|
|
|
L'Opinione - Luigi Crespi. Fuori dal vaso, I 3 ultimi conflitti del Centro Sinistra |
|
|
|
23/10/2007 |
Lo scontro Di Pietro - Mastella
Appare evidente che Di Pietro sta forzando la partita: non posso
immaginare che sia un’analfabeta giudiziario, come dice Mastella.
Comunque sulla vicenda è assolutamente importante sapere quando De
Magistris ha iscritto Mastella nel libro degli indagati
perché è
evidente - come appare - che se l’ha iscritto dopo che il ministro ha
chiesto la sua rimozione, il conflitto di interesse è enorme e la
procura calabrese ha fatto un atto dovuto. Non si capirebbe allora
l’atteggiamento eroico di De Magistris, mentre è evidente che Di Pietro
sta cercando di dare la spallata. L’ex pm sa che i sondaggi gli sono
favorevoli ed in più può contare su Beppe Grillo, che nei prossimi mesi
potrebbe capitalizzare un bel risultato elettorale: dunque punta ad una
caduta governo e ad elezioni anticipate, perché sarebbe uno dei pochi
ad averne vantaggio.
La “cosa rossa” in piazza
Quella di sabato non mi è sembrata una manifestazione contro il
governo, ma più che altro mi è sembrato che hanno utilizzato le
debolezze del governo per prendere le distanze da esso e poi hanno
provato a fare un lancio pubblicitario della “cosa rossa”. Tentativo
riuscito a metà, visto che mancavano Mussi e Pecoraro Scanio. Comunque
dopo le 30mila persone di Beppe Grillo a Bologna dobbiamo iniziare a
tenere i conti; altre 5mila dalla Brambilla, 5 milioni al voto nelle
fabbriche, 3 milioni per il Pd, 500mila per An e ieri un altro milione
per la sinistra radicale. Il prossimo primo dicembre chiuderemo la
contabilità con la manifestazione della Cdl...Tornando alla
manifestazione di sabato, non mi meraviglio delle assenze di Verdi e
Sinistra Democratica, perché la sinistra è fatta di diaspore e
conflittualità. Ed anche se la “cosa rossa” nasce dalla volontà di
unire debolezze per contrapporsi all’idea centrista del Pd, le
divisioni vengono comunque a galla.
La strategia di Rutelli
Rutelli deve scegliersi un numero uno e rinunciare all’idea di essere
lui il numero uno: ha ballato per tutta un’estate, ma adesso è un
personaggio in cerca di autore. E’ più caratterizzata la moglie, che ha
idee molto più chiare. La situazione è molto complicata per lui, perché
Margherita, Ds e Pd sono cose conflittuali e lui non è molto bravo con
i conflitti. Il fatto che adesso proponga una legge legge elettorale
diversa ha poco significato: su quella che esiste, è inutile che
strillano tanto, perché c’è l’accordo di non cambiare nulla. L’attuale
modo in cui si va a votare, infatti, è il sogno proibito delle
segreterie di partito. I vertici dei partiti sono gli unici che hanno
vantaggi, la apprezzano e non si capisce perché vi devono rinunciare.
Il referendum? La storia ci insegna che le oligarchie dei referendum se
ne sono sempre sbattute e hanno sempre trovato un modo per non farlo:
anche in questo caso si staranno già dando da fare in tal senso. Luigi Crespi
|
|
|