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6 Nov. - Il Governo insegue la cronaca di Luigi Crespi
La debolezza del Governo
La cosa più sorprendente è il modo in cui un
tema come quello della sicurezza esplode, come l’agenda dei politici
del Consiglio dei Ministri sia dettata dai titoli dei giornali.
Che la sicurezza sia diventata improvvisamente
un’emergenza tale da dover mettere insieme maggioranza e minoranza,
dimostra come ci sia un’ansia da prestazione da parte della politica: e
questo è un segno di debolezza. Il problema sicurezza esiste da tempo e
mi lascia perplesso il modo in cui la politica lo affronta. Il
drammatico episodio di Roma è diventato il paradigma dell’emergenza per
il modo in cui l’hanno trattato i giornali; la politica non è in grado
di dare un indirizzo politico e morale al paese, è in balia degli
eventi. Se uno vuole sapere di cosa si occuperà il prossimo consiglio
dei ministri, lo deve chiedere a Paolo Mieli. Tutto è legato alla
reazione: non c’è nessuna capacità di progettare.
Il tema sicurezza poi, non può essere limitato agli stranieri, perché è
una cosa più ampia: ci sono 700mila emigrati iscritti ai sindacati e
migliaia di stranieri che sono proprietari di una casa. Il problema
sicurezza non riguarda solo gli stranieri, ma la parte clandestina di
loro che viene catturata dalla malavita. Invece adesso ci troviamo di
fronte delle situazioni razziste assolutamente insensate: nella
diatriba tra il nostro governo e quello rumeno, per esempio, hanno
ragione loro. Cinque romeni vanno a fare la spesa e vengono massacrati
dagli skinheads: prima erano gli albanesi, oggi i romeni. Forse il
problema è da un’altra parte. Comunque questo è un governo debole
perché insegue la cronaca e – di conseguenza – diventa ogni giorno più
debole.
Finanziaria
Berlusconi è decisamente un tipo strano, Infatti ha dichiarato che non
ha mai provato a comprarsi dei senatori, quando sanno tutti che ad
alcuni di loro ha fatto capire che se fossero passati con lui, gli
avrebbe garantito una poltrona: secondo me era meglio se gli proponeva
dei soldi. Mi ha lasciato decisamente perplesso, perché secondo me è
assolutamente legittimo che il capo dell’opposizione tenti in modo
democratico di rovesciare un governo che si regge su minoranze
variegate e discutibili. Così come non c’è niente di vergognoso, da
parte del governo, nel provare a restare in piedi in ogni modo.
Berlusconi gli deve dare una spallata, mica un calcio nel sedere...
Parlando della Finanziaria, è evidente che tutti si aspettano uno
scivolone dietro l’altro, perché tenere insieme tutte le componenti
politica sulla visione economica è la cosa più complicata. Alla fine
faranno una Finanziaria talmente inefficace che andrà bene a tutti.
Altrimenti con le divergenze che ci sono tra Bertinotti e Dini, ogni
giorno può essere quello della resa dei conti. E’ chiaro però che Prodi
può farcela, ci ha già dimostrato altre volte una grande capacità di
sopravvivere, ma il problema è il prezzo da pagare per farlo:
Bertinotti dice che il governo è malato, Dini è in disagio permanente,
Di Pietro e Mastella non fanno altro che litigare. Questo governo è in
crisi, non per un’opposizione incalzante, ma per una incapacità
strutturale di stare insieme.
Costi politica
Qualche giornale, dopo un po’ di pausa, ha ricominciato a cavalcare il
tema dei costi della politica. Bisogna ribadire che gli interventi
della politica sono demagogici e inefficaci. Prima dei costi della
politica, bisogna ridurre i costi dello Stato, degli apparati, come ad
esempio tutti i dipendenti dei prefetti. La gente non ne può più, in un
periodo come questo dove non si riesce ad arrivare alla fine del mese,
ogni tipo di privilegio fa imbestialire tutti. Ma non è riducendo il
numero dei parlamentari che si risolve i problemi; prima bisognerebbe
ridurre le province e i comuni, oppure eliminare i Prefetti, che sono
un retaggio post-bellico.
Bisogna ripensare tutto, per dare risposte vere, ma con chi le ripensi
le cose? Prima c’è bisogno di rinnovare la politica. Luigi Crespi
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