| 304 miliardi prendono il volo di Luigi Crespi |
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| 18/08/2007 | |
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304 mld prendono il volo
Luigi Crespi
Lo scandalo dei mutui, il crak delle borse, il tonfo delle agenzie di rating il fallimento dei bond, l'incartamento della cartolarizzazione, la devianza dei derivati, la perversione dei fondi speculativi, l'inadeguatezza delle banche centrali, Moody's e Standard & Poor's nella bufera perché il mercato si accorge solo ora che i controllati pagano i controllori.
Questo inquieta il nostro ferragosto, e chi pensava che le tre "A" fossero un invito ad andare "affanc....." forse aveva ragione. Le agenzie di rating sono capaci di far cadere governi, di condizionare fortune, oggi tocca a loro stare sotto il vento delle critiche e persino Sarkosy si è mosso contro di loro. La domanda che mi faccio, di chi sono questi 304 miliardi, che corrispondo a 6milalmiliardi del vecchio conio, bruciati dalla borsa?, e, l'altra domanda che credo si pongano anche tutti i mutuati italiani, visto che nel nostro paese, la maggioranza ha una casa acquistata con il mutuo, è: non è che il mio mutuo aumenterà, raddoppierà, ovvero non è che alla fine questi 304 miliardi di euro bruciati li facciano pagare alla gente? Giulio Tremonti ineffabile e puntuale all'indomani dell'avvento della crisi, sulle autorevoli pagine del corriere della sera, si è precipitato a tranquillizzare gli italiani, al pari di molti altri esperti, sul fatto che la crisi americana non avrebbe toccato l'Italia Curioso, visto che sono 15 anni che ci spaccano "i maroni" con la globalizzazione, curioso che un evento di tale portata non possa avere effetti sulle tasche degli italiani. Non è così. Ma qualcuno si è domandato per quale motivo negli Stati Uniti così tante aziende e cosi tante persone non hanno onorato i propri debiti?, possibile che gli americani siano tutti "sola."? La verità sta nella natura del debito. In Italia il mutuo corrisponde quasi sempre ad un bene materiale, un immobile, e se uno non paga la banca gli porta via la casa. Negli Stati Uniti hanno trasformato i debiti della gente e delle aziende in mutui perchè i mutui erano più presentabili nei bilanci delle banche, ma se presti soldi ad uno che ha debiti, è possibile immaginare che faccia fatica a pagarli. Molti dei debiti americani, sono legati al diritto alla salute, si contrae un mutuo per farsi un operazione chirurgica, per avere assistenza sanitaria. In pochi, pochissimi, e da pochissimi osservatori ho sentito dire che il problema è il sistema, signori miei cosa aspettiamo ancora? Questo sistema economico finanziario non sta in piedi, se scopriamo che l'India ha il più alto numero di miliardi, e se il paese guardiano del capitalismo costringe a fare debiti per la salute, se tutto il sistema economico è congestionato da una messa in scena, se la borsa è gestita da attori, da comparse inaffidabili, è evidente che il sistema non va, la borsa valori, i bilanci, lo stesso Pil, non sono in grado di esprimere il vero valore economico delle cose, non c'è un Pil che dia valore a chi è lungimirante a chi che attraverso politiche consapevoli su ambiente e clima sia capace di consegnare un mondo vivibile agli uomini del futuro. Fra 100 anni nessuno dei potenti di oggi, sarà ancora vivo e non possiamo come uomini presenti sulla terra oggi essere rappresentati dai bilanci e dalle società di rating. Il mio non è un attacco al capitalismo, non è un rigurgito socialista, ma è una banale osservazione, tonfi, scandali, ormai si ripetono con cadenza annuale e non può essere l'anomalia di un sistema, l'imbroglio, l'inganno è parte integrante del sistema, dello sviluppo di un'idea sbagliata del mondo, che non può essere consegnata a banche e banchieri o ad agenzie di rating Credo fermamente che non possiamo lasciare debiti alla storia, che debbano pagare uomini che non ne hanno consapevolezza, e non possiamo posticipare magari con dei derivati finanziari, non possiamo rinviare il conto a piè di lista. Tutto questo per dire che credo fermamente che il progresso dell'economia e dell'uomo non vada più di pari passo con il concetto di sviluppo e crescita. Bisogna smettere di crescere, se vogliamo progredire. E come diceva Bob Kennedy dobbiamo cambiare i parametri che determinano la ricchezza di un paese, il Prodotto interno lordo deve contenere al suo interno il volontariato, il rispetto della politiche ambientali, tutte cose che non fanno economia ma fanno uomo.
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