| Lo scudocrociato vale fino al 3% |
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| 21/08/2007 | |
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Tommaso Montesano per Libero intervista Luigi Crespi, Alessandro Amadori, Bruno Poggi e Maurizio Pessato.
I sondaggisti: lo spazio elettorale c'è. Se la Dc torna davvero potrebbe puntare a un milione di voti. Dal 2 al 3% come base di partenza. Ecco quanto vale il ritorno a tempo pieno dello Scudocrociato sulla scheda elettorale. Voti avvertonoi sondaggisti, che comunque non sarebbero decisivi, visti i rapporti di forza tra i due schieramenti: restano dieci, in media, i punti di scarto a favore della Casa delle Libertà. "L'effetto Veltroni non c'è stato".
Voglia di centro. "Di un grande partito popolare, cattolico e moderato", spiega Alessandro Amadori, amministratore delegato di Coesis research. "Sarà per la nostalgia, o per la delusione verso la nuova politica, ma un fatto è certo: se la Dc tornasse davvero in auge, lo spazio sul mercato elettorale c'è" Potenzialmente lo Scudocrociato vale due punti percentuali. Che corrsipondono quantifica Amadori, "da un minimo di 800mila ad un milione di voti." E questo, avverte, sarebbe solo il risultato figlio dell'effetto simbolo. "Se al logo la ricostituita Dc aggiungesse un programma di ampio respiro e un leader forte, allora il nuovo-vecchio partito potrebbe fare la differenza". Motivo: la delusione degli elettori per i partiti della Seconda repubblica che Amadori chiama la "competenza politica" dei protagonisti della Prima repubblica. "Basti pensare che il gradimento di uomini politici come Giulio Andreotti o Ciriaco De Mita è più alto oggi che quindici anni fa. Che una fetta di elettorato abbia nostalgia della Dc lo conferma l'attivismo della Cei, che non fa che interpretare, con grande intelligenza, il sentimento popolare. Tra i due schieramenti, chi per primo intercetta questa ondata nostalgica si avvantaggia. I conti del Cavaliere- Sul breve periodo, però, la rinascita democristiana non è in grado di influenzare la sfida tra Casa delle Libertà e Unione. "Lo scarto è rimasto pressochè invariato: dieci punti a favore del centrodestra. Veltroni non ha mosso di una virgola il divario. L'intenzione di voto a favore della Cdl resta netta", taglia corto Amadori.
Ancora più ottimista per la Dc, è Luigi Crespi, responsbile del dipartimento opinione di Ekma. "Un partito con a simbolo lo scudocrociato potenzialmente non scende sotto il 3% in prima battuta.Poi dipende dal leader". Numeri, però, che Crespi invita a maneggiare con cautela: "Si tratta di voti potenziali che la rinata Dc conquisterebbe soprattutto a scapito di Forza Italia. Alla Cdl lo Scudocrociato non porterebbe alcun valore aggiunto. Non dimentichiamo che Silvio Berlusconi dopo una fase inziale in cui ha marcato gli aspetti liberal-socialisti di Forza Italia, ormai pesca a piene mani nel voto cattolico" . Non solo: "Il voto di Forza Italia, oggi, è fatto da chi ieri sceglieva il pentapartito". Insomma, anche il Cavaliere aggiunge i vecchi simboli della Prima repubblica ai loghi di Forza Italia, Lega, An e Udc, il quadro cambia poco. "Dieci punti di vantaggio erano dieci punti, se non dodici sono", osserva Crespi. E le tanto sbandierate capacità di recupero di Walter Veltroni? "Sono più frutto di una campagna mediatica che altro. Possiamo anche farci ubriacare, ma nessuno, da solo, può colmare attualmente il gap tra le due coalizioni. Gli elettori scelgono sulla base dell'attività del governo, che è lontana dai bisogni e dalle aspettative della gente".
Chi non da chance allo Scudocrociato, invece è Bruno Poggi, presidente di Poggi&Partners: "Quel simbolo può evocare nostalgie, ma non sposta gli elettori se non in minima parte". Oggi chi in passato votava per la Balena bianca, spiega, sceglie in maggioranza i partiti della Cdl. "solo una parte minoritaria ha optato per la Margherita". Conclusione: se il Cavaliere arruola la Dc, il guadagno per il centrodestra è praticamente nullo, visto che le uniche oscillazioni "sarebbero all'interno della Cdl". Per non parlare del fatto, ricorda Poggi, che "la Dc è sparita nel 1992. Quindici anni dopo, il suo eventuale ritorno sulla scena politica interessa solo gli elettori che hanno più di quarant'anni". ritorno, tira le somme Poggi, ininfluente ai fini dello scontro tra le due coalizioni. "tra Cdl e Unione continuano ad esserci quindici punti di scarto". tendenza che Veltroni può sperare di iniziare a invertire solo con le elezioni per la guida del partito democratico: "Finora l'effetto sindaco di roma non c'è stato, bisogna aspettare almeno le primarie".
Quel precedente del 1996 - Il collega Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, invita a non sottovalutare il peso di una ricomparsa dello Scudocrociato sulla scheda elettorale. "Un suo valore, quel simbolo, ce l'ha. Certo, poi bisognerà vedere leadership, programmi e alleanze, ma se trovano uno sponsor importante..." Berlsconi, ad ogni modo, fa bene a fare di tutto per accaparrarsi il vecchio logo: "Il passato dimostra che si vince e si perde per pochi voti. E che è meglio non lasciare nulla di intentato: nel 1996 il Polo ha perso per colpa dell'assenza della Lega, così come nel 2001 il centrosinistra ha pagato il mancato accordo con Rifondazione comunista e Italia dei valori. I piccoli partiti possono non essere politicamente rilevanti, ma lasciarli furi può portare alla sconfitta. Se non altro perchè possono passare dall'altra parte".
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