| In un reality, la cronaca di un saccheggio annunciato |
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| 01/01/2006 | |
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Cronaca di un saccheggio annunciato
C'era una volta e non tanto tempo fa, forse il 1997 di questa era, un Governatore che accudiva come tutore alle figliole che gli erano state affidate da un crudele cavaliere patrigno delle ragazze. Tutte femmine con qualche eccezione omosessuale che il nobile vecchio mal tollerava. Per le donne, tutte da marito la preoccupazione che lui aveva era ben più grande. La conosceva bene e temeva che, sventate com'erano, se si fossero innamorate di Cavalieri più o meno onesti, provenienti da altre Terre, avrebbero potuto correre il rischio di essere sedotte e abbandonate, con bastardi da inserire nell'albero genealogico. Il Tutore sapeva bene che le ragazze erano avvezze alle bugie, all'invidia, alla menzogna, qualche volta, al trucco e alla negromanzia oltre che all'accidia, all'avarizia e alla lussuria. Fino a quel momento le aveva sorvegliate con rigore e amore, ma il pericolo che facessero accoppiamenti non desiderati lo preoccupava molto. Decise, dunque, di impedire alle figliole di conoscere pretendenti stranieri e cercò disperatamente di indurle a mantenere la sana tradizione dei matrimoni endogamici.
Meglio un poco di buono o uno
di umili natali della terra di Mezzo, diceva tra sé e sé, che un pirata
o un mercenario proveniente dal Nord o dalla non più cattolica Iberia o
da altre Lande poco conosciute e pericolose. Il pover'uomo era in
perfetta buona fede. Stava ottemperando agli impegni presi con il
cavaliere, patrigno delle fanciulle, e stava facendo del suo meglio per
evitare colpi di testa errori e scelte avventate.
Quindi, non finiva mai di ripetere che bisognava favorire i matrimoni
tra le famiglie della comunità, consentire alle più ricche di procreare
ed eventualmente da acquistare consensi matrimoniali anche a coloro che
non appartenevano alla casta, purché fossero parte della comunità o
fossero affini. Bisognava fare in modo che le nuove stagioni di
fertilità consentissero alle donne di generare con regole che
permettessero a tutta la comunità di sopravvivere, soprattutto, che
lasciassero intatto il loro rango.
E per le non gravide l'uso della
pillola. O metodi culturali, per consentire e conservare la gravidanza
endogamica e per procrastinarle. In ogni caso l'ideale sarebbero
l'astinenza e la castità. Comunque, il passaggio all'esogamia deve
essere governato e piegato alle regole della casta. Intendeva in
questo modo governare l'accoppiamento, la cura del corpo ed il
controllo delle nascite e della gravidanza. Il nostro Tutore voleva
creare un periodo di astinenza che consentisse, nella pace tra le
sorelle, la valorizzazione delle ricchezze nelle mani dei ricchi,
concentrasse le forze della terra di mezzo, arricchisse le più
assennate in modo da preparare la stagione esogamica.
Ahimè. Non si può porre rimedio alle fregole e le nostre sorelle hanno
cominciato a civettare con gli stranieri. In poco tempo il disegno del
nostro Tutore, nonostante tutti gli aiuti forniti dal Patrigno, è
andato in frantumi.
Nacque così il disegno della Banca della terra di Mezzo e dell'esigenza
di impalmare una delle più belle tra le sorelle con il figlio del
Lavoratore che aveva fatto fortuna.
In poco tempo si fece una grande confusione e grande clamore. Le
promesse non furono mantenute fino a quando la regina Madre d'Europa e
il Patrigno non fecero rinsavire il popolo e il Grande Magistrato
ristabilì le Regole vere dell'economia nella terra di Mezzo, cercando
strumenti che ridessero fiducia al popolo e rispetto al rango delle
nostre Principesse.
La sua cecità e la sua responsabilità nella vicenda erano state grandi,
così come l'illusione di poter governare gli appetiti dell'anima mundi
con le preghiere e il richiamo della Provvidenza.
Che cosa sarebbe avvenuto? La Cronaca di questi tempi già lo dice: non
successe niente perché la terra di Mezzo è sempre stata una terra
sottoposta a incursioni e saccheggi. Il popolo, infatti, già aveva in
animo di rivedere la vicenda in un nuovo reality show. Per buona pace
del nostro cavaliere.
Stretta la foglia larga la via.dite la vostra che ho detto la mia.
Gandalf |
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