| SICILIA: E' NATO UN LEADER, MICCICHE' |
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| 20/02/2008 | |
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20 Feb. - di Luigi Crespi - Lo sapevo, l'ho detto e ridetto proprio dalle pagine di questo giornale che non tutti erano uguali e che le differenze sarebbero emerse non mutuate dai partiti o dagli schieramenti ma dagli uomini. Il vuoto enorme che la politica ha saputo
generare non poteva che essere riempito dagli uomini, dalle loro
scelte, dal loro coraggio.
Pensare che la classe politica fosse
un'informe e unanime poltiglia maleodorante è pura demagogia e
macelleria propagandistica e può andare bene solo a chi ha il coraggio
di mettere le bistecche sui muri degli italiani.
Com'è naturale la spinta quasi rivoluzionaria arriva da una terra come la Sicilia dove la cultura e la storia sono terreno fertile per il bisogno di cambiamento, dove la ricchezza si manifesta senza esprimersi e senza diventare patrimonio di tutti e rende insopportabili i potenti notabili che hanno gestito il potere concedendo diritti e chiamandoli favori. La Sicilia è una polveriera, la gente siciliana soprattutto le sue donne e i giovani scalpitano di rabbia. In questo contesto Gianfranco Miccichè ha avuto la sensibilità e l'intuito di cogliere questo disagio, vivo innanzitutto dentro di lui e gli ha dato parola, entrando in relazione con la gente comune, per strada, nei convegni, nelle scuole e sulla rete. Ha scambiato, dato energia e preso forza e questa cosa è cresciuta silente e potente mentre i notabili siciliani si ingozzavano di cannoli. Prima in pochi, poi sempre di più e sempre più convintamente hanno polarizzato le spinte positive, creative di chi trovava in lui alimento alla propria speranza di cambiare, di avere una vita migliore, di potere essere orgogliosi della propria terra. Ma occorreva la scintilla, l'atto epico che trasformasse il tribuno in capo e la speranza in fuducia. Ieri 19 gennaio sembrava che il sogno di Miccichè si fosse infranto e che stesse tornando a casa con il solito ministero che spesso ha messo tranquilli i rivoluzionari. Invece contro tutto e tutti oggi è rinato come l'araba fenice senza cedere di un passo quando tutti ormai stavano smobilitando le tende.
Ha detto no all'arroganza, alla strafottenza, generando un entusiasmo
sorprendente ed antico. Dal coraggio di dire no, dalla fiducia
incrollabile nasce un nuovo leader siciliano, speriamo che non faccia
la fine degli altri, ma io ci credo perchè ora il problema non è più se
si candida con la destra o la sinistra perchè è chiaro che Miccichè per
la sua terra non guarderà in faccia a nessuno, semmai ora il problema è
solo di Berlusconi che è e rimane un uomo d'affari e quindi farà la
cosa che gli converra di più. Ma ora da presidente dell'assemblea
regionale e da spartano oppositore, la rappresentanza dei siciliani che
non si sono arresi al nauseante declino del lamento ha un nome
Gianfranco Miccichè. Luigi Crespi
Vai al blog di Gianfranco Miccichè scritto da saladino, febbraio 21, 2008 Ragazzi, in primo luogo imparate a scrivere in italiano (soprattutto yoda). Secondo: ma questo è un commento politico o un panegirico su commissione? Micciché ha assunto una posizione di rottura, ma il dubbio è: si accorge solo ora che Cuffaro è un personaggio improponibile? Dov'era fnora? Avrà constatato che sono cambiate le condizioni politiche e intracoraggiosa e intravisto uno spazio per sé, ma il coraggiodove sta? Soprattutto, dov'è la proposta nuova che Miccichè dovrebbe incarnare? Certo, è un bene che nel centrodestra siciliano (forse il peggio che la politica nazionale ha prodotto assieme alla classe dirigente napoletana) emergano preoccupazioni di legalità, ma è un po' presto per giudicare. scritto da yoda, febbraio 21, 2008 per roberto31 Per scrivere quello che dici, si vede che devi conoscerlo bene l' on. Miccicchè, ma non credo tu lo conosca. Io un pochino ne sò, e se c'è una cosa che proprio non è, è quella che tu scrivi. Pazrole e falsità ne girano tante, specialmente ora che siamo in campagna elettorale, perciò deduco che tu : ho sei uno di quei personaggi che si infilano nei blog e spandovo falsità per screditare o non sai la verità e scrivi per sentito dire. Rispetto quello che scrivi, ma informati bene prima di spandere bugie. Non sono: ne uno del gruppo dell'on. Micciccchè e neanche siciliano, ma uno che ama l'italia e la sicilia è una delle nosytre isole più belle e sono convinto che la riporterà hai suoi splendori. scritto da roberto31, febbraio 21, 2008 on. miccichè e un tuo sacrosanto diritto concorrere peer diventare presidente della nostra amata sicilia, ma.....ma non non pensa prima di andare " in comunita" per disintossicarsi.....non nn vogliamo un presidente COCAINOMANE.....che esempio diamo a tutti i nostri giovani! scritto da Stefano Cast., febbraio 20, 2008 I siciliani che vogliono il cambiamento sono tutti con il Presidente Gianfranco Miccichè! Gli altri tramano e tremano! |
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