| L'OPINIONE - LUIGI CRESPI: GLI STRANI COLLEGAMENTI DI WALTER |
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| 11/03/2008 | |
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11 Mar. - da L'Opinone Luigi Crespi. Mi sembra una cosa del tutto strumentale collegare Obama, la Francia e la Spagna: significherebbe mischiare gli elementi politici ideali e programmatici che questi leader hanno incarnato. Una cosa assurda.
Basta prendere Obama che ha come punto fermo il rifiuto di ogni tipo di intervento militare nel mondo, mentre Veltroni, ed i partiti a cui fa riferimento, hanno già partecipato attivamente a misioni militari, vedi Afganistan.
Semmai Obama è paragonabile a Bertinotti. Il riferimento alla Spagna, poi, è ancora più divertente perché il Pd è alla destra del Partito Popolare spagnolo, che se vinceva avrebbe cambiato le leggi sui diritti civili: parliamoci chiaro, Veltroni non c'entra niente con Zapatero. Lui è verde, l'altro è rosso; e poi solo una parte del Pd partecipa al Partito Socialista Europeo.
In Francia, per finire, ci siamo trovati di fronte ad una tornata amministrativa, ad una reazione al potere, una risposta alla cattiva espressione dell'immagine da parte di Sarkozy, che ha sbagliato a sbandierare la sua vita privata negli ulrimi mesi.
Le liste del Pdl. Sono un po' colorite, anche se un po' meglio del solito. Berlusconi con le sue liste da sempre rappresenta più di altri la società italiana: dunque dentro c'è di tutto. C'è roba di destra, ma anche di sinistra; cattolica ma anche atea.... a no, scusate, quello è Veltroni. Sai com'è, a volte mi confondo tra i due.
Comunque finché le liste saranno decise dalle segretarie, faranno schifo. E questo è un discorso che riguarda tutti i partiti, non solo il Pdl. Quando si tornerà al concetto che per essere eletti c'è bisogno di portare i voti, finiranno le nefandezze e spariranno nani e ballerini dalle liste. Tutta questa schifezza, però, ha un nome ben preciso: il nuovo Casini.
Il ritiro di Prodi. Il fatto che si ritiri è una perdita soprattutto per il Pd: ha battuto due volte Berlusconi, è stato in Europa e ha guidato per due volte il nostro governo. Certo non è andato bene l'ultimo governo, però è ingiusto che lui vada a casa e Vekltroni no. I risultati di Prodi con il centrosinistra sono superiori a quelli portati da Veltroni.
Questo abbandono prima fine campagna elettorale indica la sua distanza, la sua differenza, la sua non condivisione di tutta l'azione di Veltroni che per evidenti personalismi ha anticipato eventi che sarebbero comunque accaduti dopo. Tutta questa rincorsa di Veltroni alla semplificazione non ha un fine generale: gli serve solo perché in questo modo ha più potere. Prodi non ci sta e se ne va. Ma questo farsi da parte peserà come un macigno nella campagna elettorale del Pd.
E così facendo, andandosene, Prodi evidenzia il suo non far parte del '48 a cui Veltroni ha predisposto la sua truppa. Luigi Crespi
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