Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 12:09
Cosa Rossa, Cosa Bianca, Cosa Nera, e altre Cose. Tutto cambia nel caos meno Bossi e Prodi Stampa E-mail
11/12/2007
11 dic. - di Luigi Crespi. Siamo ormai alla fine del 2007 e agli ultimi sondaggi politico-elettorali. Infatti tra qualche giorno la chiusura delle scuole determinerà la conclusione della stagione dei sondaggi, si chiuderà per ferie per tornare come sempre intorno alla metà di gennaio. Se cliccate il banner di questo sito, Sondaggi a confronto , oppure andate nel menù dei sondaggi politici

crespi4.jpg non potrà che saltarvi all'occhio l'assoluta diversità di dati e informazioni che le rilevazioni stanno fornendo da alcune settimane a questa parte. Alcuni esempi? L'SWG dà il Partito delle Libertà al 30%, Poggi qualche giorno prima lo dava al 36% , mentre Piepoli in un intervista a Il Giornale all'indomani dell'annuncio del predellino, tuonava che il Partito della Libertà e Forza Italia avrebbero preso gli stessi voti, circa il 27%, qualcuno poi si è persino avventurato ad arrivare al 41% che è parso troppo persino a Berlusconi.

La Cosa Bianca è passata in poche ore dal 19,7% di Poggi al 7,9% dell'Ipsos . La Moratti dal 33% annunciato dal pernicioso Albertini ex sindato di Milano, al 55% di Ekma . Non ultimi i dati della Cosa Rossa o Sinistra Arcobaleno ed oggi Il Clandestinoweb pubblica la raccolta d'opinioni AffariItaliani.it dove viene quotata al 19% da Nexus di Masia, dall'8-12% di Euromedia, mentre Weber di SWG appare più realista dando un ragionevole 9-14% (Nexus non si era fusa con SWG? E' curioso che diano dati differenti e che abbiano fuso le aziende ma non le metodologie).

Ma al di là delle battute ed un pizzico di ironia, appare evidente la difficoltà che tutti gli istituti di ricerca hanno nell'interpretare questo particolare momento del nostro Paese.

Siamo di fronte ad una straordinaria rivoluzione silenziosa che non può che essere fotografata dai sondaggi, da una parte siamo in uno dei momenti di più bassa fiducia nella politica da parte dell'opinione pubblica, ancora più bassa del '92 (Tangentopoli), dall'altra siamo di fronte ad un evento epocale che non è mai avvenuto, a mia memoria, non solo in Italia ma in nessun Paese occidentale: nell'arco di poco più di un anno e mezzo, quasi tutti i partiti che si erano presentati alla tornata elettorale delle politiche sono spariti, trasformati o cambiati in altro.

Entriamo nel dettaglio
I DS e La Margherita sono diventati il PD da cui si è staccata una costola chiamata Sinistra Democratica di Mussi che con Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista stanno diventando la Sinistra Arcobaleno.

La Rosa nel Pugno, la grande novità delle politiche 2006 si sciolta in due tronconi il primo costutuito dai Radicali che tali sono rimasti, il secondo guidato da Boselli è andato a ricostituire il Partito Socialista con I Socialisti di Bobo Craxi e parte del Nuovo PSI di De Michelis che nel frattempo ha lasciato il centrodestra, con l'aggiunta di Gavino Angius che ha lasciato i DS. Abbaimo perso le tracce in questa mappa di Daniele Capezzone che per il momento è nella sua community Decidere.it .

Più confusa appare per il momento la vicenda della Cosa Bianca con Mastella e Casini che rischiano di rimettersi insieme, Pezzotta che incombe, Montezemolo che osserva da lontano e Tabacci e Baccini determinati persino a lasciare il partito di Casini pur di fare le "cose in bianco".

Nel Centrodestra Allenza Nazionale ha avuto un potente scorporo con La Destra di Storace-Bontempo-Santanchè che sta progressivamente svuotando il partito di Fini che è sempre più nervoso e che per non essere da meno a questo generale restyling di nomi, simboli e marchi, pare essersi inventato una nuova e rivoluzionaria denominazione "Allenza per l'Italia".

Non vi è dubbio che il protagonista rimanga Silvio Berlusconi, capace di geniali intuizioni ma al contempo in difficltà quando deve stratificare sistemi strategici di sviluppo. Scoperta la democrazia dei gazebo, cancellata e poi riabilitata Forza Italia, stimolato dai circoli della Brambilla e da quelli del Buon Governo di Dell'Utri, ha aperto un regolamento di conti con i suoi alleati e anzichè dare una spallata a Prodi, l'ha data alla Casa delle Libertà, perchè comunque una spallata bisognava pur darla.

Partito delle Libertà, Partito del popolo delle Libertà, Popolo delle Libertà, non sappiamo ancora bene come si chiamerà e cosa sarà, ma sappiamo che sarà cosa diversa da Forza Italia almeno nelle sue forme.

Tre cose sono rimaste immutate e inossidabili nel tempo: la prima è la Lega che grazie a tutto questo movimento è riuscita, come da tempo non accadeva ad incrementare i suoi consensi, la seconda è Di Pietro che dopo avere messo ripetutamente in crisi la maggioranza, sta passando un periodo di calma che sicuramente ci riserverà delle sorprese.

Ma la cosa più inossidabile benchè costantemente in pericolo di dissolvimento è il governo Prodi, cade, sta cadendo, non sta più in piedi eppure è sempre lì, tenace e dispettoso. Un giorno salvato da Andreotti, l'altro da Cossiga, passa per il rotto della cuffia al Senato, rimanendo in equilibriosull'orlo del burrone con vero sprezzo del pericolo.

Concludendo
Ma tutto questo agitarsi sembra coinvolgere poco l'opinione pubblica che fa fatica a seguire gli spostamenti sulla mappa di Lamberto Dini (che tra l'altro ha fondato il Partito dei Liberal-Democratici) o di Bordon, candidato a sindaco di Roma, per il momento non si sa ancora con chi e per chi, fa fatica a capire alleati che si scannano, polemiche velenose, messaggi trasversali.

Lo sguardo della gente appare distaccato, per certi versi divertito e per altri indignato, ma c'è un momento nel quale tutto questo dovrà andare a sintesi e sottoposto all'unica prova che in politica conta, quella del voto.

Non sto annunciando in preda al delirio berlusconiano l'avvento delle elezioni politiche anticipate, ma una scadenza istituzionale che tutti sembrano aver dimenticato in preda alla schizzofrenia di questi giorni: LE ELEZIONI POLITICHE DELLA PROSSIMA PRIMAVERA. Come fara l'ex CdL a non presentarsi come schieramento e a rivincere nelle province sicialine o in quelle del nord che vanno a voto tra marzo e maggio del prossimo anno? E come si collocherà la Cosa Bianca o la Cosa Rossa rispetto al Pd? Tutto questo "disfar la matassa" come impatterà con sistemi elettorali consolidati, a doppio turno con le quali sono regolate le nostre amministrazioni locali? E se poi la situazione sfuggisse di mano a qualcuno e dopo le amministrative ci fosse anche il referendum?

Questo per dire che gli analisti politici mi sembra, non tengano conto dell'escursione temporale e dell'agenda politica con le sue scadenze, ma se la "scelta del predellino" dovesse costare una decina di amministrazioni locali all'ex CdL pensate che questo non sarà determinate nella costruzione, nella formulazione delle ipotesi politiche?

Sembra che il sistema si sia auto-avvelenato di emotività ed agisca nella realtà che stenta a comprendere come se si dovesse votare domani per le politiche ma non è così. Gli unici due che sembrano interessati a questo avvento sono Silvio Berlusconi e Walter Veltroni i quali hanno un ostacolo che fino ad oggi è stato insormontabile: Romano Prodi. Luigi Crespi

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Commenti (6) >>
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scritto da Giulio, dicembre 11, 2007

Sig. Gio, Berlusconi è l'unico in Italia che ha portato e porta rinnovamento, questo ha dato fastidio alla "casta", cerchiamo di non rimproverlarlo se non fa sempre tutto alla perfezione, ha appunto le corporazioni ostili che non gli permettono di agire liberamente. Se guardiamo a sinistra ci sono ancora i Napolitano, Scalfaro, Colombo, De Mita che sono in politica da prima che nascessi.
Infine sentire ancora parlare di comunismo nel 2007 è una cosa che mi dà la tentazione di fare le valigie e lasciare questo Paese (....) per sempre, in qualunque altra parte del mondo troverei più modernità e equilibrio.

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scritto da Ste, dicembre 11, 2007

Da una puntata di Ballarò mi sembrava di aver capito che Di Pietro si sarebbe aggregato alla Cosa Bianca, con il troncone di Tabacci e Baccini.
Al quale poi sarebbe auspicabile che si aggregasse anche Dini, Pezzotta o non Pezzotta. Forse questo sarebbe l'unico elemento di vera novità politica.
Perchè i lifting di FI e AN, non incantano nessno, e neanche la "Sinistra Arcobaleno", che di nuovo ha solo un simbolo, tutta da vedere invece la vera coesione di questa federazione.

Cmq l'elemento che in tutto questo tourbillon di sfacimenti e rifacimenti, e che in questo momento il centrosinistra, in questo processo di innovazione politica (o presunta tale...) è già in stadio avanzato.
Il PD e l'arcobaleno, al di là di eventuali problemi di organizzazione interna contestuali alla loro recente nascita, sono già due realtà pronte per andare alle elezioni.
Il centrodestra da questo punto di vista è ancora nel marasma.
La pressione di Berlusconi sul governo, me la spiego in ottica di un possibile governo istituzionale, nel quale Berlusconi avrebbe più potere contrattuale per le riforme istituzionali.
Ma sicuramente non nell'ottica di andare al voto subito, a meno che non sia impazzito.

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scritto da GIO48, dicembre 11, 2007

Di Grillo non si parla piu' ma evidentemente il suo vaffa e' riuscito
a mandare all'aria l'intero quadro politico italiano. Ma agli italiani
di tutto questo trasformismo che cosa importa? Io comunque sono molto
deluso da Berlusconi. Il problema non e' quello di cambiare il nome
al partito ma di cacciare i veri parrucconi politicanti di
professione che si annidano nel suo cioe' i vari Bondi - ex PDS - Cicchitto
- ex PSI - sCHIFANI - ex DC ecc ecc. E' lui l'unico che puo' mettere
gente nuova e ricambiare la politica ma a parte la Carfagna non sembra
sia intenzionato a farlo.
Gio48

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scritto da CARLO, dicembre 11, 2007

DEVO DIRE CHE NON CI AVEVO PENSATO... MESSE IN FILA STE COSE FANNO RIDERE, A RAGIONE FINI "E' UNA COMICA"

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scritto da Veneta61, dicembre 11, 2007

Caro Crespi, e noi cosa votiamo? Non ci si capisce più niente!!! Si unisciono, si sciolgono, fondano nuovi partitie si riuniscono. Ma si rendono conto, questi poitici, che noi elettori non possiamo passare il nostro tempo a seguire le loro peregrinazioni da una parte all'altra? Si rendono conto che il tempo che perdono a litigare è tutto tempo che sottraggono alla risoluzione dei problemi del Paese... che poi siamo noi?

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scritto da stufo, dicembre 11, 2007

stupendo!!!
sono morti e nn lo sanno

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