TOP 10 LIBRI, I NUMERI PRIMI SONO SEMPRE IN TESTA ALLA CLASSIFICA
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24 sett. - I numeri sono sempre primi, ma un po’ meno soli. Dietro
Giordano, sia pur staccata di quasi 40 punti, sale Fred Vargas, e tra i
primi 10 raddoppia la Barbery: oltre al Riccio entrano le sue Estasi
culinarie. Sono novità solo per noi: entrambi repêchages, quello della
Vargas un thriller del ‘96, fra Parigi e la Bretagna, senza Adamsberg
(protagonista del suo ultimo Un lieu incertain, che qui dovrebbe
arrivare per Natale);
quello della Barbery, l’esordio datato 2000, incunabolo del Riccio, già ambientato nel palazzo di rue Grenelle, con la portinaia Renée ancora in disparte e silenziosa, dove la gastronomia, la ricerca del gusto perfetto, prende il posto della filosofia.
Qualche titolo della ripresa d’autunno comincia a vedersi anche nella tabella della narrativa italiana (il viaggio di Rumiz sulle orme di Annibale, i racconti della Oggero, il romanzo di Avati da cui il film con Orlando); nella straniera, si affaccia, in basso, Le Carré, tornato ai plot in stile Smiley. La saggistica si barcamena con punteggi piccini: spicca solo Augias, capofila di un mannello di titoli che hanno in comune una critica «scientifica» (relativista) della Chiesa e della religione, bilanciati dalle riflessioni bibliche di Erri De Luca in dialogo con il parroco Matino.
A lume di titoli, la curiosità scandalistica sembra prevalere sulla ricerca di quella Spiritualità che la settimana prossima avrà il suo «festival» a Torino.
Anche in tema di religione, questa Italia appare come la scuola di Floris: fabbrica di ignoranti. D’altra parte in un paese in cui in alto non si pensa che a lavorare, in basso chi è più capace di studiare?
(LaStampa)
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