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Il punto sui brogli
C'è qualcosa che non va o meglio qualcosa non torna.
La
situazione è la seguente: c'è chi sostiene come D'Alema, Bertinotti e
Fassino che le ultime elezioni politiche al di là di qualche problema
noto, sono state assolutamente regolari.
Per carità avranno sicuramente ragione, ed avranno fatto le loro
verifiche tanto che nelle varie dichiarazioni si affidano alle
Commissioni della Camera per i vari controlli che del resto sono in
corso e verranno effettuati sia sui verbali, sia attraverso il
riconteggio a campione delle schede bianche e nulle.
Al coro dei leader della sinistra si sono associati autorevolissimi
esponenti del centrodestra, Scajola, Casini, e tanti altri ancora, ma
non mi pare di avere visto o sentito nessun degli eletti in Parlamento
avanzare sospetti sulla natura del voto.
Vi è poi è un secondo schieramento, diciamo guidato da Deaglio, che
chiede insistentemente la conta di tutte le schede elettorali, ed a
questo schieramento ha aderito con il suo blog Beppe Grillo e Silvio
Berlusconi, sabato, dal palco della manifestazione attaccando il
governo.
No, non sto pazziando! E' proprio così: Grillo, Deaglio e Berlusconi
chiedono la stessa cosa partendo ovviamente da presupposti diversi,
arrivano alla stessa conclusione chiedendo la riconta delle schede,
sostenendo che quella notte qualcosa è accaduto.
Se è vero che qualcosa è accaduto è altrettanto vero che tra le posizioni di Grillo, Deaglio e Berlusconi, c'è differenza.
L'ho detto nei giorni scorsi, l'ho scritto e ripetuto nelle
trasmissioni televisive alle quali sono stato invitato, è chiaro che
non sapremo cosa è accaduto e se effettivamente sia accaduto qualcosa,
sarà l'ennesimo mistero italiano, neppure tra i più dolorosi vissuti da
questo Paese.
Alla sinistra basta avere vinto per chiudere questa vicenda e forse al centrodestra serve un elemento di propaganda.
Forse è vero quella notte non è successo nulla, siamo stati in molti,
tanti ad essere stati preda di allucinazioni, di certo il comportamento
degli eletti quella notte non è stato rassicurante come d'altronde
accade ogni qualvolta nel nostro Paese ci si imbatte in qualcosa di
poco chiaro.
Non sono quelli come me o come Deaglio che minano il rispetto per le
istituzioni, ad oggi le istituzioni sono state piegate all'interesse
del partito, quello di turno, tante belle parole seguite da lacerazioni
che si sono sedimentate nell'inconscio collettivo, diffondendo sempre
di più una sfiducia radicata, non tanto nelle istituzioni ma in chi ha
il dovere di rappresentarle.
Quando la convenienza di un partito, di una formazione politica si
contrappone all'interesse collettivo, la democrazia ne risente
pesantemente ed i ceti diventano "caste", i leader despoti ed i partiti
associazioni a delinquere.
Luigi Crespi
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