18 Marzo 2010 23:19

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LA CONSEGUENZA DELL'AMORE, 1° ROMANZO DI SULAIMAN ADDONIA. L'INTERVISTA

21 gen. - INTERVISTA di Giovanni Zambito. Nel romanzo "La conseguenza dell'amore", il primo romanzo di Sulaiman Addonia (Sperling & Kupfer, pagg. 373, € 19,90) il protagonista, il giovane Naser, è costretto a trasferirsi dalla natia Africa in Arabia Saudita per cercare lavoro: per lui è difficile accettare e capire una società che pone tanti ostacoli tra gli uomini e le donne, sempre sotto gli occhi della polizia religiosa che controlla ogni movimento sospetto.
sulaiman_addonia280x200.jpg Un giorno una donna velata getta ai suoi piedi un biglietto con una dichiarazione d'amore e promette di ritornare indossando delle scarpette rosa acceso, in modo che lui possa riconoscerla fra tutte le altre donne.
Di messaggio in messaggio, si lasciano condurre in un pericoloso vicolo cieco di desiderio. Infatti, in Arabia Saudita le relazioni tra uomini e donne non sposati sono proibite, talvolta perfino punite con la morte. "Non mi sono ispirato a persone specifiche - ammette a ClandestinoWeb lo scrittore - ma all'ambientazione generale".
Dove si possono ravvisare elementi autobiografici?
"Nel viaggio percorso dall'Eritrea al Sudan e poi in Arabia Saudita: il risultato è un continuo senso di solitudine e la sensazione di essere sempre in esilio. Per il resto è stato un lavoro d'immaginazione".
Ci sono delle parti descrittive dove predomina il colore, altre in cui prevale il bianco e nero: rappresentano la presenza e l'assenza dell'amore?
"Sì, in un certo senso: la società e il sistema si adattano e si crea a volte un mondo in bianco e nero, come nel divieto all'amore libero fra uomini e donne non sposati. Per me l'idea che potesse arrivare qualcuno a rompere le regole è come mettere del colore nella vita, che rappresenta qualcosa di eccitante, vibrante, energetico, libero".
C'è stato un momento della sua vita particolarmente "colorato"?
"Quando vivevo nel campo profughi: ho visto tanta libertà fra gli individui e mi ricordo di una mamma di un amico che faceva la prostituta; era una forte rappresentazione dei valori del suo essere vibrante".
Sono "raccontati" molti "odori": ora che vive a Londra da circa vent'anni ce n'è uno che ricorda maggiormente?
"A Londra vicino casa mia c'è un continuo odore di cibo che proviene da un ristorante eritreo: mi ricorda quando vivevo con mia nonna. L'odore aziona il ricordo del passato, mi fa sentire nostalgico della vita che conducevo con lei. Quando sei un emigrante e passi da un paese all'altro gli odori sono molto importanti e ti fanno ricordare sempre: sono un vagabondo e forse è proprio per questo che do parecchia importanza a colori e odori".
La condizione di eterno esule ha i suoi vantaggi?
"La vita è breve e attraversare più paesi ti arricchisce come persona e ti fa imparare sulla gente e le culture, allargandoti gli orizzonti. Come narratore penso che il continuo vagare aiuti molto: quando sono arrivato a Londra, all'inizio, ho sentito un forte senso di solitudine e potevo contare solo sull'immaginazione e la fantasia. Per uno scrittore avere un'immaginazione fervida è fondamentale".
Colpisce quando parla di un centro commerciale che si trova vicino la Piazza della Punizione...
"Spiega molto bene quanto l'Arabia Saudita sia un paese di contraddizioni: vive secondo regole del passato ma grazie ai soldi derivanti dal petrolio può permettersi il lusso, la ricchezza del mondo moderno. Ho la sensazione che la società non si trovi a proprio agio con questo modo di vivere e mi chiedo fino a quando continuerà a farlo".
In riferimento all'educazione che lo zio impartisce a Naser, crede sia più facile odiare piuttosto che amare?
"Dipende da come s'interpreta la propria religione: lo zio di Naser la vede rigidamente e ha paura di tutto ciò che è libero perdendo ogni cosa che esprime amore. Il contesto in cui si vive detta il modo di essere e spinge verso l'odio o l'amore: è più facile fare le guerre e forse è sempre stato così. Ci sono però tante persone per cui l'amore è la cosa più importante che esista: personalmente, aspiro ad avere un senso di solidarietà verso tutti sentendomi libero di amare le persone senza sentirmi limitato da colore, razza, sesso".
Giudica i personaggi che racconta nel libro?
"Bella domanda: quando ho iniziato a scrivere lo facevo velocemente e intensamente senza fare alcuna lista di pro e contro dei personaggi e del loro carattere. Come narratore viene tutto dall'immaginazione e nel silenzio è come se vivessi con loro: a volte mi secco delle azioni che compiono ma è difficile avere la percezione di ciò".
"La conseguenza dell'amore" è il suo primo romanzo: dall'ultima sua stesura quanto è cambiato dopo il lavoro di editing?
"L'ho scritto talmente velocemente da dimenticare alcuni aspetti: ho dato molta importanza ai commenti della mia compagna Lies, del mio agente e dell'editor. Si sono resi conto delle cose che avevo omesso apportando dei contributi che hanno migliorato il mio lavoro dando al libro una direzione diversa". Giovanni Zambito.
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