| RAI-MEDIASET: Dissolto lo scandalo, la struttura Delta non esiste. ORA PASSIAMO ALLE COSE SERIE! |
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| 09/12/2007 | |
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10 dic. - di LUIGI CRESPI - E' con un pizzico di innocuo orgoglio che devo dire: "Avevo ragione
io!". Lo scandalo Rai-Mediaset si è dissolto in pochi giorni con un
certo imbarazzo, forse perchè, anche in seguito alle mie
sollecitazioni, qualche cronista è andato a verificare la
corrispondenza nei fatti delle telefonate che tanto scandalo hanno
prodotto.
Rimane un pò di fango buttato nel ventilatore, il fatto di avere indebitamente tirato in ballo dei professionisti ed avere trasformato Deborah Bergamini in un'eroina, una Giovanna D'Arco, anzi in una regina dei Celti del berlusconismo, grazie ad una sospensione che ai più appare come espressione di giustizia sommaria. Allora tutti contenti? Tutto a posto? Il problema non esiste. Il conflitto di interessi è un'invenzione paranoica dei comunisti, ed è vero che all'opinione pubblica interessa poco. Certo in questi 15 anni pare che nessuno abbia voluto affrontare seriamente il problema, nè dal punto di vista della narrazione, nè da quello della soluzione.
Cominciamo con il dire che definire il problema "conflitto di interessi" è già un errore, perchè si tratta di una "concentrazione" la cui natura non appare in conflitto per lo meno per il detentore degli stessi.
Infatti una delle teorie che vede il suo massimo profeta in Fedele Confalonieri , è quella che dipinge Silvio Berlusconi come il più grande editore liberale del dopoguerra. che si esplicita: "non ha mai interferito nell'informazione delle sue reti e dei suoi tg, non ha mai fatto una telefonata mentre gli altri politici si, nelle sue televisioni esistono e persistono, Ricci (Striscia la notizia) e Le Iene". Tutto questo è innegabile. Ma la domanda che io pongo è: un sistema moderno e democratico può essere fondato sulla buona fede di un padrone?
La comunità insomma deve fidarsi ed affidarsi esclusivamente alla buona educazione e al buon senso che si sa non sempre sono costanti in un individuo nell'arco della sua vita e soprattutto non sono omogenei da uomo a uomo, per intenderci oggi abbiamo Berlusconi che è un editore liberale, ma se dopo di lui dovesse arrivare un pazzo sanguinario dittattore con quali sistemi e regole potremmo difenderci da tanto potere politico ed economico nelle mani di una persona che oggi invece è così generosa e forte da non avere il bisogno di usarlo?
Questo per dire che il Cavaliere ha costruito un grande impero mediatico, è stato bravo, ma se qualcun altro volesse nel nostro Paese, liberamente e democraticamente fargli concorrenza e seguire le sue orme? Sarebbe praticamente impossibile perchè lo sbarramento della concorrenza nel caso di Mediaset non è dato dall'innovazione, dalla tecnologia, dagli investimenti, ma da un sistema legislativo che protegge lo status quo.
Ma quando verifichiamo che un consigliere di amministrazione di Mediaset, Ubaldo Livolsi , consulente della Rai diventa e al contempo amministratore delegato di Cinecittà, verrà il dubbio che ci sia troppa concentrazione di potere nei confronti di un gruppo, di una persona? Non parlo di conflitto anche perchè Livolsi stimatissimo professionista, che io conosco molto bene perchè è stato il guru della finanza che ha costruito tutta l'operazione borsistica di HDC anche se poi fu allontanato dal consiglio di amministrazione dalla Banca Popolare di Lodi, poco prima di far implodere l'azienda, nel caso della consulenza Rai ha presentato una perizia giurata nella quale ha dichiarato che non si sarebbe interessato in prima persona alla Rai, ma che ne avrebbe affidata la gestione al vice-presidente della Livolsi & Partners, tale dott. Bersani, tra l'altro ex dirigente Mondadori.
A qualcuno la cosa potrà sembrare normale e nessuno ha diritto di mettere in dubbio il giuramento di Livolsi, ma mi rendo conto che spiegare queste cose è difficile, C.d.A., conflitto di interessi, ci si addentra in fatti tecnici ed è così noioso.
Ma se mi permettete vorrei far capire, con moderazione e rispetto delle parti, che un problemino c'è e siamo arrivati ad un punto nel quale senza ledere gli interessi di nessuno, bisogna occuparsi di quelli di tutti, e l'esempio è il calcio. Immaginate una riunione in cui si decidono i diritti televisivi , cioè quella quantità di denaro che consente alle squadre di fare acquisti, pagare gli investimenti, ecc, la quantità dei diritti e la loro natura quindi è un fattore decisivo.
In questa riunione gli invitati sono 4, uno è il rappresentante della Rai nominato da Berlusconi, l'altro il presidente delle squadre di calcio, dipendente di Berlusconi, un altro è il rappresentante di Sky che con Berlusconi non c'entra, e l'ultimo è il rappresentante di Mediaset che è un dipendente di Berlusconi.
Chi compra e vende i diritti è come se fosse la stessa persona, sarete d'accordo con me che in una questione così importante debba esserci trasparenza e pluralità e che in assenza di regole la legge viene fatta sempre dal più forte? Voi mi risponderete a me le partite basta vederle! E i più duri mi diranno: ma la Sinistra cosa ha fatto? Le cooperative, i soldi di Mosca! Tutto vero, ma se tutta questa vicenda finirà per diventare un altro libro di Gomez e Travaglio noi avremo fallito.
Sono tanti i casi per i quali dovremmo essere preoccupati e troppo potere nelle mani di pochi finisce per danneggiare i molti e produce distorsioni, anomalie, conflitti più o meno evidenti ma non per questo meno gravi.
Siamo tutti impegnati a colpire i privilegi della Casta, ma sono in pochi a cercare di spiegare sulla base di quale privilegio in questi anni di grave crisi economica dove le aziende hanno drasticamente ridotto i propri utili e dove si è registrata la percentuale più alta degli ultimi 50 anni di società che hanno chiuso, come le banche italiane , le meno trasparenti ed economiche d'Europa abbiano aumentato i loro guadagni oltre la misura della civile tolleranza.
Per carità tutto legale, tutto normale, allora è difficile risolvere il problema della concentrazione dei media se non si è pronti, se non si è liberi, se non si è onesti per mettere le mani su tutto ciò che riduce le opportunità, le libertà e la ricchezza di questo Paese. Luigi Crespi
scritto da grrr, maggio 15, 2008 "Siamo tutti impegnati a colpire i privilegi della Casta"... ma sta zitto servo leccaculo! scritto da Ste, dicembre 11, 2007 Anche l'elusione fiscale non è un reato. Ma è eticamente riprovevole. Forse di sti tempi non sarà il paragone più azzeccato, ma comunque non si può non sottolineare la mancanza di etica di queste persone, nel mettersi d'accordo su come dare la stessa notizie. Che sia stato fatto anche in passato (come è stato detto) ad un giovane come me non suona proprio come una scusante. Anzi, semmai si incazza ancora di più, che non ci si sia evoluti. Quando l'informazione è una e monolitica come fa a farti delle idee sulla realtà in cui vivi? Ho preso a vedere SkyTg24 sul web, perchè quasi ogni tg ormai sembra quello di TeleKabul. scritto da NEO, dicembre 11, 2007 MA VERGOGNATEVI, PARLATE DI GIUSTIZIA PER LA BERGAMINI SPUTTANATA SUL NIENTE!!! E GIRATE LA TESTA PER LA FORLEO, SOLO PERCHE' HA MESSO IL NASO NEI FATTACCI VOSTRI scritto da VANNI, dicembre 11, 2007 LA FACCIA!? CARA ANNA QUESTI NON HANNO FACCIA. scritto da ANNA2, dicembre 11, 2007 CALMA, CRESPI NON CORRA, ASPETTI IL DECORERRE DELLE INDAGINI PRIMA DI ASSOLVERE LA S,RA BERGAMINI, IO SONO CERTA CHE IN RAI NON METTERA' PIU' PIEDE. PERCHE' NON TROVEREBBE LA FACCIA PER ENTRARE. scritto da UGO, dicembre 11, 2007 ... COME HA RAGIONE SULLE BANCHE, MA FRANCAMENTE NON SI RIESCE A FERMARE LA LORO VORACITA' scritto da Amedeo, dicembre 10, 2007 a me pare un buon modo di porre la questione, ma come riusciremo a trovare una soluzione? |
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