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La parole non cambiano
Il ritorno di Berlusconi, sarebbe il terzo, quasi un processo di santificazione, ma, in fondo, tutto appare vecchio e già visto.
Dopo un'estate relativamente tranquilla, è qualche settimana che il
clima politico è tornato ad arroventarsi, i toni si sono alzati proprio
in concomitanza con la riapertura della stagione televisiva.
Da Porta a Porta, a Ballarò, a EffettoZero di Santoro, ecc. sono
tornati a rombare numeri, cifre, percentuali, sondaggi. La vicenda
Telecom sembra già dimenticata, bruciata dai tempi dell'informazione e
tutta l'attenzione è concentrata sulla futura finanziaria. La
maggioranza litiga nei palazzi, l'opposizione è scesa in piazza. Per
quel che mi riguarda è uno scenario che non mi appassiona, non mi
coinvolge e questo probabilmente mi permette di avere una capacità di
osservare con distacco che può essere utile, soprattutto ai nostri
lettori. Non in modo completo, mi permetto di mettere nel forno alcune
considerazioni sul centrodestra e sul centrosinistra:
Centrodestra
Il centrodestra è effettivamente salito nei sondaggi, in tutti i
sondaggi, rompendo un trend che lo vedeva sotto da oltre tre anni. Ma
questo risultato è determinato più dall'operato del centrosinistra che
dai meriti del centrodestra.
Il centrodestra che non è sotto la pressione della responsabilità di
Governo riesce a esprimere il meglio di se stesso all'opposizione.
Questo probabilmente per le caratteristiche di Berlusconi che, come
comunicatore funziona meglio da capo dell'opposizione che non da uomo
di Governo.
Ma le difficoltà di rapporto tra opinione pubblica e centrosinistra non
nasconde le contraddizioni all'interno della coalizione del
centrodestra forti e articolate: Follini se ne va, Casini non si sa
cosa fa, Fini aspetta, una parte di Alleanza Nazionale si agita e
Berlusconi, il leader, funziona a corrente alterna.
Non è certamente in queste condizioni che la coalizione possa
affrontare una ipotetica caduta del Governo Prodi che se dovesse cadere
sarebbe più un problema che un'opportunità.
Centrosinistra
Le ragioni del crollo nei consensi dell'opinione pubblica che appare
fragoroso e quantomeno repentino, risiedono tutte nella modalità con
cui il Presidente del Consiglio ha deciso di rappresentare se stesso e
il suo Governo.
Prodi appare troppo simile a Berlusconi, ma non è simpatico come lui, insomma non è l'originale!
Come Berlusconi ha accusato il Governo precedente di aver lasciato un
buco, come Berlusconi ha accusato i giornali di essergli contro.
Inoltre con una vena quasi suicida si irrigidisce su linguaggi tecnici
come il cuneo fiscale che ha un'evocazione negativa sugli italiani.
Chi ha capito che significa riduzione delle tasse?
E la presuntuosa professoralità del Ministro dell'economia, Padoa
Schioppa non aiuta certo ad attenuare le paure evocate dal centrodestra
in campagna elettorale che ricordiamo erano fondamentalmente due:
aumento delle tasse e conflittualità nella coalizione.
Questa finanziaria fatta di tasse, dà voce alle paure evocate da
Berlusconi & C.
Per dirne solo una, gli oltre 200 emendamenti alla finanziaria dei
Ministri di questo Governo danno corpo ad una coalizione che rimane
insieme solo per difendere una posizione di potere.
Ma bisogna a questo punto domandarsi, quanta gente sa veramente cosa
c'è in questa finanziaria, quanti l'hanno letta, e al di là della
propaganda quanti sono in grado di dire se si tratta di uno strumento
idoneo per lo sviluppo del Paese.
Questo semplicemente per dire che bisogna aspettare il morto per
piangere al funerale e proprio Silvio Berlusconi ci ha insegnato che si
possono recuperare 10 punti in soli due mesi di campagna elettorale.
Dare per morto Silvio Berlusconi nel 2005 è stato un errore, come lo
sarebbe per Prodi oggi.
La mia valutazione pero è che nel centrosinistra non vi siano o per lo
meno non ne vedo, gli elementi che consentano una presa di coscienza e
quindi una capacità di recuperare ciò che si è perduto in questa
manciata di settimane.
Il problema del centrosinistra è che doveva essere discontinuo ma in
realtà questa classe politica si assomiglia troppo, il centrosinistra
parla con le parole di Berlusconi e non riesce a trovare quelle capaci
di cambiare questo Paese, non riesce, insomma, a superare un complesso,
l'incubo che assedia le loro notti che si chiama Silvio Berlusconi.
Volete la controprova? E' Massimo D'Alema che risulta essere il
Ministro più amato dagli italiani con un indice di fiducia in alcuni
casi superiore a quello dello stesso Romano Prodi. Lui le parole in
politica estera le ha cambiate! Da guerra preventiva, la parola con cui
si è distinto il precedente Governo, a pace a tutti i costi, dando così
una connotazione nuova alla nostra politica estera, pur mantenendo
aperti anche tutti i canali che il governo
Berlusconi aveva saputo creare.
La Gente, l'opinione pubblica, gli elettori, i consumatori, sono tutto
meno che stupidi e si accorgono della differenza soprattutto quando
essa non si manifesta.
Luigi Crespi
Osservatorio politico - Tableau de bord n. 5
Intenzioni di voto - Sondaggi a confronto
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