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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 07:39
La perdita del Limbo Stampa E-mail
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18/01/2006
Il delirio di onnipotenza dell'umanità

 

 

Narrano le leggende delle Terre di mezzo che un giorno passò da quelle partì un uomo saggio a raccontare il mondo dei morti. Di un luogo o più luoghi, dove tutti coloro che avendo vissuto bene o male, erano mandato dopo la fine della vita. Chiamava questi luoghi Inferno, Purgatorio e Paradiso. Veniva quest'uomo a narrare di queste cose in un mondo inconsapevole e traeva le sue Storie da scritti d'Oriente o meglio da un sogno di un profeta chiamato Maometto. Storie di immaginazione fantastica che erano usate da chi voleva impaurire i credenti con minacce di pene o promesse di premi per la loro condotta in vita. Gioco facile del potere che attraverso queste figurazioni consentiva di mettere in relazione la vita sulla terra con un'altra vita. Luoghi di tormento, consolazione o beatitudine; spazi nei quali dar vita ad un'organizzazione perfetta e burocratica, dove regole e criteri dipendessero da valori e idee che non ammettevano alcuna verifica, avendo come unico punto di riferimento altre dimensioni.

Teoria di luci, di acqua, di aria e di fuoco dalle quali far discindere la vita difficile ed aspra della Terra di Mezzo. Da mondi altri quindi sono fatti discendere idee e valori per realizzare la vita in questo mondo. Cultura crudele del potere evanescente dell'aldilà. Giochi di una fantasia dispotica che immagina una blindata organizzazione degli uomini ed un'applicazione ferrea della razionalità fatti, emozioni, pulsioni che portano ad agire o per la Vita o per la Morte, saltando a piè pari la non-vita, il terzo polo di una logica più articolata e difficile da gestire in termini di potere binario ed aristotelico.

Tutto o niente, o-o, appunto. Questo spazio della non-vita aveva in questo scenario razionale un suo residuo: il Limbo. Un luogo dove le anime dei giusti dell'antico testamento attendevano il Messia venuto a operare il ministero della redenzione. Luogo nel quale la chiesa Cattolica della terra di mezzo aveva collocato anche fanciulli morti senza battesimo ed ora gli embrioni, gli ovuli fecondati, i feti. Questo luogo era situato ai margini dell'Inferno, perché è proprio un inferno quello in cui vivono quei bambini e le anime che ogni giorno muoiono nella terra di mezzo per fame e stenti, per ingiustizia ed ingorda gestione dei beni da parte degli uomini non umani. Passava da quelle parti un poeta ed ascoltò queste parole dell''uomo venuto da mondi lontani e come tutti i poeti si immaginò quel luogo, il Limbo, popolato da tutti coloro che ''senza speme vissero in disio''. Quindi il Limbo era anche visione sfolgorante e piena di speranza e di luce oltre che disperazione, dimensione della possibilità di redenzione e di rivendicazione della giustizia. In questi giorni la Chiesa della Terra di Mezzo sta decidendo di eliminare il Limbo, forse perché questa dimensione non può essere tollerata. Troppi i sensi di colpa e troppe le anime da gestire, da indirizzare, da governare, da organizzare. Anime delle quali poco si sa e forse nulla, inaffidabili e soprattutto non schierate, non calcolabili nel computo che seleziona da una parte i beati e dall'altra i dannati.

Quindi il problema si sta avviando a soluzione, semplicemente elidendo la parola che lo rappresenta, con buona pace di tutti. Il Limbo non ci sarà più, che in altra Terra dire non ci sarà più la non-vita: il luogo della necessità rispetto a quello, più moderno, delle opportunità. Errore catastrofico di organizzazione del pensiero! Come non rendersi conto che tutta l'impalcatura che tiene in piedi il ricatto morale, tolto il Limbo, si abbatterà con fragore e disperazione.
E che insieme al Limbo prima o poi spariranno anche il Paradiso, il Purgatorio e l'Inferno?

Tutto il mondo costruito come al di là, si spegnerà come una fiamma senza ossigeno. E di qua, cosa succederà, visto che la Terra di Mezzo è stata costruita in modo speculare a quella visione fantastica? Come si potrà gestire il potere senza terrore di un mondo futuro? Senza una bilancia che pesi Virtù e Vizi, peccati e Beatitudini? Come si può creare o mantenere una gerarchia di valori e regole senza premi né punizioni? Che ne sarà del Peccato originale e della Chiesa stessa? Tutti questi spazi saranno ridotti ad un luogo solo, quello della Terra di Mezzo, che perderà ogni speranza di incontrare mondi altri, altre vite ed altre speranze. I peccati ed i vizi diventeranno virtù in mano al potere, le tentazioni saranno solo opportunità e la necessità solo contingenza.

La terra di Mezzo sarà un sistema ipercodificato dove i media veicoleranno una cultura che invece di far convivere l'o-o aristotelico con l'e-e di Budda, precipiterà nella confusione della cupola verbo essere, unico anello di congiunzione tra soggetto e predicato. ''Amore è Odio''. Regno della chiusura dello spazio creativo della metafora e della poesia per la calcolabilità dei fenomeni, delle intenzioni e delle azioni.

Ma calcolabilità rispetto a che? Una misura altro non è che un rapporto che permette il paragone tra cose comparabili. Che cosa si misurerà allora? Le frasi non avranno incipit, i discorsi non avranno ancoraggi di verità, la verità non sarà ricercata in termini di miseria ma di assoluto e gli uomini non capiranno come diventare umani. I media come nuovi megafoni faranno da cassa di risonanza. Le persone che non potranno permettersi amplificatori di voce, non baderanno più allo spirito ed all'anima che alberga in loro e si comporteranno in un modo credendo di fare il contrario e viceversa. Ricorso di aver vissuto tutto questo già ai tempi della mitica Torre di babele. L'arbitro sarà chiamato diritto, la guerra sarà chiamata pace, la Morte sarà Vita e la vendetta chiamerà sé stessa con parola bugiarda: punizione.

Provate a fare un esercizio: se siete di cultura cattolica e lo siete anche se dite laici prendete la parola tentazione, mettetela in relazione ai Vizi capitali ed alle Virtù Teologali ed applicatela alle parole ed ai comportamenti di chi ha il potere, a partire dalla politica e dall'economia. Provate a pensare cosa succede in Prodilandia o in Berlusconia, due tra le contee più problematiche della Terra di Mezzo e traetene le conseguenze. Si può fare diversamente? Certamente dagli uomini dipende la loro possibilità di essere umani. Da noi, nella Pianura della Verità, non esiste tutto questo.

Il peccato non è originale e non esiste. Non esiste il castigo o il premio, esiste la responsabilità. Per noi è importante fare di tutto per completarci, e migliorarci. Per noi un uomo umano tanto è più importante quanto più ha bisogno di tante persone per fare le cose e quanto più dipende da loro, perché solo dal rapporto con gli altri può realizzarsi il completamento. Per noi la non-vita è questo spazio di possibilità, ed è per questo che i bambini sono importanti. Perché in loro è data la possibilità di questo scarto evolutivo, in ciascuno di loro.

Per questo li rispettiamo. Per questo non abbiamo bisogno di Inferni, Purgatori e Paradisi, ma nemmeno di Limbi. La perdita del Limbo quindi non vuole dire nulla perché nulla si perde che non esiste, ma la Terra di Mezzo ha ancora bisogno di radicare le sue fantasie ed i suoi sogni per poter vivere, ha ancora troppo cammino da gare per evolvere..

Con la perdita del Limbogli uomini non sanno di annullare anche questa possibilità e di rendere irreversibile ogni azione. Non è questo un segno del delirio di onnipotenza che ci sta prescindendo? Come può un'umanità che non è ancora umana credere veramente di essere esente da errori e di non doverli rimediare? Che fare?

Gandalf

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