|
Sondaggi è vera crisi?
I sondaggi fanno sempre più fatica ad assecondare le previsioni. Austria e Brasile sono gli ultimi due episodi.
Nei prossimi mesi si voterà in Francia e in Gran Bretagna, queste
tornate elettorali saranno probabilmente destinate a cambiare la classe
dirigente politica di questi paesi, cosa peraltro già avvenuta in
Austria ed in Svezia Vedremo di comprendere come si stanno muovendo le
cose e cosa accade.
Francia
La rinuncia dell'ex Presidente Lionel Jospin e dell'ex Ministro Jack
Lang riduce la corsa tra i socialisti alla candidatura all'Eliseo, la
favorita Ségoléne Royal dovrà però vincere le primarie del suo partito
il prossimo 16 novembre per poi incrociare le armi con Nicolas Sarkozy.
Gran Bretagna
Tony Blair ha annunciato il suo ritiro e lascerà per cedere il passo al
suo attuale Ministro del Tesoro Gordon Brown, il quale avrà come
avversario alla direzione di Downing Street, David Cameron
Il dato che preoccupa chi come noi si occupa di sondaggi e che appare
come una costante nel corso dell'ultimo anno, come avvenuto in Francia
ed in Austria, è che la vittoria è di misura e spesso la partita si
gioca per poche migliaia di voti con scarti davvero limitati.
Questo genera due fatti: il primo riguarda la contrapposizione tra
i due opposti schieramenti ed i toni elevati dello scontro politico, il
secondo, come conseguenza, è che i governi basati su coalizioni sono
sempre sottoposti a instabilità e tensioni, il caso del nostro Paese è
emblematico.
In Austria nei giorni scorsi sono tornati a vincere i
socialdemocratici (SPO) dopo sei anni di opposizione totalizzando il
35,7% dei voti. Sembra che Alfred Gusenbauer il leader della SPO, stia
andando nella direzione di formare un governo di grande coalizione
secondo il modello già in uso in Germania con la Merkel, anche perché
il Cancelliere uscente Wolfgang Schussel con il suo partito OVP è stato
votato dal 34,2% degli elettori, appena 1,5 punti in meno dei
socialdemocratici.
Fredrik Reinfeldt quarantunenne leader moderato ha vinto le
elezioni in Svezia in settembre battendo Goran Persson, caratterizzando
la sua formazione politica come partito dei lavoratori,
contrapponendosi ai socialdemocratici, partito dei sussidi.
Tutto questo per dire che la tendenza in Europa, sia per i partiti
del centrodestra che per quelli del centrosinistra è quella di
differenziarsi più per i leader che per valori e programmi,
Ci troviamo una destra attenta a problematiche sociali come nel
caso della Merkel in Germania ma rigida sui temi della difesa dei
cittadini vedasi la questione immigrati; dall'altro i
socialdemocratici attenti alle esigenze del mercato e delle imprese,
quindi la politica si gioca sempre più sulla rappresentazione mediatica
dei propri leader e sulla rappresentatività delle speranze per il
futuro e sempre meno sulla discriminante ideologica e partitica.
Tutto questo hanno comunicato gli opposti schieramenti, sommando ad
alterazioni e sovrapposizioni che hanno quasi determinato
l'annullamento dell'efficacia dei sondaggi determinando il fatto che i
modelli previsionali sono in crisi in tutto il mondo, ma tutto questo
non ha migliorato il sistema politico, e delle pubbliche
amministrazioni.
Il sistema dei partiti era un modello codificato di gestione della
rappresentanza sociale, oggi non c'è più e siamo un po' più poveri.
E-mail: natascia.turato@ekmaricerche.com
Natascia Turato
|