Il commento di Luigi Crespi
La stagione del voto per quest'anno è giunta al suo termine e in Italia come in Europa
si è disegnato uno scenario diverso da prima delle elezioni. In
Francia, in Belgio, in Inghilterra, in Italia hanno vinto i
conservatori. L'unico Paese dove i socialisti e la sinistra ha tenuto
le posizioni senza tra l'altro brillare è la Spagna di Zapatero.
Sarkozy ad aprile si giocava le presidenziali con la socialista Segolene Royal e cedeva 18 punti al centrista Bayrou. Oggi si è bevuto il centrista e messo in ginocchio la socialista dopo poco più di un mese. questo ci insegna che la stagione che stiamo vivendo è di grande volatilità dei dati elettorali, impressiona come in così poco tempo i francesi abbiano potuto cambiare così radicalmente opinione. a non è un fatto isolato perchè anche qui è successa un pò la stessa cosa, alle regionali Berlusconi perdeva 12 a 2 e il Centrosinistra aveva un margine che si attestava poco al di sotto dell'8%. Dopo un anno, alle politiche questo margine di vantaggio non c'era più.
La gente alla ricerca di una soluzione cambia opinione più rapidamente di prima. In Italia il Centrosinistra ha perso le amministrative in maniera secca ed inequivoabile a partire da quelle siciliane, ma grazie alle previsioni esageratamente positive di Berlusconi che si aspettava un cappotto su tutti i fronti, il Centrosinistra è riuscito a venir fuori da questa tornata meno peggio di quanto il Centrodestra aveva rappresentato nella fase pre-elettorale.
Addirittura ci sono alcune città come Taranto, L'Aquila ed Agrigento che hanno mandato a casa il sindaco di Centrodestra eleggendone uno di Centrosinistra. I simboli come Genova città e provincia non sono caduti, ma questo attiene alle tecniche di rappresentazione e comunicazione e al fatto che Berlusconi e i suoi come spesso capita si sono fatti prendere la mano, senza però nulla togliere al risultato politico che appare senza appello e attenuanti. Un anno fa la Casa delle Libertà e l' Unione chiudevano la sfida per le politiche con un sostanziale pareggio, oggi il Paese è girato a favore di Berlusconi e i suoi che sono sicuramente maggioranza in Italia.
D'altronde lo stesso governo Berlusconi a partire dal 2002 ha governato con l'opinione pubblica contro, ha perso europee e regionali, tutte le amministrative e tutte le supplettive, poi è partita la campagna elettorale politica e per una manciata di voti ha rischiato anche di vincerla.
D'altronde la gente si sposta, cambia opinione, cerca soluzioni e risponde alle sollecitazioni, quindi il destino del governo Prodi dovrebbe essere misurato dopo una campagna elettorale ed io penso che sarebbe possibile trovare nel risultato delle sorprese. Ma il tema è proprio qua, Berlusconi reduce da una netta vittoria nel 2001 e che guidava il partito più importante della coalizione ha saputo tenere in piedi il suo governo per cinque anni. Romano Prodi invece non ha un partito, è il provvisorio punto di riferimento del Partito Democratico che ad oggi rappresenta una somma a sottrarre e non si limita solo ad avere una coalizione divisa dagli interessi, ma deve gestire dei sub-governi, come dei cerchi concentrici chiusi e che non comunicano tra loro. Inoltre i leader della coalizione che hanno un minimo di credibilità, premono per fargli le scarpe, quelli che invece sono inseriti nel corpo gevernativo appaiono vagheggianti e annebbiati. La vicenda Visco è un guaio che si sono procurati grazie a una leggerezza e incopetenza inusitate e la vicenda delle intercettazioni telefoniche che non ha nessuna rilevanza penale, ha invece grande rilevanza etica e pubblica.
D'Alema partito bene e che ha rappresentato un pilastro importante per la credibilità del governo, oggi è totalemnte preso da una rappresentazione vittimistica che non giova nè a lui, nè a nessun altro. I punti di contatto dell'opposizione con questa maggioranza appaiono misteriosi e poco trasparenti. I punti di contatto tra l'opposizione e il governo non sembrano proiettati alla ricerca del bene comune ma alla salvaguardia delle singole persone. Il sistema si autodifende, impedisce la pubblicazione di documenti che non è stata impedita per soggetti che di questo sistema non fanno parte. Allora D'Alema dovrebbe fare come il suo amico Consorte, chiedere che le intercettazioni siano rese pubbliche altrimenti l'idea dell'intrigo lo perseguiterà per tutta la vita. Dico questo perchè le indiscrezioni fatte trapelare in questi giorni non aggiungono sostanzialemnte nulla a ciò che già si sapeva, semmai un pò di colore e folklore. Ed è probabilemte è anche a questa vicenda che si deve guardare per trovare le motivazioni del cattivo risultato delle politiche dei DS.
Ma la politica è cosa sana, semmai sono gli uomini che la ammorbano e credo che sia arrivato il momento in cui giovani, donne ancor meglio giovani donne facciano un passo avanti, con forza, rompendo gli schemi e candidandosi a rappresentare quelle idee che appartengono alla storia non solo del nostro Paese e che così malamente sono state rappresentate da una classe dirigente che ha saputo perdere ogni contatto con la realtà e con la gente.
E' per questo che io auspico che taluni soggetti politici rompano gli indugi e mi riferisco alla Santanchè non alla Moratti, mi riferisco a Capezzone non a Pannella, mi riferisco a Bobo Craxi non a De Michelis, mi riferisco alla Brambilla, alla Prestigiacomo, alla Finocchiaro non a Montezemolo e con loro tanti altri che a partire dalle proprie idee dalle proprie appartenenze sappiano trovare il coraggio per negarsi alla delusione, al di là delle appartenenze politiche, ideologiche, culturali, sessuali e religiose.
Luigi Crespi
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