| FUORI DAL VASO: 21 - Veltroni manterrà la parola |
|
|
||
| 05/02/2008 | |
|
5 Feb. - di Luigi Crespi. Noi ci aspettavamo una qualche novità nell'offerta politica di Berlusconi: non può essere un accrocchio di 19 liste, non può essere tutto uguale al 2001, come se non ci fosse stato il predellino e tutte le parole urlate con Udc e An.
A questo punto non vorrei che il tasso di novità di questa campagna elettorale sia che Berlusconi aggiunge il ventesimo partito: il Pd. Francamente, secondo me, è una cosa altamente improbabile e se non l'avesse scritta Mario Giordano, direttore de "Il Giornale"e dunque si presume ben informato, non sarebbe stata una notizia nemmeno da commentare. Anche perché se questo fosse realmente il progetto di Berlusconi, questa uscita giornalistica non aiuterebbe la realizzazione: questi sono procedimenti che hanno bisogno di una silenziosa gestazione, della loro liturgia e anche della loro drammaturgia. Magari Berlusconi ha semplicemente usato il giornale di famiglia per spaventare i suoi alleati e tenere basso il livello delle richieste. La tattica anti Cavaliere. E' vero che in Senato il Pd potrebbe tentare patti di desistenza con la Cosa Rossa per non dare via libera a Berlusconi. Ma, se vogliamo, il patto di desistenza è ancora più vincolante di un patto elettorale: in pratica dici: "non votare me, ma vota lui". Secondo me, invece, alla fine il Pd, tranne qualche rara eccezione, caccerà via tutti. Di Pietro farà il patto con Veltroni, anche i Socialisti e idem i Radicali, che sono stati i più fedeli alleati di Prodi. Certo sarebbe strano se il Pd volesse tenere la Bonino e non Pannella, visto che i radicali o si prendono tutti o nessuno: questa mi sembra una opzione impossibile. Si dice che alla fine lo stesso Mussi potrebbe fare un accordo: alla fine la disarticolazione andiamo da soli è già diventata "andiamo con tutti, tranne i comunisti". Una cosa comunque strana, senza movente, visto che non sono stati loro a far cadere il governo. A voler essere pignoli ha molto meno senso tenere Di Pietro, che è uno degli autori della crisi, visto che fin dall'inizio ha tenuto alta la tensione per il governo Prodi. Arrivati a questo punto, comunque, sarebbe una figuraccia se Veltroni si alleasse con la "cosa rossa": Sarebbe una cosa difficile da spiegare, non si spiegherebbe nemmeno con l'obiettivo di battere Berlusconi. Sarebbe un autogol clamoroso, lo stesso fatto dal Cavaliere che sta reiterando il modello 2001. Veltroni non può permettersi di traccheggiare. Il veltroni ridimensionato. Vedremo nelle prossime ore cosa farà il sindaco di Roma: se si accorda con Berlusconi, bisogna vedere con quali dinamiche e quali prospettive lo fa. Io non credo a questa ipotesi. Al contrario, se va da solo, diventa uomo e crea i presupposti di credibilità per se e il suo partito: capo dell'opposizione e capo del partito più importante della sinistra. E poi si gioca una partita a medio termine con tutte le sue capacità, che non sono poche. Se, invece, lavora nell'ottica di conquistare cinque senatori in più, fallisce il suo progetto, rischia di fare solo una politica degli annunci. Credo che alla fine Veltroni andrà da solo, al netto di qualche piccola annessione tipo Socialisti e Radicali. Secondo me sbaglierebbe anche a prendersi Di Pietro, ma sono convinto che alla fine farà quello che ha annunciato. Luigi Crespi
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Le opinioni di luigi crespi, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








12 visitatori online

.jpg)



