| L'Opinione - Luigi Crespi Fuori dal vaso, 236 Si respira un clima da campagna elettorale |
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| 30/10/2007 | |
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30 Ott. - Si respira un clima da campagna elettorale
di Luigi Crespi
L’incoronazione di Veltroni
La nota più interessante dell’assemblea del Pd
di sabato è il duello di Veltroni con Berlusconi sui sondaggi, dove è
evidente che si respira un clima da campagna elettorale.
Il 38% ipotizzato da Veltroni per il Pd è quantomeno
velleitario, ma è vero che il suo partito e quello del
Cavaliere sono
al momento molto vicini, un punto sopra o uno sotto, poco cambia. E la
cosa è abbastanza normale, perché questo è il momento di massima
raccolta mediatica per il Pd e il suo leader. Rispetto alla kermesse di
sabato, però, non ho visto segnali di ulteriore positività, ma anzi
sono emerse cose negative, come i mugugni e i distinguo della Bindi,
cose che cozzano con l’idea di Veltroni di farsi un partito
monocratico. Al di là di queste scaramucce, però, il problema del Pd si
chiama governo, perché il Pd è una novità interessante. Nello stesso
giorno dell’assemblea, c’è stato anche l’ennesimo attacco di
Montezemolo, un attacco a tutto campo. In realtà non ho ancora capito
con chi vada a parare e quando, ma ho molto chiaro il dove: l’avvio di
Montezemolo verso la politica è evidente. Non credo che sabato,
comunque, abbia voluto fare da sponda a Veltroni contro Prodi, perché
con la sua uscita ha coperto un po’ il leader del Pd e sarebbe stata
dunque una tattica suicida.
La tattica dei “diniani”
Noi sappiamo solo che i diniani non sono andati alla riunione con le
altre forze della maggioranza e Dini ha detto che esprimerà in Senato
le sue idee e non in riunioni carbonare. Tutto ciò lascia intendere che
si staccano dalla maggioranza, ma aspetterei: prima vedo che accade e
poi ci credo. Certo è che senza Dini la situazione è complessa, la vedo
difficile per il governo continuare così senza produrre danni letali al
partito democratico: ora, finita la fase della gestazione,
dell’entusiasmo, deve passare alla fase di gestione, ma con questo
governo ci sono molte possibilità che venga disperso quanto di buono
raccolto in queste settimane.
I magistrati allo sbando
Non si può più parlare di toghe rosse, ma di toghe giuste o di toghe
sbagliate. Negli ultimi 15 anni, abbiamo avuto cinque presidenti del
consiglio e di questi, quattro su cinque hanno avuto a che fare con la
magistratura: diventa un po’ difficile pensare che abbiano tutti fatto
qualcosa di male, ed infatti non sempre quello che è emerso aveva
senso. Qualche riflessione su come le cose stanno andando va fatta da
questo punto di vista: non c’è più equilibrio. I magistrati sono uomini
ed è evidente che nell’indagare su personaggi pubblici si raggiunge in
fretta notorietà e successo. Sono comunque allibito anche dalle
dichiarazioni di Violante quando afferma che la Forleo e De Magistris
hanno sbagliato ad andare in tv ad Annozero. In conclusione, comunque,
c’è bisogno di regole che disciplinino il rapporto tra politica e
magistratura.
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