| l'Opinione - Luigi Crespi - 21 - Fuori dal vaso: Le certezze del Cavaliere |
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| 29/01/2008 | |
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29 gen. - di Luigi Crespi - Onestamente il problema di fondo, in questo giro di consultazione di Napolitano, è l'interesse dei partiti. Berlusconi se dovesse decidere di condividere una fase istituzionale di garanzia e pacificazione, metterebbe a rischio in termini di entità il suo percorso elettorale, che al momento è assolutamente roseo. Vai all'Opinione
Poi c'è da vedere pure il discorso del perché di un governo istituzionale, innanzitutto si dovrebbero mettere d'accordo su quale riforma fare. se si va verso una tedesca, spagnola, mezza portoghese, insomma verso una che penalizza i partiti più piccoli, potrebbe esserci un accordo tra FI e Pd, che metterebbe in crisi soprattutto i rapporti tra Berlusconi e la Lega: perché il Cavaliere dovrebbe fare una cosa del genere? Se invece ci fosse un ritorno alla "bozza Bianco", anzi come lo chiamo io al "bozzo di Bianco", Udc, Lega e An potrebbero anche essere d'accordo, ma comunque non si metterebbero contro Forza Italia che non la vuole. Per questo non c'è alternativa seria al voto, quindi il Presidente della repubblica sarà costretto a prenderne atto. Anche perché chi è schierato per il governo istituzionale è diviso: c'è chi lo vuole di salute pubblica e chi di "scopo", come se ci fossero quelli che non lo hanno. Purtroppo si andrà a votare con questa legge a cui, in realtà, nessun partito vuol rinunciare, perché permette loro di scegliere chi verrà eletto. La scelta del Pd. Qui siamo di fronte ad un problema di coerenza. Fino ad agosto Veltroni ha indicato nell'aggregare le coalizioni solo per vincere, il male della nostra società. E' stato uno dei temi portanti della sua campagna elettorale e per questo rimasi molto perplesso quando vidi i prodiani applaudire entusisti. Come abbiamo ripetuto nelle settimane passate, l'avvento di Veltroni ha segnato la fine di Prodi. Basta guardare i fatti. Berlusconi ha cercato, inutilmente, di buttare giù il governo per un anno: poi ha dialogato un mese con Veltroni ed il governo è andato giù... Credo che il sindaco di Roma abbia in mente un progetto a lungo termine e considerando che Prodi è finito e Berlusconi non è certo giovanissimo, potrebbe anche accettare una sconfitta che non farebbe altro che legittimare la sua coerenza. Per questo penso che a Veltroni convenga andare alle elezioni, e perdere, da solo. Anche perché con tutte le tornate elettorali che sono alle porte, ci aspettano tre anni di disordine. L'astensionismo della sinistra. E' possibile che stavolta gli scontenti della sinistra estrema non vadano a votare: di certo non vanno dall'altra parte. La vera curiosità, però, è vedere quanto vale l'antipolitica: è questo il vero nodo della prossima campagna elettorale. Di Pietro? Non credo che possa essere lui a prendere i voti dell'antipolitica, perché è stato comunque un ministro di questo governo, seppure con tanti distinguo. Magari di più la Lega. C'è poi Beppe Grillo: in quanti andranno a scrivere "fanculo" sulla scheda elettorale? Di certo il voto anticipato frega il comico genovese che aveva in mente un percorso lento, che partisse dal basso, dalle amministrative. Ora, invece, sembra si faranno prima le elezioni politiche e per lui potrebbe essere un grosso problema. Luigi Crespi Vai all'Opinione |
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