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18 dic - Una domenica bestiale - di Luigi Crespi - Il caso Speciale, le domeniche di Prodi e Berlusconi, la lotta tra Fini e Berlusconi, tra arrabbiati, dimissionari, incomprensioni, innaugurazioni, queste le riflessioni che Luigi Crespi ci propone questa settimana.
IL CASO SPECIALE
Mi sembra che il governo abbia ottenuto il suo obiettivo: allontanare Speciale dall’incarico. Bizzarro, però, il modo in cui è avvenuto tutto quanto: il Governo sbaglia la procedura di allontanamento e quando invece è lo stesso Speciale ad andarsene, Prodi si arrabbia. Se poi vi aggiungiamo il caso Petroni, volendo essere buoni, il governo esce fuori come incompetente, impreparato
e avventato. Al di là del fatto se sia legittimo o meno prendere certe decisioni (c’è una forte similitudine con la vicenda Moratti: governo io e decido io chi saranno i funzionari), bisogna seguire delle leggi. E poi c’è anche una questione di credibilità del governo, perché non si riesce a capire se Speciale è stato cacciato per aver usato gli aerei di Stato per riportare a casa i branzini oppure se era una operazione necessaria per cambiare i vertici della Guardia di Finanza di Milano. Al di là del fatto che il Tar dica che la rimozione di Speciale sia illegittima, è stata fatta comunque male, dando l’idea di una politica che fa fuori chi in fondo non fa il loro gioco.
LA DOMENICA DI BERLUSCONI E PRODI
Nel pomeriggio di domenica, Berlusconi e Prodi sono apparsi in tv in due trasmissioni non politiche: il premier a “Che tempo fa?” e il capo dell’opposizione a “Controcampo”. Ma c’è ben poco da commentare, visto che uno è andato da un amico e l’altro a casa sua.
Molto più interessante analizzare la nuova strategia di comunicazione del Cavaliere, un po’ leninista: si fa vedere tra la gente, mentre distribuisce la pasta, in mezzo ai mercati. Berlusconi si allontana dagli apparati e va in mezzo alla gente.
Al contrario Prodi non mi sembra abbia una strategia e per di più è anche sfigato, deve andare a Lourdes a farsi benedire. Domenica è andato a pre-inaugurare (che cosa ridicola) la Tav tra Milano e Bologna, e mentre lui stava lì dicendo che l’anno prossimo tutti potranno utilizzare quel treno, 415 poveri cristi ci hanno messo 20 ore ad andare da Lecce a Roma. Puntuali i tg hanno messo le cose una dietro l’altra e per Prodi è stata una domenica disastrosa.
CONTINUA LA LOTTA TRA IL CAVALIERE E FINI
Sono sempre più convinto che si tratta di uno scontro fratricida, dove si capisce dove vuole arrivare Fini, ma non Berlusconi. Si ha l’idea di continui cambi di atteggiamenti. Il Cavaliere dichiara: “alleati vi voglio un mondo di bene”, ma questo è il modo in cui ci si rivolge ad una donna; pensare in questa logica rispetto ad un alleato politico è innaturale. Mi sembra che i due leader dicano tutto e il contrario di tutto, visto che sono accecati dalla rabbia: ma così si fanno del male da soli, perché l’unità è un valore fondante del centrodestra. Luigi Crespi
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