Il Pd? Una noia mortale
Le manifestazioni di ottobre
Chiariamo subito, tutto questo con Grillo non c'entra nulla. Anzi, di
sentir parlar di Grillo mi sono rotto: non credo sia più un argomento
interessante ha fatto la stessa fine di Corona
Come indice di ascolto
vale poco. Non è possibile stargli dietro. Non ne parlo più, è
argomento che non interessa: cosa che avevamo ampiamente previsto. Mi
interessa di più l'antipolitica, perché proprio la settimana scorsa
abbiamo pubblicato il monitoraggio sul gradimento dei sindaci e dei
presidenti delle Regioni, con percentuali che in alcuni casi sfiorano
il 70%. La mia domanda è questa? Ma loro non fanno politica? Sindaci e
governatori non fanno questo mestiere? Si, c'è la crisi di alcuni
politici ed è vero che chiunque è al governo rallenta il cambiamento.
Lo ha fatto anche il centrodestra e lo fa adesso il centrosinistra: chi
governa rallenta, chi sta all'opposizione vuole cambiare velocemente,
così come la gente. La politica da segni di grande crisi di
rappresentanza (di certo non entusiasma la lite sul welfare e la gente
pensa che Ferrero sia una marca di cioccolatini), ma 36 sindaci su 103
hanno un indice di gradimento superiore al 70%. Bisogna stare attenti
ad assecondare la devianza cialtrona dell'antipolitica. Credo che
ottobre sarà l'occasione per vedere che in queste piazze si saranno
molti più manifestanti che da Grillo. La politica in questo momento è
confusa e disorientata, ma sono gli uomini che la fanno non piacere,
non la politica in se. Il fatto che ci sia un premier in crisi di
consensi e un governo che non piace all'opinione pubblica, non
significa che la politica è in crisi, ma che loro (premier e governo)
non sono graditi alla gente.
I due milioni (di votanti) della Bindi
La campagna del Partito democratico è veramente l'apoteosi della noia:
se questo è il mondo che vogliono disegnare, mamma mia... La politica
non deve essere necessariamente spettacolo, ma neanche noiosa come in
questo caso: è tutto così scontato, a cominciare dal risultato. L'unica
cosa interessante è l'affermazione della Bindi, che mette un bel
paletto con la storia dei due milioni di votanti: ha perfettamente
ragione. E' vero che ce ne furono quattro per Prodi, ma allora era
tutta la coalizione del centrosinistra chiamata alle primarie, dunque i
due dati non sono paragonabili. Ma se è vero che il Pd rappresenta il
70% del centrosinistra, il milione di elettori di cui parlano le
previsioni è un insuccesso clamoroso. In un caso del genere verrebbe
anche in po' delegittimato Veltroni, perché l'80% di un milione, pesa
meno del 70% di tre milioni. Secondo me, comunque, avremo delle
sorprese, ed alla fine l'affluenza sarà più alta, magari un milione e
mezzo di persone. Certo, fondare un partito con un leader nuovo, mentre
si sta governando è un'operazione rischiosa: il Pd potrà risolvere i
problemi tra dieci anni.
Referendum elettorale
Siamo ad un punto morto, perché è una priorità solo per una parte degli
italiani, ma la maggioranza non è interessa all'argomento: è ancora una
cosa per addetti ai lavori, non per tutti. A questo punto, credo il
referendum sia inevitabile, credo sia impossibile si mettano di
accordo; non riescono a far convergere le idee all'interno di uno
stesso schieramento, figuriamoci a dialogare uno con l'altro. Non vedo
elementi capaci di mettersi d'accordo. Berlusconi? Per fare l'amore
bisogna essere in due. E poi la riforma elettorale è l'unica cosa che
impedisce il ritorno alle urne: una volta che la fanno, si va dritti a
votare. E in tanti non sono convinti di poter ritornare in Parlamento. Vai all'articolo
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