunta dal premier dell'Anp Salam Fayyad, secondo cui e' necessario dare vita adesso a un ''governo di riconciliazione'' nazionale, che unisca al-Fatah e Hamas e consenta di superare la lacerazione fra Gaza e Cisgiordania. Un progetto internazionale di ricostruzione a Gaza e' in fase di organizzazione e l'Anp, ha anticipato Fayyad, intende svolgervi un ruolo di primo piano.
"Chiedo che si formi subito un governo di unità nazionale": è questo l'appello lanciato dal presidente dell'Autorità palestinese, Abu Mazen, nel corso del suo intervento al forum economico arabo in corso a Kuwait City nel quale i capi di stato arabi stanno discutendo della crisi di Gaza. "Dobbiamo passare sopra le ferite del passato - ha affermato rivolgendosi ad Hamas - per fare gli interessi della nazione e ritrovare una vera unità araba". Il presidente palestinese ha quindi chiesto che si indicano subito elezioni politiche e presidenziali perché "è un dovere per tutti i palestinesi riunirsi di nuovo lungo il cammino del dialogo per il bene di tutti".
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