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09 nov - Erano tutti altoatesini i quattro italiani morti
nell'incidente aereo avvenuto in Tanzania. Lo si apprende da fonti
vicine alle famiglie, ma al momento non ci sono conferme ufficiali.
Si tratterebbe di un dentista, Franco Tamiazzo, di sua moglie Stefania,
di un odontotecnico che lavorava nello studio del dentista e della
moglie di quest'ultimo
I quattro avevano trascorso un periodo di vacanza in
una localita' del Kenya. Oggi avrebbero dovuto fare ritorno in Italia,
ma per un contrattempo il viaggio era stato rinviato.
I quattro cosi' avevano deciso di noleggiare un piccolo aereo per
sorvolare il Kilimangiaro, dove e' accaduta la disgrazia.
Tamiazzo e sua moglie erano molto noti a Bolzano. Spesso viaggiavano
nelle localita' piu' lontane, anche perche' il dentista era un
appassionato documentarista, con al suo attivo numerosi reportage sulle
localita' piu' esotiche che sono stati spesso trasmessi da reti
televisive anche nazionali.
Quella dei documentari era una vera passione del dentista, che aveva
allestito a casa sua uno studio per realizzarli a livello professionale.
TANZANIA:
PAESE POVERO AMATO DA 'TURISMO DI NICCHIA - La Tanzania e' considerata un 'prodotto
di nicchia' dagli operatori del turismo: molto di moda negli anni
70-80, insieme con il Kenya, e' poi divenuta una terra amata dagli
estimatori della natura e del safari in particolare, ed ogni anno e'
visitata da circa 8 mila italiani.
Molto piu' alto e' invece il numero dei turisti, se si considerano
coloro che scelgono Zanzibar per la loro vacanza. La Tanzania e' anche
un Paese molto povero. Il 60% della popolazione e' privo
dell'elettricita' e il 40% dell'acqua potabile. Negli ultimi anni
tuttavia si e' registrata una crescita contenuta ma costante.
L'economia dipende in gran parte dall'agricoltura, che pesa per circa
60% del Pil, costituisce l'85% delle esportazioni e impiega il 80%
della forza lavoro. Le condizioni geografiche e climatiche limitano i
campi coltivati al 4% del territorio. L'industria pesa circa il 10% del
Pil ed e' prevalentemente limitata alla trasformazione dei prodotti
agricoli. La Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e alcuni
donatori hanno fornito fondi per risollevare la deteriorata
infrastruttura economica della Tanzania. Le grandi risorse naturali -
come i giacimenti d'oro e i parchi nazionali - non sono sfruttate
appieno e generano poco reddito. Recenti riforme del sistema bancario
hanno favorito la crescita degli investimenti. Il bilancio dello Stato
e' gravato da un pesantissimo debito pubblico, che limita la
possibilita' di attuare riforme strutturali. Dar es Salaam (in arabo
'porto di pace') e' la piu' grande citta' della Tanzania, il principale
polo economico e il primo porto del Oaese. Il nome viene spesso
abbreviato in Dar, e la popolazione locale usa comunemente anche il
nomignolo di Bongo; in passato la citta' era chiamata Mzizima.
Pur avendo perso lo status di capitale nel 1996, formalmente sostituita
da Dodoma, Dar es Salaam ospita tuttora la maggior parte delle funzioni
amministrative del Paese, oltre a essere capoluogo della regione
omonima. Dar es Salaam gode di una buona affluenza turistica
internazionale sia come luogo di transito (per i viaggiatori diretti ai
grandi parchi nazionali del nord o a Zanzibar) che come meta turistica.
Da questo punto di vista, Dar resta tuttora molto meno frequentata di
Arusha, che costituisce il punto d'ingresso per il cosiddetto 'circuito
del nord', costituito dai parchi nazionali di Serengeti, Manyara,
Tarangire e Ngorongoro. Recentemente, tuttavia, il turismo
internazionale sta iniziando a scoprire le ricchezze naturali
incontaminate del 'circuito del sud', con i parchi di Mikumi, Udzungwa,
Ruaha e Selous, raggiungibili in poche ore di volo da Dar es Salaam,
che e' dunque destinata a diventare il principale punto di ingresso in
Tanzania per gli itinerari turistici orientati a sud. Tuttavia, dal
momento che la destinazione viene venduta, almeno in Italia, quasi
sempre in abbinamento con il Kenya, e dopo gli scontri post elettorali
della primavera scorsa che hanno reso meno appetibile quest'ultimo,
anche il turismo in Tanzania ha subito una battuta d'arresto. A Dar es
Salaam sono comunque presenti un gran numero di strutture ricettive di
tutti i livelli. I ristoranti internazionali sono numerosi, e numerose
le tradizioni culinarie sono ben rappresentate
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