| L'esempio di Marchionne |
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| 06/07/2007 | |
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L'esempio di Marchionne
La nuova 500, il rilancio della Fiat, un progetto da realizzare, nuove cose da proporre, la capacità di un uomo, Segio Marchionne di inventare il futuro, nell'opinione di Marco Lampasona.
L'Italia avrebbe un gran bisogno di gente come quell'uomo con il maglione nero con un piccolo tricolore sulla manica, al secolo Sergio Marchionne. E' il regista della riscossa, l'artefice della rinascita della Fiat, il manager che ha saputo traghettare verso la sponda della competitività un'azienda decotta, su cui nessuno avrebbe investito un solo euro.
L'intervista rilasciata dall'amministratore delegato al quotidiano La Stampa racconta, finalmente, qualcosa di diverso. Nuovi concetti, nuovi punti di vista, e un senso di italianità che da molto tempo mancava; questo è quello che evoca la nuova 500 e questo è quello su cui Marchionne punta. La nuova 500 è geniale, una perfetta sintesi di tradizione ed innovazione come chiaramente evidenzia lo spot che la pubblicizza. Sponsorizzare la yamaha di Valentino Rossi - una moto, che c'entra qualcuno avrà pensato ? - utilizzare come testimonial della nuova 500 Falcone e Borsellino e paragonarsi alla Apple, testimonia quanto la Fiat voglia essere globale utilizzando le leve dell'italianità. Quell'uomo con il maglione nero con un piccolo tricolore sulla manica ha saputo valorizzare al meglio tutte le nostre peculiarità : tradizione, stile, e innovazione. In poco più di tre anni ha saputo lanciare la Fiat nel terzo millennio, predendola per i capelli ai limiti del fallimento e portandola verso nuovi orizzonti. Le auto della Fiat, dopo un trascorso glorioso, penso che fossero tra i peggiori prodotti industriali che il settore automotive potesse esprimere. Un'azienda a più riprese salvata da papà Stato e che oggi invece inizia a competere sui mercati internazionali. Il rilancio della Fiat è motivo di orgoglio per tutti coloro che tengono ai nostri colori. Dietro a questo successo ci sono uomini, motivazioni, idee, strategie, senso dell'appartenenza e condivisioni di interessi; ci sono, in sostanza, molte delle cose che vorremmo ritrovare nella politica e nel governo di questo Paese. Gli italiani si sentono molto rappresentati da uomini come Marchionne e molto meno da uomini come quelli che attualmente siedono a capo del Governo. Il rilancio della Fiat è stato possibile utilizzando un giusto mix di idee e di pragmaticità cosa che allo stesso modo auspicheremmo per il nostro Paese. Non servono solo ragionieri, con tutto il rispetto per la categoria, che cercano di fare quadrare i conti non capendo che il risanamento di un bilancio si fa soprattutto con la crescita; non serve ripartire tesoretti con effetti di poche centinaia di euro cadauno e litigare su chi saranno i beneficiari di questa manciata di soldi; serve dell'altro...e quell'uomo con il maglione nero con un piccolo tricolore sulla manica potrebbe insegnarci molto. Potrebbe, per esempio, insegnarci l'importanza di avere e di credere in un progetto, l'importanza che riveste il condividere le sfide con tutti coloro che su queste si giocano il proprio destino, l'importanza di coinvolgere giovani nei posti chiave, l'importanza del comunicare in maniera semplice, l'importanza che l'etica ha nelle scelte aziendali. Quanti spunti per la politica in quell'intervista di una paginetta. Ce ne vorrebbero 500 Sergio Marchionne; li vorrei a capo del governo, a capo delle nostre istituzioni, a capo delle nostre aziende pubbliche. Quell'uomo con il maglione nero con un piccolo tricolore sulla manica ci ha detto una sacro santa verità : "questo è un paese che non sa volersi bene". Non sa volersi bene quando i politici passano più tempo a litigare che a confrontarsi sul futuro, quando si difendono rendite di posizione indifendibili (si pensi alle pensioni), quando piuttosto che parlare di politica industriale del Paese il dibattito si concentra sugli studi di settori e sugli indici di congruità, quando ci sono politici che devono la loro permanenza sulla scena solo perché si oppongono a quello che qualcun altro loro collega afferma. L'Italia, che sembrerebbe un'entità astratta sempre più lontana dagli interessi della comunità, invece esiste e potrà competere sui mercati solo se saprà coinvolgere gente capace, come quell'uomo con il maglione nero con un piccolo tricolore sulla manica.
Marco Lampasona
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