INTERVISTA A CARLO DELLE PIANE: "LA MIA FACCIA? BRUTTA SI', MA NON L'HO MAI PERSA!"
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14 ott. - INTERVISTA di Giovanni Zambito.- Come può
sentirsi un giovane, bellissimo divo dell’empireo cine-televisivo che,
all’improvviso, si risveglia con la faccia di Carlo Delle Piane? E come
può sentirsi Carlo Delle Piane col volto perfetto e levigato di una
giovane star del cine-tv? La risposta è tutta nello spettacolo "Ho perso la faccia!" di Sabina Negri Calderoli
(nella foto con l'attore) in scena al Teatro Sala Umberto di Roma (botteghino tel. 06.679.47.53) con Carlo Delle Piane, Erica Blanc diretti da Renato Giordano, dal 15 al 26 ottobre, per poi fare tappa al San Babila di Milano dal 4 al 30 novembre.
Un celebre chirurgo plastico scopre che l’amante di sua moglie è il giovane attore giacente davanti a lui, sul tavolo operatorio, in attesa dell’ennesimo intervento di chirurgia plastica.
"Con la complicità dei suoi assistenti - spiega a ClandestinoWeb Carlo Delle Piane - decide di mettere in atto una diabolica vendetta dando al giovane attore le sue fattezze, ovvero quelle di un uomo attempato e poco aitante, e assume su di sé quelle del giovane popolarissimo attore".
Da lì la vendetta non solo contro sua moglie ma anche contro tutti i belli senza talento dando l'avvio a un’esilarante commedia degli equivoci che non solo ironizza sul culto della bellezza fisica, naturale e artificiale, così incisivo nella vita contemporanea, ma anche sulle dinamiche dell’intrattenimento nazionalpopolare e sui processi di mutazione del “maschio” italiano oramai sempre più intento ad imitare la donna sul piano dell’artificio e della vanità nonché sui mutati rapporti tra uomini e donne allorquando queste sono “in carriera” e perseguono gli storici vizi degli uomini di potere.
Carlo Delle Piane - celebre “brutto” dello spettacolo italiano - con questo nuovo testo di Sabina Negri, sbalorditivo sul piano dell’umorismo, si cimenta in una straordinaria prova d’attore vestendo dapprima i panni del medico ex-sessantottino.
Che rapporto ha con il personaggio di "Ho perso la faccia"?
"Per la prima volta interpreto un personaggio sopra le righe, pazzo e stravagante come il testo scritto da Sabina Negri, che ha una gran bella scrittura. Per me è un debutto nel genere, una scommessa".
Guardandosi allo specchio ha mai desiderato di avere un'altra faccia?
"A dir la verità, mi è successo per un momento o per un giorno d'immaginarmi come Brad Pitt e George Clooney per una curiosità di sapere che cosa provano questi bellissimi uomini di successo, circondate da donne facilmente disponibili".
E della chirurgia estetica che pensa?
"La giustifico solamente per problemi di salute non certo per avere ottimi addominali, bicipiti o zigomi perfetti. Uomini e donne sembrano tutti uguali quasi sottoposti a una catena di montaggio. Certe donne, poi, risultano inguardabili".
Nella pièce dà una bella lezione a un giovane bello senza talento: ce ne sono tanti oggi nel mondo della recitazione?
"La colpa è della televisione e di certi reality come "L'isola dei famosi" o "La fattoria" che da un giorno all'altro regalano popolarità a giovani belli e muscolosi che poi diventano protagonisti di fiction o film: francamente sono insopportabili da vedere. Persone invece che hanno qualità non hanno la possibilità di emergere: per chi come me ama tanto questa professione è una cosa che fa rabbia".
La bruttezza ha mai rappresentato un vero ostacolo nella sua vita?
"Non ho mai avuto il complesso della mia bruttezza: sono nato con una leggera "amica follia" che mi ha sempre aiutato nei momenti difficili che si attraversano. Ho iniziato questo mestiere a dodici anni e quando a quell'età per strada mi additavano, non capivo se lo facevano perché mi avevano visto al cinema o perché pensavano venissi da un altro pianeta".
Personalmente ha mai perso la faccia?
"Se per perdere la faccia s'intende dover cedere a certi compromessi, no, non l'ho mai persa: tra i miei tanti difetti questo non mi appartiene. Forse avrò evitato di dare al mio volto un'espressione che andava segnalata, ma non ho mai perso la faccia".
Ha da poco girato il cortometraggio "Ogni giorno"...
"Sì, per la regia di Francesco Felli sulla malattia dell'Alzheimer che sta avendo parecchi riconoscimenti e col regista stiamo pensando di sviluppare il tema e farne un lungometraggio: è un argomento difficile e non se ne parla quanto se ne dovrebbe".
Il suo ultimo film con Pupi Avati è "La rivincita di Natale" del 2004: ha continuato a seguirne il percorso?
"Certamente. Ho visto "Il papà di Giovanna" che reputo uno dei suoi film migliori: l'attrice Alba Rohrwacher è bravissima".
Tornando al tema di "Ho perso la faccia", gli uomini sono cambiati in meglio o in peggio?
"In peggio e purtroppo sono sempre più pessimista. La mia paura è sul futuro che avranno i bambini e personalmente mi occupo di adozioni a distanza e ho adottato tre piccoli dell'Etiopia, della Colombia e del Brasile. I giovani vanno poi incoraggiati visto che non hanno alcun tipo di appoggio e di riferimento: non vogliono più fare i sacrifici o la gavetta e desiderano solo apparire. D'altronde, se si è belli e si ha la possibilità di avere senza sforzi perché non approfittarne? la colpa non è loro, ma di chi comanda e gestisce il tutto". Giovanni Zambito.
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