CRESPI RICERCHE: PER IL 58% BERLUSCONI E' AFFIDABILE13 Mag. - Tra i ministri sono apprezzati quelli della vecchia guardia, con l’eccezione della new entry Giorgia Meloni alle Politiche Giovanili. Non sappiamo quanto durerà la luna di miele, ma per il momento il Berlusconi IV piace agli italiani. I primi sondaggi danno una
percentuale di fiducia nel nuovo Governo che ondeggia tra il 49% di Ipr e il
56% di Ipso, mentre Berlusconi in prima persona, secondo Crespi Ricerche, è
apprezzato dal 58% degli italiani. Tra i ministri la gente ritiene più
affidabili quelli della vecchia guardia, Tremonti, Prestigiacomo, Maroni e
Frattini, più la sorprendente Giorgia Meloni – forse poco conosciuta – ma
almeno per ora molto amata. Tutto il contrario della Carfagna che langue nelle
parti basse della speciale classifica, pagando forse dazio alla sua
indiscutibile avvenenza.
Facendo una media, però, il governo Berlusconi piace,
così come venne apprezzato anche nel 1994 e nel 2001, anche se “per una fase
ricostituente e fondatrice come questa – confessa il sondaggista Luigi Crespi –
mi sarei aspettato un governo con maggiori personalità, mentre questo è un
esecutivo di staff, di collaboratori di Berlusconi”. Secondo Crespi il
messaggio è fin troppo chiaro, “i ministri non contano niente, tant’è che sono
quasi tutti collaboratori del premier”, con un esempio eclatante quale Bondi
“che è l’icona di questo esecutivo”.
Ad avallare la tesi di Crespi c’è il ruolo che è stato assegnato agli altri leader della coalizione, “tutti lontano dai posti di comando”, con “Fini che è andato ad occupare un ruolo istituzionale, Bossi uno di rappresentanza e Lombardo che ha scelto di rimanere in Sicilia”. In fin dei conti, le uniche personalità di spicco presenti nel Berlusconi IV sono Maroni, “a questo punto designato alla successione di Bossi, e Tremonti: saranno proprio loro due, forse fra duecento anni, a contendersi l’eredità del Cavaliere”. Insomma forse poco coraggio nelle scelte, “ma ciò non significa che sia un brutto governo, perché ci sono donne, giovane età e meno poltrone di quello precedente: e poi la gente ha votato Berlusconi ed è giusto si ritrovi un governo a sua immagine e somiglianza”. Un governo che ha già lasciato intendere quali saranno le linee guida per affrontare i problemi prioritari. Uno su tutti quello sulla sicurezza, “anche se – continua Crespi – la paura non è un fattore tecnico, ma statistico e psicologico e non si sconfigge aumentando le pene o mettendo in galera la gente. Dovresti far sparire gli stranieri, ma siccome la maggior parte sono regolari e non commettono reati, non puoi eliminarli”. Si dovrebbe aumentare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, ma ciò richiede molto tempo “e nel mentre non ci si può affidare solo ad una riforma legislativa”. Un’idea interessante, però, è quella di Maroni “di sequestrare gli appartamenti affittati ai clandestini, perché così pagano anche gli italiani, che sono complici di chi delinque”. Dalla sicurezza all’economia, altro tema caro agli italiani stanchi di pagare le tasse. “Ma Tremonti – spiega il sondaggista – è un po’ noioso: nel 2001 denunciò un buco di 30 milioni e adesso dice che il tesoretto non c’è. E poi come si può parlare di tesoretto con tutto il debito pubblico che ci ritroviamo. Comunque, iniziare come ha fatto Tremonti mi sa di vendetta nei confronti di chi lo ha preceduto”. Collegata all’economia, c’è la questione energetica con un rinnovato interesse verso il nucleare, ma “anche se abbiamo assistito ad uno spostamento verso il sì, il popolo italiano non è ancora favorevole del tutto”, anche se è vero che “la dipendenza energetica dell’estero ha fatto riflettere un po’ tutti”. Alla fine però, “se metti la centrale nucleare vicino alla casa di qualcuno, questo ti dirà che è contrario e poi il nucleare non è una soluzione immediata e il problema delle scorie rimane ancora irrisolto”. E tra le priorità del Berlusconi IV entra di prepotenza anche la Rai, dopo le sparate di Travaglio, “uno che fa il capo del sindacato giallo, protesta e mette in crisi il padrone. Il suo intervento – conclude Crespi – a poco a che fare con fatti ed opinioni, ma è semplicemente un insulto: anzi, una vera stupidaggine visto che non ci sono ne sentenze, ne indagini e Schifani ha solo il difetto di essere siciliano, come lo era tra gli altri anche Falcone”. Insomma, Travaglio “è un agitatore delle procure italiane che, come tanti altri, non mi sembra orientato a verità e giustizia, ma a vendere i suoi libri. Lui ha costruito una fortuna sull’essere giustiziere, ora vorrei vedere in tv chi la pensa diversamente da Travaglio”. Probabile che presto Crespi sarà accontentato, visto che le ultime evoluzioni televisive del penultimo Cavaliere dell’antiberlusconismo (l’ultimo rimane, ad honorem, Santoro) non fanno altro che facilitare il taglio delle teste Rai. Con il Cda, tra l’altro, che scade tra venti giorni. (Francesco Blasilli) |
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