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27 nov. - Nella Cdl toni troppo alti - di Luigi Crespi - Fuori dal vaso è la rubrica curata da Luigi Crespi per il quotidiano "l'Opinione", questa settimana ci propone una riflessione sugli ultimi accadimenti politici dalla Cdl al Pd, da Veltroni a Berlusconi tra bipolarismo, ectoplasma e giochini sul welfare.
BIPARTITISMO: Non so se
si va dritti verso un bipartitismo, di certo è questo l'interesse dei
due partiti principali, il Pd e l'ultima creatura berlusconiana,
costruire un'opzione elettorale che in qualche modo li favorisca.
Veltroni però ha il problema di non potersi muovere con le mani libere, perché se facesse quello che ha in testa, rischierebbe di pagarlo con gravissime ripercussioni sul governo.
Certo sarebbe veramente curioso se - dopo che Berlusconi ha detto per giorni “il 14 novembre cade il governo”, dopo che il 15 si è sfasciata invece la Casa delle Libertà – adesso Prodi andasse a casa.
Dopo tutto quello che è accaduto, però, non mi meraviglia più niente.
Difficile capire se i desideri di Veltroni e Berlusconi riusciranno a realizzarsi, ma i vincoli, soprattutto del Pd, non sono pochi. Per quanto riguarda i vari incontri di Veltroni, quello di ieri con Fini era solo strumentale, un modo per distogliere l'attenzione da quello con Berlusconi.
L'ECTOPLASMA
I toni usati dalla Cdl in questi giorni sono troppo alti. La gente non è stupida e si chiede perché Berlusconi non abbia usato prima la parola ectoplasma.
E Cesa quando parla di interessi personali, perché non spiega quali? In questo modo hanno distrutto un paradigma chiave del centrodestra, quello dell'unione.
Cinque anni di governo e altri cinque di opposizione, tutti insieme, con gli stessi valori e adesso tutto questo.
Come conseguenza potrebbe scattare una demotivazione dell'elettorato di centrodestra. Il finire così a male parole è una rappresentazione che ricorda molto la sinistra: è il linguaggio e l'approccio della sinistra, dove però la conflittualità è un valore. Come scusante a tutto questo teatrino, però, c'è il fatto che Berlusconi ha fondato il nuovo partito come reazione e non dopo un progetto.
Ci sono troppi errori di marketing per essere una cosa fatta da Berlusconi: è chiaro che in questo caso l'emotività ha avuto il suo peso.
IL GIOCHINO DEL WELFARE
l dibattito sul welfare finirà come sempre, cioè in un nulla di fatto; questo perché il conflitto interno è un modo per acquisire visibilità.
E' una tecnica della sinistra, uno di quei mali che diventano una caratteristica.
Litigano, litigano, ma non arrivano mai alle estreme conseguenze: Di Pietro ne è l'esempio più importante. A meno che stavolta non succeda qualcosa di nuovo, di clamoroso.
Che qualcuno, con la Cdl in frantumi, non abbia più paura di perdere e calcoli che sia più opportuno far cadere il governo e andare alle elezioni.
Che, insomma, sia giunto il momento di un regolamento dei conti interno. Luigi Crespi
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