| Caro Popolo |
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| 14/05/2007 | |
Luigi Crespi di professione Spin doctor, ha scritto una lettera al popolo, certamente carica di autoironia ma appassionata e con un punto di vista controcorrente. L'Opinione link intervista Caro Popolo, ti ho inseguito, scrutato, ti ho anche spiato e qualche volta manipolato, ma sempre ti ho amato, di un amore impersonale dai tratti generali, ma genuino, ed è per questo che volevo regalarti il senso della mia scoperta, molto diversa da quella che credevo essere vero appena vent'anni fa. Io credevo che le persone giuste stessero tutte da una parte e che bisognasse rispettare e seguire chi difende i più deboli, chi dava respiro agli oppressi e voce ai diseredati di ogni razza e censo. Un tempo era chiaro dove stavano i Kennedy, Ghandi, Martin Luther King ed era chiaro da che parte volevo stare io che credevo che l'impegno politico fosse il modo per liberare il mondo da ogni ingiustizia, cosa in cui credo ancor più profondamente dopo vent'anni. Caro popolo, io li ho conosciuti tutti, ma veramente tutti: quelli di destra, quelli di centro e quelli di sinistra che sono i miei. Ma non li ho conosciuti nei talk show o nei roboanti comizi di chiusura delle campagne elettorali, li ho conosciuti quando avvinti dalle paure scrutavano il futuro che magari li escludeva, quando dovevano decidere cosa dire e cosa si poteva fare, quando costruivano il senso delle cose, e magari anche prima, davanti allo specchio che nasconde i trucchi e a cui non puoi mentire. Li ho visti inseguiti da chi li contestava, avvolti da chi li amava, e io lì a capire, scrutare, spiare, cogliere l'emozione capace di dare fuoco alle idee. Caro popolo ti devo ora rivelare una grande verità, sono quasi sempre meglio di quello che sembrano. Ho trovato uomini dolenti, passionali, giusti che parlavano d'amore per la terra nelle sue svariate declinazioni in tutte le coalizioni, non sempre però ho trovato l'ecologista nei Verdi, così come raramente ho trovato quello di sinistra a sinistra e non tutti quelli di destra sono di destra. E' per questo che ho imparato a distinguere tra uomini e uomini e ho trovato uomini veri ovunque, brave persone, persone per bene, che spesso non hanno forza e la forza viene negata da te Popolo che non sempre sai distinguere. Non tutti quelli che amiamo sono necessariamente per bene e se il popolo avrà la libertà e la facoltà di distinguere produrrà forza rigenerativa. Non tutti i ladri hanno rubato, non tutti i politici hanno mentito, non tutti i mafiosi hanno ucciso ma tutti hanno sbagliato e come uomini hanno fallito, e noi abbiamo pensato che dove c'è una vittima ci deve essere il carnefice e non è sempre così, le cose si confondono e tutto si mischia e non si distingue. E' per questo che io ascolto e scelgo, libero da pregiudizi e da croste ideologiche, ascolto e distinguo e scelgo solo quelli che mi fanno battere il cuore, quelli che credono in quello che dicono e fanno quello in cui credono, ecco io scelgo, distinguo, è così che riesco a rimanere vivo in questi tempi in cui tutto sembra venire meno.
Io sento forte
il tempo di un nuovo inizio, di una nuova passione civile per le cose giuste
fatte da uomini giusti, questo è il tempo del coraggio e dell'abbandono, è il
mio modo per chiedermi perdono e per scoprire chi sono, così confuso in mezzo a
questo popolo che ancora immobile si fa scrutare e qualche volta anche
irretire. Ma il tempo mangia il tempo quando il tempo perso domina lo spirito
della gente che si dimentica così di essere Popolo.
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