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Ultimo aggiornamento: 04.07.2008 ore 22:19
Leader o manager? Stampa E-mail
13/07/2007
 
Leader o manager?
 
Qual'è la distinzione tra leader e manager? Sembra facile e scontata ma forse non così tanto. Nell'articolo di Antonio Cassina qualche indicazione sul tema.

Una volta Al Capone disse "si ottiene molto di più con una pistola e un sorriso, che soltanto con un sorriso". errori_manager.jpgCapone avrà senz'altro articolato, nella sua inimitabile maniera, le sfide e le differenze tra management e leadership. Sono entrambe vitali nelle organizzazioni di oggi, ma spesso i manager e le compagnie in cui essi si trovano ad operare non hanno ben chiaro in cosa consiste la leadership e quanto essa è distante dal management. Come risultato di questo fraintendimento noi finiamo per formare (aver a che fare) (sviluppare) molti manager di successo, ma non tanti veri leaders. E come diretta conseguenza vi è la circostanza tale per cui, come in modo memorabile evidenziò Henry Kissinger, "se non sai dove stai andando, nessun percorso ti porterà dove vuoi".

Quindi, la prima cosa che deve esser chiara, sia alle singole risorse sia alle organizzazioni, è la distinzione tra leadership e management. Questa differenza può sembrare semplice da spiegare ma c'è una netta distinzione tra le caratteristiche tipiche di un leader (rischiare, cercare opportunità, cambiare le procedure di un'organizzazione, fornire qualcosa in cui credere) e quelle tipiche di un manager (controllare i rischi, reagire, potenziare le procedure organizzative, cercare e seguire direttive, coordinare sforzi).

Molte organizzazioni hanno l'inclinazione ad agire basandosi molto sui processi il che evidenzia una capacità di unire e mettere insieme i tasselli delle capacità di management, ma sono poveri nella costruzione di esperienze che sviluppano nel tempo la visione e i comportamenti della leadership. In secondo luogo è importante aver chiaro cosa realmente conta nel comportamento da leader. Io definirei leadership come l'azione di impegnare le risorse umane che operano all'interno di un'organizzazione a contribuire al massimo per raggiungere lo scopo dell'organizzazione stessa. Ci sono 5 set comportamentali usati dal leader:

1. imporre il contesto. Eliminare distrazioni e porre attenzione a cosa realmente conta. Ciò vuol dire esser capaci di star indietro (distaccati), sapere dove si sta andando e chiarire alle persone cosa è davvero importante;

2. esser profondamente convinto di ciò che si sta facendo e dimostrarlo. La fiducia dei sottoposti nel leader e nei propri mezzi è proporzionale alla convinzione che viene trasmessa dal leader. Un leader, quindi, deve essere determinato, fermo e deciso, ma deve mantenere le promesse e non perdere contatto con la realtà;

3. creare e prendersi dei rischi. I manager tendono a eliminare o minimizzare i rischi. I leader, invece, cercano opportunità, provano nuovi scenari e si assumono rischi calcolati, facendo sentire il rischio come qualcosa di eccitante e non di cui aver timore;

4. sfidare la situazione consolidata e cambiare le cose. I leader non sono prevedibili; loro spesso hanno qualcosa di minaccioso e prendono di sorpresa le persone (e mercati); loro non hanno un atteggiamento posato;

5. motivare le persone all'azione. I leader generano massa critica; loro inducono le persone ad agire ed eseguire le decisioni piuttosto che pensare o parlare di esse.

Ma siamo in grado di coltivare la leadership? Leader si nasce o si diventa? Provo a dare una risposta . Banalizzando direi che si tratta di un combinato disposto di entrambi gli elementi. Avremmo mai trovato il Presidente Berlusconi cantare sulle navi da crociera se nel suo DNA non ci fosse stata una vena di avventura e ambizione? E Fidel Castro sarebbe stato in grado di arringare il suo popolo con tanta passione in memorabili comizi se non fossero in lui presenti geni connessi alla naturale vocazione all'arte oratoria ? Ma, d'altra parte, quanto delle esperienze vissute da questi personaggi ha inciso nel farli agire nel modo in cui agiscono, nel farli diventare leaders? In ultima analisi, la natura da alcuni input che vanno, però, individuati, coltivati e sviluppati. E ciò richiede tempo e impegno da parte degli individui, che devono idealmente sottoporsi ad un processo costellato da prove del tipo:

  • apprendi cosa si intende per leadership. Hai già cominciato a farlo. Partire è sempre il primo passo, ma molto spesso la gente lo dimentica è prova a saltarlo. Il primo passo è molto facile: capire cosa è la leadership;
  • sii aperto e onesto con te stesso. La cosa più facile al mondo è ingannare se stessi. I leaders non fuggono le domande più difficili e questo include anche quelle riguardo a se stessi. Quali sono i tuoi punti di forza e i tuoi punti di debolezza?
  • concentrati sul comportamento. Tu sei in grado di notare vari comportamenti e cambiarli. E ciò avrà un rapido impatto sugli altri. Inoltre, appena inizi a cambiare il tuo comportamento, inizierai a sentirti più sicuro e coraggioso. Psicologi hanno dimostrato che, contrariamente a quanto si crede, sono le sensazioni e le attitudini a seguire i comportamenti e non viceversa;
  • controlla e monitora il tuo comportamento da leader. Chiediti: "Cosa dovrei fare di più, cosa dovrei iniziare a fare e cosa non dovrei più fare ?" Quindi, fai una lista per ognuna delle domande e conta (realmente!) quante volte applichi nella vita professionale un dato comportamento. Gli psicologi del comportamento usano questa tecnica per aiutare le persone ad individuare il comportamento che conta e aumentare/diminuire un comportamento appropriato/inappropriato;
  • concentrati prima sui tuoi punti di forza. In questa maniera avrai un rapido impatto come leader. Usa i tuoi punti di forza, ma più frequentemente e sempre nelle circostanze più indicate. A tal proposito, sir Alex Trotman, precedente CEO della Ford, una volta disse: "Compiacimento e atteggiamento posato quando avrei dovuto agire - questo è stato il mio più grande errore - ";
  • lavora nel tempo ai tuoi punti deboli. Non è troppo difficile smettere di fare qualcosa, ma è molto più difficile iniziare ad assumere un nuovo comportamento. All'inizio il provare a cambiare il modo di fare le cose, può essere scomodo e da "smussare". Capita spesso quando si deve imparare nuove cose e ciò vale anche per la leadership;
  • agisci! Converti ciò che sai in ciò che fai. Molte persone riconoscono istintivamente quando qualcuno è un buon leader, e quindi capiscono il modo efficace in cui essi operano...però loro stessi non lo fanno. Si tratta di un punto importante: la distinzione tra ciò che sai e ciò che fai è tutto. In tanti eventi tale circostanza spiega perché una persona ha successo e un'altra no e perché un business ha migliori performances di altri per periodi lunghi. E spiega anche perché alcuni diventano grandi leaders e molti no.

I leaders non subiscono passivamente. Agiscono in modo proattivo. Anche sbagliando.

Antonio Cassina

 

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