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L'Unione non fa la forza
Finalmente l'Unione, l'Ulivo, il Partito Democratico, ovvero la
maggioranza di governo ha raggiunto l'obiettivo che con tanta
caparbietà ha inseguito dal ritorno dalle vacanze estive ad oggi.
Gli italiani hanno preso le distanze da questo governo!
Nessuno venga a raccontarmi che è una questione di comunicazione, un
problema pubblicitario, il problema semmai sta nell'incapacità di
rappresentarsi, di dare al Paese un'idea complessiva, un'idea che
possa, nella proiezione futura creare speranza, una metafora che si
possa comprendere.
Sono profondamente convinto che il problema non sia la comunicazione
perché è effetto non causa che invece sta nel tentare di tenere insieme
idee e persone che la natura non vuole insieme: Mastella con Di Pietro,
Bertinotti con Dini , la pensano diversamente su tutto, tranne che sul
nemico comune Silvio Berlusconi e sulla tenuta del potere, troppo poco
per appassionare gli italiani. Nessuno poi vada a cercare le cause
nell'indulto o nella finanziaria, anche questi sono effetti non cause.
L'indulto non ha cambiato nulla rispetto ai tassi di criminalità e la
finanziaria non è questa tragedia immane come la si vuole
rappresentare, però fa comodo a tutti discuterne, due euro in più sul
bollo o ottocento euro in più per chi magari ne guadagna 150.000,
appaiono delle banalità rispetto a una vera assenza di strategia, anzi
dell'impossibilità di costruire una strategia.
I problemi che sta vivendo Prodi non sono diversi da quelli che ha
dovuto affrontare Berlusconi nei suoi trenta mesi e che lo costrinsero
alle dimissioni ed al conseguente rimpasto di governo.
E se Berlusconi avesse vinto con 25.000 voti in più sarebbe al governo
con la sua maggioranza, ed avrebbe gli stessi problemi. Lo so che sto
facendo un'entrata a gamba tesa, sulla polverosa retorica
propagandistica dei due schieramenti ma mi annoiano, mi annoiano
terribilmente.
Ed a volte mi sembrano pazzi!
Si perché le nostre istituzioni sono inadeguate ad una democrazia
moderna, un sistema elettorale quello di adesso, ma anche quello
precedente, che mette insieme le forze politiche per vincere le
elezioni e per generare conflitti mentre si governa, non sarà un caso
che dal '94 nessuna coalizione di governo ha vinto una tornata
elettorale, perché governare in queste condizioni tritura.
Il problema non sono i partiti piccoli, semmai le grandi coalizioni. E'
tempo che "lor signori" si mettano intorno ad un tavolo e dimenticando
gli interessi di partito e di parte realizzino un piano di riforme che
metta insieme non i voti ma i valori e le idee.
Solo così la propaganda perderà di peso e finalmente la comunicazione
sarà lineare e si potrà valutare e scegliere e non solo tra Berlusconi
o Prodi, che peraltro sono già stati consegnati alla storia e
rappresentano il passato.
Luigi Crespi
Osservatorio politico - Tableau de bord n. 6
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