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L'Opinione di Luigi Crespi - Fuori dal vaso: 1° Mastella, 2° Montezemolo, 3° TPS |
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09/10/2007 |
Il caso Mastella Siamo di fronte ad un caso umano e come uomini dobbiamo esprimere la
nostra solidarietà. Devo svelarvi che sei mesi fa incontrai Mastella e
gli anticipai quello che sta accadendo ora, partendo un'analisi di
quello che vedevo su internet. Gli dissi:
"per la modalità con cui ti
muovi, con cui comunichi, per come il governo si sta staccando
dall'opinione pubblica e per quello che leggo sul blog di Grillo, ti
comunico che nei tuoi confronti partirà un potente attacco". Questo
perché Mastella è il catalizzatore di tutto ciò che viene condannato in
politica: opportunismo, spregiudicatezza, in pratica tutto ciò che
l'italiano fa quotidianamente nella sua vita. Questa è la grande
ipocrisia, questo è quello che più mi indigna: chi non comprerebbe una
casa a Trastevere a metà prezzo? Il problema non è quello che fa
Mastella, ma quello che gli italiani non possono fare. Non credo ci sia
un complotto contro Mastella, ma doveva andare così: Mastella incarna
il modello di politico che gli italiani stanno crocifiggendo. Ed ai
media non gli sembra vero di avere uno come Mastella tra le mani; e lui
risponde con la paranoia, perché quello che ha subito è quasi comico.
Paranoia tipo questa cosa del terrorismo: ormai vede nemici da tutte le
parti. Ribadisco, è un caso umano, come terapia dovrebbe andare a San
Patrignano e stare sei mesi senza studi televisivi; ma dalle droghe
sintetiche ci si disintossica, mentre dalla tv no.
Le uscite di Tps
Si vede che è un periodo strano, in cui l'avvento di Grillo ha
comicizzato tutto; ed i politici hanno deciso di fare i comici. In
questo caso, poi, Padoa Schioppa si mostrato è deficitario di buon
senso (non è insulto): altrimenti non si spiega come possa aver detto
due castronerie del genere ("bamboccioni" e "tasse bellissime").
L'utilizzo della parola bellezza è provocatorio, è come un feticista:
lui ama le tasse, ma le tasse non possono essere amate. E' come dire
che un uomo ama le medicine. E' privo di senso e mi stupisco come uno
così di cultura possa dire certe cose. Come Veltroni che va al
Capranichetta e dice che il PD è al 37 %: capisco che il suo modello è
Berlusconi, ma nemmeno lui ha mai detto 37%, si è fermato al 33%: è una
questione di decenza. Se ne vedono di tutti i colori, come il "Corriere
della Sera" che dedica una pagina intera a Veronica Berlusconi e
Vittoria Brambilla, le protagoniste del nostro week end. Non ci resta
che sorridere, non si riesce a parlare seriamente così. D'altronde
questo è il paese in cui Montezemolo ridicolizza il ministro
dell'ambiente sul tema della desertificazione e non succede nulla: in
un paese civile un ministro smentisce e querela o se quello che è stato
detto è vero, si dimette.
Montezemolo scende in campo
A proposito di Montezemolo: il suo intervento mi è sembrato
indubbiamente quello di uno che si candida per fare politica. E non
sono convinto che stia correndo con Veltroni. Montezemolo dice cose
giuste e condivisibili, che purtroppo non rientrano nei parametri della
coerenza perché ognuno è schiavo del suo passato. Con Montezemolo non
siamo di fronte ad una espressione narcisistica o accademica fine a se
stessa: bisogna solo capire come il suo progetto politico prenderà
corpo. Sarà interessante tenerlo d'occhio, perché faccio fatica a
credere che lui si muova con Veltroni; però da solo non ha mai fatto
niente e dal tono del suo intervento, mi è sembrato molto più lontano
da Berlusconi. Poi c'è un problema di amicizie e rapporti: tanto per
fare un esempio, in prima fila ad ascoltarlo c'era la signora Mastella.
Per questo non puoi presentarti come il simbolo della discontinuità e
del cambiamento quando sei il sodale di chi rappresenta l'opposto
(anche se la discontinuità non è per forza una cosa positiva).
Ripeto, quello che dice Montezemolo è condivisibile, il problema è credere in quello che dice.
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