| Il PARTITO DEL POPOLO di BERLUSCONI - L'analisi a caldo di Luigi Crespi |
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| 18/11/2007 | |
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18 Nov. - L'analisi di LUIGI CRESPI - Non impareranno mai, è una cosa che proprio non riesce ad entrare in
testa, nè ai nemici nè agli alleati di Berlusconi, da oggi sottoposti.
Quando è in un angolo, quando è con le spalle al muro dà il meglio di
sè. Proprio quando sembra sconfitto, messo sotto e sembra sia
tramontata la sua stella è capace di colpi di reni che lo rimettono in
piedi, anche meglio di prima.
Non vi è alcun dubbio, Berlusconi il 15 novembre aveva perso una battaglia lunga 18 mesi sulla quale aveva investito tutto, e che si sarebbe potuta concludere solo in un modo con le elezioni anticipate, lo strumento che gli consentiva di tenere unite le sue truppe e di dare un obiettivo a breve termine a chi sta con lui. A furia di spallate però Berlusconi si è lussato una spalla e il centrosinistra si è rinforzato più di prima. I suoi alleati pensando che Berlusconi fosse ormai in ginocchio hanno cercato di dargli il colpo finale: Fini non ha usato mezzi termini e la spallata ha cercato di tirarla lui...a Berlusconi però, Casini si sa, e il Cavaliere con una solo mossa se li è messi in tasca entrambi, annunciando in modo altisonante la nascita del Partito del popolo italiano delle libertà. Ora se i due non faranno retromarcia chiedendo scusa al "padrone" si troveranno prosciugati i propri partiti ed a Casini l'unica via alternativa è seguire il suo amico Follini, lasciando però gli elettori a Berlusconi, Fini eroso a destra da Storace e Santanchè, non potendo andare verso il centrosinistra si troverà costretto a fare il baciamano o a essere emarginato politicamente. Inoltre mi pare che in un solo secondo si sia liberato di quella che Berlusconi reputava una palla al piede, la sua Forza Italia e in colpo solo apparati e colonnelli si trovano praticamente a spasso. Sarà inimmaginabile che il portavoce del nuovo partito possa essere Bondi o dubito che Scajola e la sua corrente possano trovare un posto in prima fila.
Ma ne capiremo più domani quando sarà presentato al popolo italiano quello che lui reputa il partito unico, del pensiero unico, dell'unico leader. Luigi Crespi
scritto da Bartolomeo Palladino, novembre 19, 2007 Presidente Berlusconi basta con I CASINI per FINI personali. Son nato missino nel 1961,sono passato per la svolta di Fiuggi senza rimpianti e senza nostalgia in Alleanza Nazionale, quell'alleanza Nazionale che per bocca di Fini diceva che lasciando la casa del padre andavamo a costruire una casa più grande,moderna. Condannammo il fascismo quando conculcò la libertà; fu asserito che la nostra cultura si rifaceva alla cultura Cristiana che ci aveva accompagnato per 20 secoli, che difendevamo la vita dal concepimento alla morte. L'arroganza del Presidente che dirige A.N.e di tanti servi inservibili che affollano la sua corte,fatta di colonnelli veri e di colonnelli civili sempre con il cappello in mano (uno per tutti Gianni Alemanno)hanno distrutto un partito fatto di fede e di valori e di realtà che non può disconoscere Silvio Berlusconi intelligente e pragmatico capo della coalizione.Il 10 e 11 novembre a 65 anni sono ritornato nella casa del padre col movimento di Francesco storace e dopo tanti anni mi ritrovo nella casa paterna per fare la Destra al fianco di Berlusconi con lealtà, senso di appartenenza e per dovere verso la nostra patria scritto da bb, novembre 19, 2007 allora il cavaliere ha tutto sotto controllo? scritto da F.Ferrari, novembre 19, 2007 Una perfetta fotografia . Personalmente non avrei comunque mai più rivotato U.D.C.; ora ho una ragione in più . Anche Fini , resuscitato politicamente da Berlusconi , si è fatto Avvoltoio e ha decretato la sua fine politica : vera però , non come quella che lui aveva predetto per Bossi e la Lega . F.Ferrari Parma scritto da franco, novembre 19, 2007 sono completamente d'accordo scritto da Michele Calò, novembre 18, 2007 Da almeno due anni ho esternato le mie critiche a Fini (a maggio ho raggiunto 39 anni di tessera tra MSI ed AN!) per le sue assurde posizioni in netto contrasto con il comune sentire del popolo di destra, che è e resta cattolico, anticomunista senza se e senza ma, patriota, liberale senza esagerare, strenuo difensore della famiglia tradizionale e culturalmente nemico di ogni relativismo. Ne è nata la formazione storaciana de la Destra a cui ho partecipato sono a quando non ho letto l'elenco dei fondatori trovandovi il nome di qualche "soggetto" poco raccomandabile. Fini non ha ancora capito che AN ormai lo digerisce poco, e proprio per il fatto che non solo è poco anticomunista ma che la distanza tra lui e Berlusconi sul piano della inventiva politica e del fare quotidiano di governo è sempre più abissale. Sapete la novità? Io e molti ex missini come me voteremo Berlusconi, l'unico vero erede, anche se in tempi e modi assai diversi, di Almirante. Così vedremo quanti professionisti della politica saranno costretti, FINALMENTE!, a lavorare per campare. M.Calò - Roma |
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