Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 20.07.2008 ore 07:27
VOTO'08 - IL RIFORMISTA - INTERVISTA CRESPI Stampa E-mail
02/03/2008
2 mar - Alessandro De Angelis per il Riformista ha intervistato ieri Luigi Crespi, circa il suo prossimo futuro quale "mago dei sondaggi" della comunicazione all'interno della prossima tornata elettorale, vi proponiamo l'intero articolo dal titolo : "CRESPI SI DIVIDE TRA BOSELLI E LA SANTANCHE' "

luigi_crespi_280x200.jpgQuesta volta Luigi Crespi, l'invenore del "contratto degli italiani" stipulato in tv da Silvio Berlusconi nel 2001, non gioca nella parte di consigliere del principe.

Ma non è nemmeno un semplice spettatore. In questa campagna elettorale "il mago dei sondaggi" potrebbe essere determinante per due partiti piccoli alle prese con la battaglia per la vita (ovvero lo sbarramento del 4%): La Destra di Storace e di Daniela Santanchè e i Socialisti di Boselli.

Crespi, in una conversazione col Riformista, nega di essere il guru della Santanchè: "Daniela è una donna di comunicazione. Certo che ci confrontiamo, parliamo ma non ha bisogno dei miei consigli. Vuole un giudizio sulla sua campagna elettorale? E' spaventosamente brava: st valorizzando al amssimo la sua persona: donna, madre, imprenditrice di successo, che risece a parlarre sia ai manager che alle massaie. Va bene così e non deve fare cambiamenti. Sarebbe percepiti come una messa in scena".

Sui socialisti Crespi si nasconde dietro un classico "no comment".

Ma la trattativa è in corso: il segretario dello Sdi Enrico Boselli avrebbe scartato altre due società di comunicazione e, intorno alla metà della prossima settimana, dovrebbe dare il via libera all'ex guru del Cavaliere. Il quale lascia intendere come imposterà la campagna dei socialisti: "Boselli è un uomo mite. E quando un uomo mite si incazza è difficile da contenere. Certo i socialisti stanno bassi nei sondaggi. Ma con i radicali, che hanno edulcorato la loro presenza si apre uno spazio sulla laicità e sui diritti. E i socialisti potrebvbero essere una sorpresa".

E proprio sulla sorpresa Crespi è alla ricerca di una mossa a effetto: "Ci stiamo lavorando" dice.

Sui principali sfidanti Crespi, che una settimana fa si dichiarava un po' deluso da Berlusconi, oggi si mostra un po' deluso dal Pd: "la sintesi simbolica che ha prodotto il Pd è sbagliata. O meglio, è stata azzeccatissima fino all'accordo con Di Pietro. L' "andiamo da soli" era vincente: comunicava forza, discontinuità, coraggio, puntava sull'insoddisfazione diffusa.

E infatti Veltroni in quel periodo ha recuperato cinque punti, facendo dimenticare Prodi che, sulla comunicazione più che sul Governo era un disastro: sembrava sfottesse la gente.

Veltroni invece all'inizio le ha azzecate tutte: il collegamento con la grande emozione americana, lo slogan "Scegliete quale paese non quale partito", il discorso di Spello.

E' stato un inizio spettacolare che ha stordito Berlusconi e ha riacceso una speranza".

Poi, cosa è successo? "E' arrivato il ma-anchismo: Di Pietro, i radicali. Si sono messi a litigare e nell'opinione pubblica tutto il lavoro fatto per settimane si è disperso in un momento".

"Mi spiego meglio - prosegue - E' finito un percorso emotivo e le discussioni hanno fatto rivivere, anche se magari solo per un attimo, i due anni di governo precedente. E simbolicamente è passato un altro messaggio: Veltroni ha cambiato abito ma i suoi sogni sono gli stessi di prima. Questo è il dato di mood.

Conseguenza: si è arrestato il grande recupero e ora il distacco con Berlusconi è tra gli otto e i dieci punti, anche se mancano ancora 45 giorni". Un consiglio a Veltroni? "Far tacere il pollaio per sempre. La pluralità di voci, nel suo caso, porta a un calo di legittimazione. Ha fatto un lavoro stupendo e glielo hanno fottuto: usa il napalm".

E Berlusconi? "L'ho criticato perchè è partito in ritardo e perchè spot e manifesti non sono efficaci. Non comunicano un fatto nuovo e manca la sua faccia che è un marchio molto forte.

Ma devo ammettere che poi si è mosso bene: ha detto no alla Destra, no a Ferrara, no all'Udc, e riuscirà a vendere, rispetto a Veltroni, maggiore coerenza, convinzione e fermezza. E ha fatto bene anche ieri a dichiarare che rifarà il contratto con gli italiani: secondo i dati che ho, il suo elettorato è convinto che l'abbia rispettato e si identifica in quel modo".

Un consiglio a Berlusconi? "Anche a lui, come a Veltroni serve un amossa ad effetto perchè tra un po' l'opinione pubblica percepirà che i candidati non sono solo due. Ma in generale meno fà, meglio è.

Io sono un taoista: si può vincere senza combattere. O meglio, Berlusconi deve condurre la campagna elettorale combattendo poco e bene, senza strafare e puntando sulla credibilità" .

E Bertinotti? "Ha sbagliato a togliere falce e martello perchè in questo paese c'è uno spazio che si identifica con un post-comunismo democratico. L'Arcobaleno non ha appeal. E Ferrando, che con la sua falce e martello può prendere l'1,5%, può far male alla Cosa rossa. Al fondo c'è un problema identitario: Bertinotti ha governato e ora vuole presentarsi come antagonista".

Chi vincerà? "Se dovessi scomettere oggi, scommetterei sulla vittoria di Berlusconi. Ma martedì che arrivano i nuovi sondaggi da Milano le saprò dire meglio...". di Alessandro De Angelis per Il Riformista

 

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