| l'Opinione - Luigi Crespi. 247 Fuori dal vaso: una domenica di isteria collettiva |
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| 14/11/2007 | |
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14 nov. - Una domenica di isteria collettiva di Luigi Crespi Una domenica di isteria collettiva Domenica abbiamo assistito ad una forma di isteria collettiva che ha coinvolto un po' tutti: dagli uomini politici alle forze dell'ordine passando per i tifosi.
Il fatto è molto semplice: un poliziotto ha
sparato da una corsia all'altra, non credo con volontà di uccidere, ma
sicuramente ha sparato ad altezza uomo e così facendo si può uccidere.
Di seguito abbiamo assis
tito alla solita manfrina ignobile di chi cerca di coprire le responsabilità: il prefetto di Arezzo dovrebbe essere sostituito, perché è andato in conferenza stampa ed ha parlato di colpi in aria.
Le istituzioni non devono avere paura di prendersi le responsabilità
quando si commettono errori; l'esempio deve essere il capo della
Polizia Manganelli, che ha subito detto che gli eventuali colpevoli
sarebbero stati puniti. In tutto questo, mi domando cosa c'entra il
mondo del calcio, che ha tante responsabilità, ma non questa: se due
persone si picchiano in un bar di mercoledì ed uno è dell'Inter e uno
della Juve, il mondo del calcio a poco a che vederci con la questione.
Ancora una volta i politici (con qualche eccezione tipo Cicchitto e Miccichè) si
sono dimostrati insensibili, cinici, nei confronti della famiglia del
ragazzo ucciso, ma in ogni caso la reazione dei tifosi attiene alla
delinquenza pura, nulla legittima quel comportamento. Certo le forze
dell'ordine non hanno favorito la calma, dicendo – nell'immediatezza
della tragedia - che l'agente aveva sparato in aria.
E' una bugia che delegittima le istituzioni, che puzza del Cile di Pinochet.
Coprire, almeno inizialmente, il poliziotto è stata una cosa vergognosa
quanto quello fatto dai criminali nelle strade di Roma.
Nessun poliziotto deve sparare da una corsia all'altra dell'autostrada e
se lo fa compie un atto criminale: è stata una botta di pazzia, cose
che purtroppo capitano e lo Stato deve farsi carico di questo. Chiudere
il campionato? E' una cosa assurda, perché questo è un problema di
ordine pubblico. Anche associare questo episodio a quello di Catania è
follia: lì, in maniera organizzata, gli pseudotifosi dovevano fare uno
scontro, fare del male e ci sono riusciti.
E' un fatto di una natura completamente
differente.
La cosa più triste, però, è il conformismo a cui si sono adeguati i
politici, che è ributtante: bisogna fare una lega anticonformismo. I
politici sparano stupidaggini in continuazione, vanno dietro alle
agenzie di stampa, una roba da rimanare inorriditi.Poco più di
venticinque minuti per cercare di spiegare cosa è successo ieri mattina
nell'area di servizio Badia al Pino di Arezzo, dove un tifoso della
Lazio, Gabriele Sandri, è stato ucciso da un colpo di pistola sparato
da un agente.
Il Questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe,
parla con attenzione, soppesa le parole senza sbilanciarsi: «I colleghi
hanno confermato che è stato lui a sparare. L'agente, Luigi S., è stato
iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo
dopo alcune testimonianze e i primi riscontri tecnici. Al momento
l'accusa è questa- ha poi aggiunto il Questore- ma potrebbe peggiorare
in omicidio volontario se i prossimi risultati tecnici dimostreranno
che ha sparato ad altezza uomo. Cosa possibile».
E dopo aver confermato che nella stazione di
servizio, nelle immediate vicinanze della zona dove è avvenuta la rissa
sono stati rinvenuti oggetti atti ad offendere («Ombrelli, un paio di
coltelli, sassi e biglie»), il Questore di Arezzo ha accennato a una
ricostruzione: «Bisogna capire come hanno recepito l'allarme. Forse al
momento in cui sono intervenuti- prosegue Vincenzo Giacobbe- non hanno
capito che si trattava di una rissa tra tifosi. Potrebbero magari aver
pensato a una rapina. Due agenti hanno fatto una leggera corsa, uno ha
sparato». «Probabile» che abbia mirato alle gomme. Il Questore rivela
anche come la polizia abbia rinvenuto l'ogiva del proiettile già ieri:
«In serata- spiega- nel corso dell'ispezione cadaverica sul corpo del
ragazzo. Poi abbiamo trovato un bossolo, ne stiamo cercando un altro.
Per domani, forse nel pomeriggio, avremo i primi risultati dei rilievi
scientifici». Poi una sorte di appello: «Al momento ancora non abbiamo
rintracciato una delle tre auto che potrebbero essere coinvolte. Una
Mercedes classe A scura- conclude il Questore- con qualche
danneggiamento sulla parte destra».
La Melandri vuole fermare i campionati, ma chi
ferma la Melandri? Lei non ha esitato a fare la sua vetrina
sull'autobus della Nazionale campione del mondo, una squadra che
secondo l'opinione pubblica mondiale era una banda di truffatori; il
calcio non serve solo per prendere consensi e poi chiedo coerenza: o
erano truffatori o eroi.
C'è poca memoria.
Tra una settimana di questo ragazzo ammazzato come un cane sull'autostrada, nessuno parlerà più, mentre oggi i politici chiedono il lutto nazionale, i blocchi: non si può vivere solo di emotività.
La testa produce pensiero, il cuore sentimenti, mentre la pancia solo cacca. Luigi Crespi
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