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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 17:53
20 milioni di infettati dall'Aids dei poveri Stampa E-mail
11/09/2007

Chagas: l'Aids dei poveri e l'indifferenza

 

Antonio Cassina

Il chagas è un morbo scoperto nel 1909 e si caratterizza per la natura asintomatica nella sua fase iniziale. Colpisce principalmente in Sud America e nelle zone più povere di queste terre.

E' da una banale lettura di un magazine nazionale che ho appreso dell'esistenza di questo nuovo (si fa per dire !!) terribile morbo. Un sentimento di rabbia e indignazione hanno cominciato a montarmi dentro restandovi inquietantemente.

 

cassina.jpg Il chagas è un morbo scoperto nel 1909 e si caratterizza per la natura asintomatica nella sua fase iniziale. Colpisce principalmente in Sud America e nelle zone più povere di queste terre (villagi costruiti con baracche di fango e legno e favelas metropolitane). Le forme di contagio sono tre: con la puntura di una vinchuca infetta (insetto che si annida in ambienti poco igienici), per via trasfusionale o per via fetale se la madre è malata. Nel Sud America - dalla Bolivia all'Argentina, ma anche in Venezuela e Brasile - si sono registrati 20 milioni di infettati, 50 mila morti all'anno e vi sono piccole cittadine (Anatuya, a nord dell'Argentina), dove sporcizia e povertà la fanno da padrone, in cui il 50 per cento della popolazione è infettata (si, il 50 per cento !!). I sintomi vanno dalla febbre, all'insonnia, all'anoressia, alla nausea, alle bronchiti. Se il contagio viene individuato nella prima settimana d'incubazione, il morbo è curabile; altrimenti è la fine. Perché dal chagas non si guarisce più. La domanda è sempre la stessa: perché?

Perché questo nostro mondo viaggia su due binari paralleli separati da chilometri di indifferenza verso chi non fa parte della nostra vita e soprattutto verso qualcosa che non ci può tornare utile?. Perché le vite di milioni di persone devono essere messe in gioco e sacrificate in nome di convenienza politica, convenienza commerciale e totale disinteresse?

Per l'AIDS c'è stata, come giusto, una mobilitazione globale. Star dello spettacolo sono scese in campo, cantanti di tutto il mondo hanno organizzato concerti e manifestazioni, organismi internazionali si sono mobilitati nel tentativo di arginare questo fiume di morte.

Per il chagas nulla o quasi. Si è preferito, fino ad oggi, far finta di niente, solo perché il fenomeno ha riguardato le classi povere di nazioni povere senza coinvolgere i ricchi e i paesi cosiddetti "civilizzati" (siamo sicuri che siano poi cosi "civili" ??). I governi hanno manomesso le cifre del contagio e si sono limitate ad investire, adottando un'inutile strategia verticale, ingenti somme di denaro per l'acquisto di pesticidi nel tentativo di combattere l'insetto portatore e i media hanno snobbato la notizia in modo scandaloso. Le case farmaceutiche hanno avuto scarso interesse nell'investire in ricerca e analisi per un vaccino poco redditizio dal momento che i poveri non costituiscono un mercato allettante.

Fino ad oggi, per l'appunto. Perché gli effetti della globalizzazione porteranno, molto presto, questo male all'attenzione di tutti. I poveri e gli abitanti delle regioni lontane sudamericane hanno iniziato a occupare le periferie cittadine in cerca di opportunità e lavoro e in molti casi emigrando all'estero, soprattutto in America ed Europa.

E allora il mondo sembra svegliarsi. La candidata alla presidenza argentina, Cristina Kirchner, sta per lanciare una campagna nazionale di prevenzione coinvolgendo altri stati latino americani, gli Stati Uniti e l'Europa stanno affrontando il problema legato ai donatori di organi provenienti dal Sud America e non accettano più donazioni da chi è stato in America Latina per più di tre mesi.

Si, il modo si sta finalmente svegliando. Nella solita, tragicamente squallida, logica della convenienza.

Antonio Cassina

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