| La verità sui Mutui Subprime: e le 250 mila famiglie americane con rate non pagate |
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| 31/08/2007 | |
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Di Marco Lampasona
La
vera anomalia della crisi che ha investito i mercati finanziari in
questo mese di agosto, non è costituita dai mutui subprime in
sè, ma dalla bolla speculativa immobiliare, creata ad arte dal
Governo americano, e dalle leggi che hanno consentito di trasferire
il rischio dalle società finanziarie ai risparmiatori.
La vera anomalia della crisi che ha investito i mercati finanziari in questo mese di agosto, non è costituita dai mutui subprime in sè, ma dalla bolla speculativa immobiliare, creata ad arte dal Governo americano, e dalle leggi che hanno consentito di trasferire il rischio dalle società finanziarie ai risparmiatori. Mi spiego meglio : i mutui subprime, altro non sono che crediti ipotecari concessi a famiglie americane non in condizione di accedere, per il loro profilo reddituale-patrimoniale, al mercato primario. Nulla da dire fin qui, anzi si può solo apprezzare come il principio liberale di dare la possibilità a tutti di comprare casa, trovi negli Stati Uniti piena attuazione. Dalle nostre parti sarebbe pure utopia; immaginare una banca che presti denaro senza che venga richiesta una contropartita che elimini il rischio d'insolvenza è, infatti, pura fantasia per un comune cittadino. Ma tant'è. Peraltro, nel caso in specie, trattandosi di crediti ipotecari, la vera garanzia è costituita dall'immobile stesso su cui, per l'appunto, grava l'ipoteca. Dove nasce allora il problema che ha mandato in tilt i mercati ? Il nodo della questione è costituito dal fatto che le società finanziarie americane hanno ceduto tali crediti alle banche, le quali, a loro volta, hanno emesso delle obbligazioni garantite dai futuri incassi di tali rate. Tali bond, su cui successivamente sono stati creati strumenti finanziari complessi (CCO, CDO), sono stati negoziati sui mercati di tutto il mondo, e finiti nei portafogli di alcuni fondi di liquidità. Il rischio, che in partenza riguardava due soggetti ben definiti, la famiglia americana da un lato e la società finanziaria dall'altro, ora invece viene proiettato sulla scena globale. Tutto ciò comporta tensioni, incertezze, elementi che in buona sostanza, si sa, agitano i mercati finanziari. Questi ultimi, infatti, per un problema di natura solo finanziaria di modesta entità, si tratta di circa 250 mila famiglie americane con rate non pagate da oltre 90 giorni, hanno bruciato, nel solo mese di agosto, quattro mila miliardi di dollari, circa il doppio del pil dell'Italia, per intenderci. Il solo timore di un eventuale rallentamento dell'economia reale ha poi fatto il resto: sono crollati i prezzi di alcune materie prime, delle commodity e del petrolio. Alan Greenspan, ex presidente della FED, soleva parlare giustamente di "esuberanza irrazionale" dei mercati finanziari. Il problema, quindi, non è economico visto che alla base vi sono delle ipoteche sugli immobili, non è finanziario vista l'entità delle rate non pagate (circa 100 miliardi di dollari), ma risiede nell'emotività stessa dei mercati. Come intervenire per riportare il tutto in un clima di sano realismo ? Iniezioni di liquidità e riduzioni del tasso di sconto da parte delle Banche Centrali, sono interventi ex post che certamente aiutano a ridare fiducia ai player; ma, se si volesse agire in via preventiva, si dovrebbe auspicare a politiche economiche che evitino la creazione di bolle speculative Nel caso in specie, quella del settore immobiliare in america, è una vera e propria bolla speculativa generata volutamente da un Governo che, per sostenere la sua crescita economica, non si è posto problemi ad alimentarla e ribaltarla sui mercati finanziari. Tenere basso il costo del denaro, immettere grande quantità di moneta, concedere prestiti facili per l'acquisto della casa, ha certamente sostenuto, e direi anche gonfiato, la domanda immobiliare. Se oggi lo stato d'insolvenza riguarda poche migliaia di famiglie negli Stati Uniti, è verosimile che nel giro di pochi mesi il fenomeno si espanderà, con ripercussioni che andranno ad intaccare l'economia reale. Infine, sulla questione dei fondi speculativi e sulle triple A assegnate dalle agenzie di rating a portafogli/obbligazioni di scadente qualità, elementi che hanno giocato un ruolo chiave nella crisi finanziaria, il nodo centrale non è costituito dagli attori del mercato ma da coloro che lo regolamentano. Serve una netta separazione tra soggetti che valutano e soggetti che vengono valutati, tra soggetti che confezionano gli strumenti finanziari e soggetti che li piazzano sui mercati. Come si garantisce l'imparzialità di un giudizio, quando questo viene espresso da un soggetto pagato da chi viene giudicato ? Non per questo concordo con chi demonizza la globalizzazione e la finanza creativa, che hanno prodotto, nonostante tutto, un benessere mai raggiunto fino ad ora. Semmai sarebbe necessario che i Paesi industrializzati, congiuntamente, introducano norme di salvaguardia per evitare che si ripetino scandali come quelli visti in questi ultimi quindici anni. Per riportate il tutto all'interno dei nostri confini, credo che il nostro sistema finanziario ed in particolare i nostri risparmiatori siano poco esposti rispetto a questo tipo di operazioni. Non abbiamo molto da temere nel breve, semmai il rallentamento dell'economia americana avrà verosimilmente dei contraccolpi che si faranno sentire nel medio termine anche dalle nostre parti. Vorrei infine rilevare che quella del settore immobiliare americano è una crisi che, con caratteristiche diverse e meno gravi, arriverà anche nel nostro vecchio continente. Le famiglie italiane, per esempio, si sono indebitate invogliate dai bassi tassi di interesse, contraendo mutui per l'acquisto della casa; oggi, purtroppo, con un costo del denaro aumentato e con un carico fiscale più elevato, si ritrovano più povere e stentano ad arrivare a fine mese. Gli ultimi dati delle esecuzione giudiziarie, infatti, ci confermano questo trend. Bisogna quindi attendersi, nel medio termine, un rallentamento del settore delle costruzioni ed un conseguente raffreddamento dei prezzi immobiliari. ML
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