| PD sondaggi: Veltroni 47%, Di Pietro 18%, Pannella 9%, Bindi 9%, Letta 7%, Adinolfi 3% Colombo 2% |
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| 31/07/2007 | |||||||||||||||||||||
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Il martello di tafazziana memoria mi pare il simbolo più idoneo per rappresentare questa epoca "democratica", o meglio del Partito Democratico. L'occasione mi è data dal sondaggio Ekma, l'ultimo prima delle vacanze estive. L'Opinione
Il martello di tafazziana memoria mi pare il simbolo più idoneo per rappresentare questa epoca "democratica", o meglio del Partito Democratico. L'occasione mi è data dal sondaggio Ekma, l'ultimo prima delle vacanze estive, che tutti sappiamo avere una capacità di rappresentatività bassa in questo periodo dell'anno, dove la gente è già in vacanza, almeno con la testa. Inoltre il campione che Ekma ha strutturato ha incluso arbitrariamente, non solo gli elettori di DS e Margherita, ma anche della Rosa del Pugno e dell'Italia dei Valori. Nonostante tutte le prudenze il sondaggio di oggi esprime un grande significato, non tanto per la vittoria scontata di Veltroni, ma soprattutto per l'affermazione di Antonio Di Pietro che con il 18% è evidente che ha sconfinato nell'elettorato altrui. Di Pietro d'altronde, sarebbe stato un osso duro anche per Veltroni in quanto il populista leader dell'Italia dei Valori è in tutti i sondaggi, di tutti gli istituti, il ministro più amato del governo Prodi. Qualcosa di più di una semplice candidatura di testimonianza. Pannella si conferma intorno al 10%, la Bindi cresce e Letta finito l'impatto del lancio mediatico finisce dietro il suo competitor diretto, Rosy Bindi con il 7%. Adinolfi conferma un 3% davanti a Colombo con un 2%, via via tutti gli altri. Ma non sapremo mai se questo sondaggio estivo si avvicina al pensiero, alle intenzioni , alle aspirazioni degli elettori democratici italiani perchè durante la notte un manipolo di tutori di codici e regolamenti hanno cancellato una delle opportunità politiche più interessanti nel nostro Paese, appunto le martellate di Tafazzi. Ma andiamo con ordine: il governo è in grande difficoltà perchè ha mancato completamente la sintonia con l'opinione pubblica, la classe dirigente che ci governa è presa a martellate, anzi si prende a martellate e si fa prendere a martellate da chiunque passi di lì anche per caso, l'opposizione opposizione, l'opposizione radicale, l'opposizione della magistratura, l'opposizione costruttiva, l'opposizione programmatica. In Italia siamo tutti all'opposizione, un Paese che alla vigilia delle canoniche vacanze si trova unito nell'essere contrario anche con ragioni e motivazioni differenti. L'agenda politica non è dettata certamente da chi ci governa, ma è un flusso che definirei emotivo e autolesionista che fa camminare sull'orlo del burrone questo governo senza però mai farlo cadere, precarietà, instabilità, qualche leader depresso e ultimamente si vede anche qualche mania di persecuzione. Ma il Pd, la sua liturgia, nascita, avvento del leader, primarie, duelli, scontri, contrapposizioni, rappresenta un'occasione straordinaria per dare fiato al governo e per spostare l'attenzione su qualcosa di diverso, positivo, creativo, generativo e futuribile. Significa in poche parole acquisire il centro del ring e tornare a dettare i tempi dello scontro politico e tagliare fuori dalla dialettica i partiti dell'opposizione opposizione a cui rimarrebbe solo la possibilità di reagire, senza avere l'oggettiva possibilità di riprendere l'iniziativa. Stabilire l'agenda politica è fondamentale e il Pd può rappresentare tutto questo, tanto più che il centrodestra è ancora piombato dall'unica reale risorsa elettorale che ha e che si chiama Silvio Berlusconi. Ecco perchè l'intuizione di Pannella prima e di Di Pietro poi attiene all'agire politico raffinato, intuitivo, capace di veder oltre la gestione dei beni immobili del proprio partito, di chi non ha il compito di dividere un patrimonio, ne di difenderlo, ma semmai di crearlo. E' un'azione divergente ma in sè rivoluzionaria, capace di invertire l'inerzia e la rassegnazione che da solo Veltroni non può essere in grado di controvertire. Ma i 7 piccoli burocrati guidati da Migliavacca in una notte di luglio, anzichè tenere compagnia al deputato dell'UDC Mele, si sono prodigati tra commi e articoli e hanno stabilito che Marco Pannella e Antonio Di Pietro vanno bene per vincere le elezioni, per tenere in piedi il governo ma che non sono abbastanza democratici per candidarsi alle primarie. Consiglio di mezza estate: prendeteli a martellate! Luigi Crespi
(*) candidati esclusi dalle primarie
Primarie PD: sondaggi a confronto
Metodologia: sondaggio realizzato il 30 Luglio 2007 da Ekma per Clandestinoweb con 300 interviste telefoniche C.A.T.I. a elettori dell'Ulivo, della Margherita, dei DS, di Italia dei valori e della Rosa nel Pugno
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