|
Il Molise vale pure una messa
Il risultato elettorale del Molise era francamente scontato.
La vittoria del centrodestra e di Michele Iorio non è mai stata messa in discussione.
E' estremamente interessante mettere il naso nel dettaglio dei dati per
verificare se questo test riesca a consegnarci considerazioni capaci,
di far comprendere più complessivamente il quadro generale.
Se vogliamo confrontare i dati in modo omogeneo, dobbiamo farlo con le
regionali del 2001 dove ha votato il 65,2% degli elettori, con il 2006
dove ha votato i 65,1% , questo rende confrontabile l'analisi dei voti
più ancora che delle percentuali
Il Centrodestra
La coalizione di centrodestra seppur vincente con il 54% ottiene
105.257 voti che sono quindi - 11.248 in meno rispetto al 2001 dove era
vincente con il 58,2%, ma recupera circa 2.000 voti rispetto alle
politiche di sei mesi fa.
Il Centrosinistra
Per quanto concerne invece il Centrosinistra totalizza il 46% cioè
94.366 voti, mentre nel 2001 aveva ottenuto 73.514 voti con il 41,8%
Quindi chiude con un saldo attivo di oltre 20.852 , ma alle ultime politiche aveva preso 106.369 quindi ne perde 12.003 voti.
Alle ultime politiche l'Unione vinse di 3.768 voti, di un soffio, oggi la sconfitta si conta su 10.891 voti.
Questi i dati, al di là dei legittimi annunci propagandistici, mettono
in evidenza alcuni fatti che noi avevamo puntualmente evidenziato nelle
scorse settimane.
Non vi è dubbio che l'Unione sia in crisi di consensi, non vi è dubbio
che la Cdl abbia rotto un trend che dopo molti anni, la vedeva davanti
all'Unione. Ma i dubbi che abbiamo avanzato nelle settimane scorse
riguardavano la dimensione di questo divario: qualcuno aveva gia fatto
il funerale al Governo Prodi, abbiamo infatti ascoltato tra osservatori
e opinionisti, analisi con toni millenaristici. Ritengo sia una
questione di misura, d'altronde il lavoro che faccio ha a che fare
costantemente con la capacità di misurare, mi è parso che i toni
fossero costantemente sopra le righe. Capisco e conosco l'approccio di
Silvio Berlusconi, e le motivazioni che lo spingono a dire che il
margine è di 6 punti quando in realtà è di 3 e che la perdita del
governo è di 20 punti quando è di 10: è il suo stile, lui la butta lì,
e a volte, anche se non sempre, ha dimostrato che sperare nel futuro
invera il futuro stesso.
Questo vale anche per Prodi ed i suoi che mi sembra abbiano avocato a
sè una crisi, che prima ancora di essere reale nel Paese, è reale tra
gli uomini che lo governano.
Non so come andrà a finire. Silvio Berlusconi ha fissato il momento
dell'attacco a questo governo in primavera, ma se questo governo ci
arriverà sarà difficile per lui scalzarlo, il tempo non gioca a suo
favore
Ma adesso che abbiamo appurato che la debacle non è delle dimensioni
rappresentate nelle ultime settimane, posso dire con estrema chiarezza
proprio d'innanzi alla sua inconsistenza che si tratta di una crisi
profonda da poter essere letale per questo governo,
Non è una contraddizione, la riflessione è molto semplice: Silvio
Berlusconi e l'opposizione gridano alla crisi, ma questo sta nel gioco
delle parti, nel rispetto dei reciproci interessi, ma se questa crisi
si è manifestata al di là della sua reale consistenza ed è stata
legittimata da dirigenti di partito, da opinionisti che hanno come
riferimento il centrosinistra, mi domando su quale basi e con quali
forze Prodi ed i suoi potranno risalire la china. In sostanza il piano
non si è rovesciato ma si è inclinato e come diceva il saggio se una
farfalla sbatte le ali a New York, un terremoto spianerà Tokio.
Luigi Crespi
Dati a confronto - Valori assoluti
Dati a confronto - Valori percentuali
|